Risanamento MPS

 Tempo di grandi cambiamenti in Monte Paschi di Siena. Cambiamenti avvertibili nella quotidianità del lavoro in Filiale ma, anche e soprattutto, in quello che sta accadendo nelle scrivanie del top management, alle prese con una lenta rivoluzione che rischia di stravolgere la storia plurisecolare dell’istituto di credito senese. A cominciare dalla Fondazione MPS, storico socio di maggioranza assoluta, ora in fase di calo al 36 per cento e, presto, al 33 per cento. Ma non solo: a parlarne è il presidente del cda Alessandro Profumo, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

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Rendimento Fondi pensione Italia

 Deludono i fondi pensione italiani. Stando a quanto affermano gli ultimi dati dell’Ocse, infatti, i fondi tricolori hanno conseguito prestazioni inferiori alla media, che già parlava di un calo dell’1,7 per cento (anche comprendendo quelli statunitensi). Ad ogni modo, come ogni media, anche tale ponderazione è in grado di celare prestazioni estremamente positive, come quella della Danimarca, dove le performance parlano di un + 12%. Complessivamente, gli asset mondiali investiti in fondi pensione sono arrivati a valere 20 mila miliardi di dollari, con una quota italiana pari a 107 miliardi.

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Investimenti Parmalat

 Parmalat, la storica società di Collecchio operante nel settore alimentare e ancora in cerca di un piano di rilancio corposo, avrebbe intenzione di lanciare un piano di investimenti da 180 milioni di euro in tre anni. Un impiego che permetterebbe il pronto assorbimento di 120 lavoratori delle fabbriche destinate alla chiusura, che potrebbero pertanto trovare nuova occupazione all’interno del gruppo. Secondo quanto riportano i media, tuttavia, il piano non prevederebbe il salvataggio degli impianti di Como, Pavia e Genova, che potrebbero rischiare la chiusura.

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Eni scopre nuovo giacimento

 Eni ha annunciato di aver effettuato la prima scoperta a olio nel blocco Offshore Cape Three Points (Octp), che si trova nella zona del Tano Basin, nell’offshore del Ghana, a circa 50 chilometri al largo della costa. La notizia è di grande interesse e potrebbe avere anche dei risvolti sui conti societari, visto e considerato che è contraddistinta da potenzialità di sviluppo commerciale, e ribadisce ulteriormente l’importanza del blocco in termini di presenza di olio, oltre che di quelli già noti, relativi al gas naturale e ai condensati.

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Vendita quota Sberbank a 5,2 miliardi di dollari

 La Borsa di Mosca e quella di Londra hanno visto, negli ultimi giorni, un passaggio di proprietà straordinario di una quota Sberbank sul mercato secondario. La cessione ha riguardato il 7,6 per cento delle partecipazioni nell’istituto di credito detenuto dallo Stato, che ha così avuto l’opportunità di incassare ben 5,2 miliardi di dollari dal parziale collocamento della più importante banca nazionale. Il risultato dimostrerebbe il grande interesse degli investitori internazionali nei confronti del piano di privatizzazione del governo russo e, in particolar modo, del settore creditizio nazionale.

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Proseguono i convegni di Banca Sella dedicati al trading

 Banca Sella si sta facendo notare da diverso tempo per delle iniziative molto utili ai fini dell’apprendimento e dell’aggiornamento da parte degli investitori finanziari: l’ultima in questo senso è rappresentata dal convegno annuale che è stato fissato fra sei giorni esatti per discutere di trading automatico. Entrando maggiormente nel dettaglio di questo evento, c’è da dire che il prossimo 25 settembre l’istituto di credito piemontese consentirà a partecipanti e relatori di incontrarsi e di confrontarsi sugli argomenti più svariati, in primis le principali tecniche, le esperienze, ma anche i metodi che vengono sfruttati più di frequente sia per il trading automatico che per quello algoritmico.

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Vendita Ti Media

 Il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè, è intervenuto in merito alla vicenda di cessione di Ti Media, affermando di non esser pronto a vendere a qualunque prezzo gli asset di riferimento. Il gruppo vorrebbe infatti chiudere la transazione entro dicembre, conducendo l’indebitamento netto in ribasso a quota 27,5 miliardi di euro e, pertanto, rispettando il piano industriale. Tuttavia, non è detto che l’operazione si concluda positivamente se il prezzo desiderato non dovesse essere offerto da Newscorp, Mediaset e dalle altre parti in potenziale causa.

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Fiat in risposta a ministro Fornero?

 Non accenna a placarsi il rumore intorno al titolo Fiat, in seguito all’annuncio, da parte della società, di rivedere in maniera significativa il progetto Fabbrica Italia. Ad aggiungere un ulteriore tassello a quanto sta accadendo è stato il ministro del lavoro Elsa Fornero, che durante una intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica chiede che l’amministratore delegato della società torinese, Sergio Marchionne, riferisca al governo come ha modificato la sua strategia di investimento in Italia prima del 30 ottobre, quando presenterà i risultati del terzo trimestre 2012.

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Aumento capitale Fonsai risultati collocamento inoptato

 Buone notizie sul fronte Fonsai. Stando a quanto affermato dagli istituti protagonisti del collocamento dell’inoptato, infatti, l’operazione si sarebbe conclusa con un vero e proprio successo. Il collocamento “lampo” dell’inoptato che era rimasto sui libri delle banche partecipanti al consorzio di garanzia ha infatti permesso agli istituti di credito di rivendere tutte le azioni ordinarie, per un controvalore di poco inferiore ai 200 milioni di euro. In questo momento, pertanto, nell’attesa che il riassetto con Unipo prosegua lungo la propria strada, il 21,5 per cento del capitale ordinario della società o terminato in mano agli investitori privati.

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Mediaset pronta ad acquistare La7

 La notizia ha sorpreso (quasi) tutti. Mediaset, la società di Cologno Monzese riconducibile alla famiglia Berlusconi, scende in campo nella partita che potrebbe portarla a rilevare gli asset di La7, controllata da Telecom Italia. In ballo vi sarebbero anche le attività di Cairo e di Discovery Channel, per un mosaico che potrebbe cambiare radicalmente il panorama della televisione e dei media italiani. L’ostacolo più grande (oltre che finanziario) sembra tuttavia essere rappresentato dai paletti dell’Antitrust. Ma cosa c’è di vero dietro tutto ciò?

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