La Spagna è quasi arrivata al capolinea. Anche se il premier Mariano Rajoy si sta impegnando per evitare il ricorso alla nuova forma di protezione europea, i gestori dei principali fondi sono convinti non solo che il Paese iberico richiederà l’intervento dell’Esm e dello scudo anti-spread, ma che sarà destinato a muovere tale richiesta già nelle prossime due settimane: in caso contrario, la bolla spagnola esploderà, con una deflagrazione che rischia di trasccinare nella polvere anche il vicino Stivale.
Il crollo degli acquisti di frutta e verdura
La crisi economica italiana può essere quantificata anche e soprattutto con i consumi di frutta e verdura, due perni fondamentali del settore agroalimentare: molte famiglie ne stanno comprando sempre meno, anche pomodori, zucchine, mele e pere sono diventati un vero e proprio lusso e un nucleo su tre ha deciso di ridurre la spesa in questione, rinunciando a molti acquisti. I dati in questione sono stati forniti da un’interessante indagine condotta congiuntamente da Confagricoltura, Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), Federagri-Confcooperative, Agci-Agrital e Legacoop agroalimentare.
Federconsumatori-Adusbef: in calo il credito al consumo
Federconsumatori e Adusbef, le due associazioni dei consumatori che sono abituate a condurre insieme le loro battaglie, hanno lanciato un nuovo allarme: come è stato sottolineato da una delle ultime indagini, la crisi economica ha ulteriormente peggiorato la contrazione del credito al consumo. Finora ci si era abituati a un continuo rialzo per quel che riguarda la richiesta dei prestiti personali, per quelli relativi agli acquisti a rate e anche per quelli utili per ottenere una vacanza. Purtroppo, questo trend positivo è terminato tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, quando gli stessi prestiti hanno cominciato a ridursi e le famiglie del nostro paese sono risultate più indebitate che mai.
Il piano di riorganizzazione di Allianz Italia
La riorganizzazione è cominciata da qualche tempo e sta procedendo in maniera spedita: Allianz Italia, la divisione del nostro paese della celebre azienda finanziaria tedesca, sta semplicemente realizzando quanto voluto fortemente dall’amministratore delegato George Sartorel, il quale ha intenzione di rendere più semplice e snella la struttura, oltre che di migliorare la gestione della rete. Il progetto è davvero molto ampio e non è casuale che poco tempo fa vi sia stata una fondamentale fusione per incorporazione, la quale è andata a riguardare la Rb Vita e la Assicuratrice Italiana Vita, due società assicurative che sono confluite nella stessa Allianz.
Scorporo rete Telecom
Il management di Telecom Italia sembra essersi convinto della validità del progetto dello scorporo della rete. Ad affermarlo è Franco Lombardi, presidente di Asati, secondo cui – riporta mfdowjones.it – “la stampa ha ricordato recentemente il cosiddetto Piano Rovati, facendo risalire a quel progetto, mai completamente svelato, l’idea dello scorporo della rete. Gli addetti ai lavori sanno che in realta’ questa soluzione era stata proposta gia’ prima e sostenuta con forza da Asati, attraverso comunicati stampa e interventi nelle assemblee della societa’ essendo l’unico modo per assicurare l’evoluzione della rete fissa e garantire il rispetto della concorrenza. Il vertice di Telecom Italia sembra finalmente aver sposato questa tesi”.
Le nuove quote azionarie di Banca Profilo
Ci sono importanti novità che riguardano Banca Profilo: l’istituto di credito milanese dovrà fare i conti da oggi con la nuova quota di Sandro Capotosti, imprenditore ed ex numero uno del gruppo, con la percentuale in questione che è scesa in maniera evidente dal 4,97% fino all’1,983%. Anche la Consob (Commissione Nazionale di Società e Borsa) ha segnalato il tutto, come avvenuto esattamente un anno fa, quando questa stessa quota era più vicina ai cinque punti percentuali. Tra l’altro, tornando ancora più indietro nel tempo, ci si accorge che nel 2009 la partecipazione di Capotosti era pari a circa il 6,5%, dunque la riduzione sta proseguendo da diverso tempo a questa parte.
I licenziamenti a catena della Newlat
Newlat, società leader nel nostro paese per quel che concerne il settore alimentare (è la spa che detiene marchi importanti come Giglio, Polenghi e Torre in Pietra), ha annunciato nel corso della giornata di ieri il licenziamento di trentadue dipendenti dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro (provincia di Arezzo): l’ad del gruppo, Stefano Cometto, ha reso ufficiale questo provvedimento e per questo motivo ora è divenuta più urgente che mai la convocazione di un incontro tra il comune toscano, la Regione e i sindacati, in modo da fare il punto sulla situazione. Il meeting in questione è previsto per il prossimo 5 ottobre proprio a Sansepolcro.
Bond Convertendo di Bpm: anche l’Adoc è in prima linea
Dopo l’assistenza di Altroconsumo sui bond Convertendo di Bpm, l’Adoc (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori) si sta dando dalla fare per lo stesso motivo: tutti i risparmiatori che sono rimasti vittime di questa truffa datata ormai 2009 avranno la possibilità di sfruttare la conciliazione e di usare i modelli predisposti dall’associazione sul proprio sito web. Nello specifico, si tratta dei documenti necessari per la presentazione della domanda di ammissione a tale procedura. Ovviamente, bisogna ricordare che quest’ultima è stata prevista espressamente per le persone che hanno sottoscritto i prodotti finanziari nel periodo compreso tra il 7 settembre e il 30 dicembre di tre anni fa (il codice Isin dei bond in questione è IT0004504046).
Risparmio gestito con raccolta positiva
Dopo quattro mesi di debacle il sistema del risparmio gestito italiano torna in negativo ad agosto grazie alle sottoscrizione dei fondi aperti (prevalentemente, quota obbligazionaria) e alle gestioni di portafoglio istituzionali. A sostenerlo è un report diffuso poche ore fa dalla Assogestioni, secondo cui l’industria avrebbe raccolto circa 1,75 miliardi di euro, con sottoscrizioni in grado di superare i riscatti per la prima volta dal mese di marzo. Complessivamente, il patrimonio di fine agosto si colloca così a 976,8 miliardi di euro, leggermente sopra rispetto ai livelli di marzo, pari a 973 miliardi.
Donne e carriere lavorative, gli impegni dell’Italia
Le differenze lavorative tra uomo e donna sono ancora troppo marcate nel nostro paese: questo argomento merita un impulso e un approfondimento importante, tanto più che l’Abi (Associazione Bancaria Italiana) ha voluto organizzare per la giornata odierna un apposito convegno, il cui titolo è piuttosto emblematico, “Donne, banche e sviluppo, l’Italia che cambia passo per crescere”. Insomma, si è capito che anche le carriere al femminile meritano un rispetto importante. I dati che sono in possesso hanno messo in luce come l’Italia non sia proprio il peggiore dei paesi da questo punto di vista, visto che vi sono alcuni settori in cui le percentuali di donne si avvicinano alla metà esatta dell’occupazione (in primis quello bancario).