Conti pubblici, le stime 2009 del programma di stabilità di Tremonti: cala il gettito, pressione fiscale in aumento fino al 43,3%. Pil -1,7%, deficit +3,7%, debito pubblico al 111,2%

Da Repubblica.it arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all’ economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi.
Il Pil si contrae dell’ 1,7% (ma non è escluso che ci spossa essere un ritocco dell’ ultima ora per portarlo al -2%, come prevede la Commissione Europea), il deficit sale al 3,7% e il debito pubblico aumenta di quasi cinque punti balzando al 111,2%. In più, una pressione fiscale ai livelli record (43,3%). Sono queste le nuove stime 2009 del governo inserite in una bozza dell’ aggiornamento del Programma di stabilità italiano. Il documento, secondo quanto si è appreso, sarà portato domani dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti all’ esame del Consiglio dei Ministri prima dell’ invio alla Commissione Europea di Bruxelles.

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Incentivi anti-crisi: sconti anche per computer e tv, auto, motocicli ed elettrodomestici

Auto, veicoli commerciali leggeri, motocicli, arredamento, elettrodomestici. Sbarca in Gazzetta Ufficiale l’ 11 febbraio il decreto legge con gli incentivi per riavviare i consumi, con misure per circa 2 miliardi di euro. Ci sono anche contributi per impianti a Gpl o metano, per acquistare auto ecologiche, per installare dispositivi antiparticolato sui mezzi pubblici. Ma anche, ultima novità, per acquistare computer e tv, a patto che si ristrutturi la casa. Per il credito al consumo per l’ acquisto dei beni agevolati dai bonus sarà un decreto Economia, già previsto dal decreto anti-crisi (Dl 185/2008, convertito dalla legge 2/2009), a fissare le modalità per favorire l’ intervento di Sace spa nella prestazione di garanzie per agevolare la concessione di finanziamenti.

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Caro affitti: la crisi non fa scendere i prezzi, ma i mutui scendono. Le più care sempre Milano e Roma

ROMA – Non c’è crisi che tenga: la corsa del caro affitti continua interperrita, nonostante la maggiore offerta di locali. Nell’ arco di dieci anni, dal 1999 ad oggi, i prezzi richiesti per gli affitti sono cresciuti del 130% e del 145% nelle grandi città. Da una ricerca effettuata dalla CGIL e dal SUNIA (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini e Assegnatari) su un campione di 10.000 offerte abitative, oggi, chi si appresta a stipulare un contratto di locazione pagherà in media 1.100 euro al mese. Più di un mutuo.
Oltre al canone sono salite anche la domanda e l’ offerta di case in affitto. Aumentano le offerte per tagli piccoli e sopratutto bilocali situati in zone periferiche.

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Misure anti-crisi: la Regione Toscana approva i contributi per i disoccupati e per i mutui sulla casa

Un forte segnale quello lanciato dalla Regione Toscana: la Giunta ha infatti approvato le misure anti-crisi per venire incontro alle categorie più disagiate. I primi provvedimenti approvati riguardano i disoccupati e i titolari di mutui per l’ acquisto della casa. Un pacchetto che vuole dare sostegno al sistema economico ed alle persone in grave difficoltà economica.
Come? Contributi una tantum alle persone colpite dagli effetti della crisi economica e finanziamenti alle aziende per uscire, attraverso l’ innovazione, dalla morsa della congiuntura negativa. La giunta regionale, riunita a Villa La Quiete, ha varato il pacchetto di misure predisposte per il sostegno ai settori maggiormente in difficoltà. Più di seimila i beneficiari.

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Milano, sfilate e pret-à-porter in crisi e Swarovski va in Cina. La moda guarda al low-cost

Il 2009 parte decisamente sottotono per la moda milanese. La crisi economica, insomma, si fa sentire: le sfilate di Milano Moda Donna, in programma da 25 febbraio al 4 marzo, sono state “accorciate”, mentre Milano Unica, il salone del tessile che si è appena concluso a FieraMilanoCity, ha registrato il 20% in meno di presenze. Così, mentre Swarovski taglia 150 posti di lavoro e pensa di trasferire le sue fabbriche dalle alpi austriache in Cina, gli stilisti italiani pensano di seguire l’ esempio dei marchi cheap&chic: la moda low-cost sembra essere l’ ultima frontiera per sfidare la crisi.

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Facebook compie 5 anni, ma il social network più famoso del mondo non guadagna. MySpace il più pagato

Facebook, il social network più famoso del mondo, nasceva nel febbraio del 2004 dall’ intuizione di Mark Zuckerberg. Non un ingegnere della Silicon Valley, bensì un facoltoso e assai capace studente diciannovenne della Harvard University, aiutato da Dustin Moscovitz e Chris Hughes. Il social network era stato creato come rete virtuale per mantenere i contatti tra ex compagni di classe ed ha catturato oltre 150 milioni di iscritti in tutto il mondo. Ogni persona ha in media di 120 amici, con i quali chattare on line. Ma c’è anche il rovescio della medaglia: un fatturato che stenta a decollare.
I 210 milioni di dollari di ricavi stimati per il 2008 – e i 230 milioni previsti dalla società di ricerca eMarketer per quest’anno – sono infatti poca cosa rispetto ai numeri che muove Facebook.

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Dar Fur, dove il denaro non conta: qui il lavoro viene pagato in birra

Non è una novità, ma in pochi lo sanno: nel Dar Fur, un’ ampia regione del Sudan centromeridionale, verso i confini con il Ciad, i coltivatori musulmani vengono pagati in birra.
Quest’ area, infatti, è costituita da un massiccio montagnoso dove i coltivatori musulmani usano la tecnica del bastone da scavo per coltivare principalmente il miglio. L’ allevamento è scarso ed ogni famiglia è lagata alle altre con obblighi reciproci.
La particolarità di quest’ area è che vige un doppio sistema di scambio: nel primo circolano lavoro e birra associati a miglio e case; nel secondo denaro e altri beni di mercato.

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Crisi: Panasonic taglia 15.000 posti di lavoro e chiude 27 impianti

TOKYO – Panasonic annuncia il taglio di 15 mila posti di lavoro e la chiusura di 27 impianti per contrastare gli effetti della crisi economica globale.
Panasonic è soltanto l’ ultimo colosso dell’ elettronica giapponese a cedere, in ordine di tempo, sotto i colpi della crisi economica internazionale dopo Sony, Hitachi, Toshiba e Nec, avviandosi al primo rosso in sei anni. Il gruppo di Osaka ipotizza un disavanzo al 31 marzo prossimo di ben 380 miliardi di yen (3,2 miliardi di euro), per effetto – si legge in una nota – “del continuo peggioramento della domanda sui mercati e alla risalita dello yen verso le principali valute’“.

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