Sony perde terreno sull’euro debole

di Roberto R Commenta

 Ultimi giorni da dimenticare, per Sony. La società giapponese, uno dei brand storici dell’elettronica internazionale, ha infatti ceduto oltre 4 punti percentuali durante le negoziazioni alla Borsa di Tokyo, a causa delle cattive previsioni sull’andamento dell’euro. La debolezza della valuta unica europea potrebbe infatti nuocere alle previsioni relative alle esportazioni giapponesi nel vecchio Continente: di qui il brusco arretramento della capitalizzazione di mercato della società nipponica, con uno scivolone mai visto da 25 anni a questa parte.

Il declino nella capitalizzazione di mercato non ha, ovviamente, riguardato la sola Sony, che tuttavia si è presa la cattiva briga di fare da apripista a una serie di sedute particolarmente deludenti per le società nipponiche produttrici di dispositivi elettronici. Canon, che ottiene circa il 30% dei suoi ricavi in Europa, e Panasonic, hanno seguito Sony (che genera un quinto del suo giro d’affari nel vecchio Continente) nella strada del deprezzamento di mercato.

A sua volta la debolezza dell’euro – pur ampiamente attesa – sembra esser dipesa da quanto avvenuto con le tornate elettorali in Francia e in Germania. A Parigi l’elezione del socialista Francois Hollande ha aperto nuovi scenari in merito a un possibile riequilibrio dell’asse Germania – Francia sul sostanziale controllo europeo. In Grecia la frammentazione del voto sta impedendo la formazione di un nuovo governo al quale toccherà l’ingrato compito di far digerire (o meno) le misure di austerità alla popolazione.

MAXI PERDITE PER SONY E SHARP

Tornando alla compagnia giapponese, un portavoce di Sony ha ricordato come per ogni yen di declino nel controvalore dell’euro, la società perdita circa 6 miliardi di yen di profitti operativi. Logico, pertanto, che l’andamento del cambio valutario tra l’euro e la valuta giapponese sia una delle determinanti maggiormente seguite dagli analisti locali e internazionali, nell’auspicio di un ribilanciamento più attendibile delle forze monetarie in campo.

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