Rendimento Fondi pensione Italia

Deludono i fondi pensione italiani. Stando a quanto affermano gli ultimi dati dell’Ocse, infatti, i fondi tricolori hanno conseguito prestazioni inferiori alla media, che già parlava di un calo dell’1,7 per cento (anche comprendendo quelli statunitensi). Ad ogni modo, come ogni media, anche tale ponderazione è in grado di celare prestazioni estremamente positive, come quella della Danimarca, dove le performance parlano di un + 12%. Complessivamente, gli asset mondiali investiti in fondi pensione sono arrivati a valere 20 mila miliardi di dollari, con una quota italiana pari a 107 miliardi.

Ad ogni modo, sottolinea La Repubblica nella sua edizione online, la deludente performance dei fondi “dà ragione sia a chi sostiene che non sempre i fondi sono al riparo dalle turbolenza della finanza, sia a chi ri tiene che la massa dei patrimoni disponibili fanno dei fondi una delle leve che, in futuro, potranno guidare la ripresa dell’economia globale. Soprattutto se investiti, con i dovuti modi, nelle imprese e non solo nei prodotti finanziari classici”.

Ancora, “lo studio dell’Ocse mette in evidenza come l’Italia stia ancora muovendo i primi passi nel settore. Intanto, perché il rendimento medio netto del 2011 è stato peggiore della media Ocse, con un calo del 2,8%. In questo caso, però, siamo in buona compagnia. Se è pur vero che siamo al 18.o posto su 29 paesi membri dell’organizzazione, è altrettanto vero Il segno meno riguarda anche gli Usa (-2,7%), la Gran Bretagna (-2,5%), il Giappone (-3,6%) e l’Austria (-6%) fino alla Turchia (-10,8%). Ma non mancano le eccezioni” – conclude La Repubblica – “positive che, comunque, sono rilevanti. A cominciare dalla Danimarca, dove il rendimento medio è stato pari a +12%, seguita dall’Olanda (+8,2%), dall’Australia (+4,1%) e da altri sei paesi tra cui Canada (+1,8%) e Svizzera (+0,6%)”.

Purtroppo, però, l’Italia avrebbe anche un altro record negativo, essendo il Paese in fondo alla lista per il peso dei fondi pensione rispetto al Pil, pari al 4,9 per cento contro una media Ocse del 72,4 per cento.

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