Risanamento MPS

di Roberto R Commenta

 Tempo di grandi cambiamenti in Monte Paschi di Siena. Cambiamenti avvertibili nella quotidianità del lavoro in Filiale ma, anche e soprattutto, in quello che sta accadendo nelle scrivanie del top management, alle prese con una lenta rivoluzione che rischia di stravolgere la storia plurisecolare dell’istituto di credito senese. A cominciare dalla Fondazione MPS, storico socio di maggioranza assoluta, ora in fase di calo al 36 per cento e, presto, al 33 per cento. Ma non solo: a parlarne è il presidente del cda Alessandro Profumo, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

Tra le tante dichiarazioni formulate dal manager, la necessità di trovare consenso intorno al progetto di risanamento della banca. “La legittimazione sociale è fondamentale per ogni impresa” – afferma Profumo – “Nessuna può andare avanti se ha clienti insoddisfatti, dipendenti che non hanno appartenenza e una comunità che spinge per una regolazione avversa. Ma legittimazione sociale non vuol dire avere una rapporto patologico, di sostituzione. Sono state le istituzioni locali e la Fondazione a decidere di cambiare e, coscienti del rischio che si prendevano, hanno scelto di dare valore al territorio attraverso una banca che fa bene la banca. La senesità è avere una banca che performa”.

“Il nostro vantaggio” – prosegue il manager – “è che la situazione di difficoltà in cui ci troviamo ci costringe ad essere i primi a muoverci in un sistema che ha una struttura dei costi non sostenibile. E Viola è stato bravo a costruire in tempi brevi una squadra di prima qualità. La risposta alla sua domanda è sì, performerà”.

Secondo Profumo, la città avrebbe compreso la natura e la portata del cambiamento. “Lo ha capito perché aveva un flusso di cassa che ora non c’è più. E ha capito che il senso del lavoro che stiamo facendo è recuperare la piena autonomia della banca dal pubblico”. “Il quadro però nelle ultime settimane è decisamente migliorato” – aggiunge ancora – “e questo è importantissimo perché una parte della crisi attuale è dovuta alla instabilità dei mercati finanziari. Le giuste scelte che sono state fatte ci danno tempo, non troppo, che dobbiamo utilizzare per continuare rapidamente il processo di integrazione europea. La banking union è il primo passo, al quale dovranno seguire l’unione fiscale e produttiva”.

Vedi anche il nostro approfondimento sul piano ricostituente di MPS.

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