Ricavi Dell sotto le stime degli analisti

 Deludono i conti previsionali di Dell. La società ha pubblicato stime sull’andamento dei ricavi del secondo trimestre fiscale dell’anno in grado di posizionarsi al di sotto degli auspici degli analisi. L’azienda ha infatti previsto ricavi nel trimestre in conclusione a luglio pari a 14,7 – 15 miliardi di dollari, contro una media delle osservazioni dei principali analisti di mercato pari a circa 15,4 miliardi di dollari.

La motivazione di questo ribasso nelle previsioni di Dell è tutta da ricercarsi nella crisi che si è abbattuta sul sistema economico internazionale: “Nelle nostre interazioni con i grandi clienti assistiamo a ritardi e pause nelle attività di spesa e di investimento” – ha dichiarato recentemente il chief executive officer Michael Dell durante una recente intervista rilasciata ad alcuni analisti americani.

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Morgan Stanley ancora accusata per il flop Facebook

 La delusione del flop dell’Ipo Facebook proprio non è andata giù agli investitori che hanno creduto al successo finanziario (poi, smentito) del social network più famoso del mondo. Quotata a 38 dollari, balzata rapidamente a oltre 42 dollari, il titolo ha poi intrapreso una lunga e ripida strada di deprezzamento che ha coinvolto l’intera prima settimana di negoziazione post – prima offerta pubblica. E, nell’occhio del ciclone, è finita Morgan Stanley.

La banca d’affari americana ha infatti guidato l’intero processo di quotazione di Facebook, presentando agli investitori una società solida e in crescita. Peccato che, nel contempo, un suo analista pubblicasse una revisione sulle stime dei ricavi (al ribasso, da più di 5 miliardi di dollari, a circa 4,85 miliardi di dollari per l’intero 2012). Quanto basta per far scattare le indagini da parte della Financial Industry Regulatory Authority, che vuole accertare se la banca d’affari abbia “selettivamente” scelto i clienti da informare sulle reali condizioni previsionali di Facebook.

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Google acquista Motorola Mobility

 Non è stato facile, indolore e rapido, ma dopo diverso tempo, finalmente, Google è riuscita a metter mano sulla Motorola Mobility. Un altro tassello va così a porsi all’interno del mosaico prodotti del motore di ricerca, che cerca di perseguire una strategia di crescita sostenibile sia sul mercato locale che su quello internazionale, respingendo l’agguerrita concorrenza di buona parte dei principali competitors su territorio nazionale.

Il motore di ricerca acquista infatti, con l’obiettivo di migliorare la sua posizione su piattaforme mobili, la divisione di Motorola. Il prezzo, pari a 12,5 miliardi di dollari, spinge la transazione ad essere una delle più importanti dell’anno nel comparto di riferimento, e giunge a ultimazione di un lungo processo (oltre un anno dall’annuncio originario), determinato dalle lungaggini burocratiche resesi necessarie dall’ottenimento delle opportune autorizzazioni dell’Antitrust.

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Utili in calo per Vodafone

 Vodafone ha subito una pesante flessione degli utili dal bilancio d’esercizio chiuso al 31 marzo 2012. A pesare significativamente sul bilancio della compagnia telefonica, è stata la contrazione del giro d’affari e della redditività delle strutture in Italia e in Grecia. Una situazione che tuttavia non dovrebbe nuocere alla crescita di medio termine della compagnia, ma che apre margini di interpretazione piuttosto ampi sul fronte della redditività di breve termine.

Ne è conseguita la chiusura dell’esercizio con utile netto di gruppo in calo del 12,7% a poco meno di 7 miliardi di sterline, e un utile adjusted per azione pari a 14,91 pence (in flessione di 11 punti percentuali). I ricavi sono saliti dell’1,2 per cento a 46,4 miliardi di sterline, mentre l’Ebitda è sceso dell’1,3 per cento a 14,5 miliardi di sterline.

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Utile record per Ryanair

 Ryanair, la nota compagnia aerea low cost irlandese, ha chiuso il bilancio d’esercizio 2011 / 2012 (che per la società è terminato il 31 marzo 2012) con utili record rispetto all’esercizio precedente e alla sua fortunata storia. Un profitto che è maturato grazie a un balzo continuo nel numero dei passeggeri e dei prezzi dei biglietti, “armi” per poter controbilanciare gli effetti negativi generati dall’incremento del costo del carburante.

E così, a fine marzo, la società guidata da Michael O’Leary ha prodotto un incremento di 25 punti percentuali a 503 milioni di euro, con una cifra superiore alle attese degli analisti, su un fatturato in aumento del 19 per cento a 4,33 miliardi di euro. Superata altresì la soglia dei 75 milioni di passeggeri, con un numero complessivo che la società rivela essere pari a 75,8 milioni di unità, in incremento di 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, nonostante la messa a terra di 80 aerei in inverno.

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Downgrade Banco Santander

 Tra le tante banche che si son viste ridurre il giudizio da parte di Moody’s Investors Service, rientrano anche le due aziende di credito più importanti della penisola Iberica: Banco Santander, e Banco Bilbao Vizcaya Argentaria. Un taglio di rating molto importante (tre notch), che alimenta i timori degli osservatori economico finanziari circa i rischi che l’attuale recessione, e le perdite su crediti, potrebbero provocare sulla stabilità degli istituti di credito spagnoli, 16 dei quali oggetto di recente downgrade da parte dell’agenzia di redditi.

Delle 16 banche interessate dal provvedimento di Moody’s Investors Service, nove – tra cui Banco Santander e Banco Bilbao – hanno subito una riduzione di tre gradini; sette hanno dovuto assistere alla revisione, in peggioramento, del loro outlook. Una scelta che è l’anticamera di possibili e probabili downgrade futuri, da affermarsi nel corso dei prossimi mesi. Anche la divisione britannica di Santander ha subito la stessa sorte, con riduzione del rating sul debito.

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Yahoo valuta vendita del 20% di Alibaba

 Secondo quanto rivela la stampa specialistica, riportando alcune indiscrezioni trapelate da una persona molto vicina ai vertici societari, e informata degli avvenimenti, Yahoo starebbe trattando la vendita di un pacchetto di partecipazioni nella Alibaba Group Holding pari al 20%, che verrebbe transato a un controvalore molto vicino ai 7 miliardi di dollari. Una transazione che dismetterà una parte rilevante nel più importante provider di e-commerce della Cina.

Alibaba Group sta attualmente cercando di dare seguito a importanti operazioni di buyback. Tentativi che si protraggono da oltre un anno, e che potrebbero collimare nella decisione di Yahoo di disfarsi di un quinto del capitale del provider. Sempre stando alle indiscrezioni riportate da tale fonte anonima, l’accordo di vendita potrebbe essere annunciato pubblicamente già entro la fine della settimana in corso.

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JpMorgan è come un casinò

 JpMorgan è come un casinò. A dirlo, in maniera non proprio così diretta – ma quasi! – è il presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, che ha affermato come alcuni operatori di Wall Street trattino “il nostro sistema finanziario come un casinò”. Una premessa che intende anticipare la richiesta di riforma del sistema al Congresso, puntualmente ribadita da nuove dichiarazioni da parte dell’inquilino della Casa Bianca.

“Dobbiamo finire il lavoro implementando le riforme del settore bancario e applicando le nuove regole. La riforma non va smantellata” – ha proseguito Obama – “Abbiamo visto di recente il perchè e non possiamo permettere che questo accada. Abbiamo visto come un grande errore in una delle maggiori banche si è tramutato in 2 miliardi di dollari di perdite. E anche se questa banca può sopportarle, altre non potrebbero”.

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Clerical Medical, sei tappe italiane per gli agenti assicurativi

 Clerical Medical, società britannica che è attiva da quasi duecento anni nel campo delle assicurazioni e che fa parte integrante del celebre gruppo Lloyds, ha scelto il nostro paese per far capire come gestire i contesti di alta volatilità finanziaria (come quello attuale appunto) e i relativi cambiamenti che si verificano dal punto di vista legislativo: questo tour o roadshow che dir si voglia, la cui denominazione ufficiale è quella di “Mantenere la rotta”, prevede sei tappe in altrettante città, appuntamenti fondamentali che sono rivolti ai promotori finanziari e agli agenti assicurativi che hanno ricevuto l’autorizzazione a distribuire i prodotti della società stessa. In particolare, il riferimento in questione non può che andare alle celebri polizze vita che prendono il nome di “unit linked, con tanto di premio unico e ricorrente.

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JPMorgan perde un altro miliardo di dollari

 Continuano ad aumentare perdite di JPMorgan causate dal flop dei cds. Stando a quanto affermato dal New York Times, le perdite precedentemente stimate in 2 miliardi di dollari sarebbero cresciuti negli ultimi giorni di almeno altri 50 punti percentuali, arrivando pertanto a toccare i 3 miliardi di dollari, con un incremento sostanziale di un ulteriore miliardo.

Contemporaneamente, la Federal Reserve avrebbe iniziato ad esaminare i conti della banca americana, analizzando soprattutto i comportamenti di coloro che sarebbero stati “colpevoli” di un simile buco finanziario. Nel mirino sarebbe così finito anche il chief operating officer, che avrebbe – con le sue operazioni – esposto l’istituto di credito ai rischi tipici di un hedge fund con atteggiamenti speculativi, e certamente inappropriati per un istituto di credito con depositi bancari assicurati a livello federale.

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