Negli scorsi mesi si era parlato con insistenza della possibile cessione della Banca della Svizzera Italiana. Si tratta, nello specifico, dell’istituto di credito più antico del Canton Ticino (la sua fondazione risale al 1873), il quale è specializzato soprattutto nella gestione del patrimonio e nei servizi alla clientela privata e ai gestori esterni. Da almeno quindici anni, inoltre, questa banca fa capo al Gruppo Generali. Ora stanno sorgendo dei dubbi e delle perplessità proprio in merito alla vendita. Per quale motivo?
Banche e Mutui
Remunerazione manager Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo ha retribuito “generosamente” i propri manager. In particolar modo – ricordava in ampio spazio Il Fatto Quotidiano – ad Enrico Cucchiani, amministratore delegato del gruppo, sarebbero andati 3,037 milioni di euro di compensi come direttore generale e chief executive officer, oltre ad ulteriori integrazioni per totali 4,47 milioni di euro. L’ex direttore generale, indagato per il caso Mps dalla procura di Siena (ricorda ancora il giornale), lascia Cà de Sass con 2,85 milioni.
Risultati Carige 2012
Il consiglio di amministrazione di Carige ha approvato il bilancio d’esercizio 2012 con una perdita da 63,2 milioni di euro. Una scelta che ha condotto il top management societario a rinunciare all’idea di proporre un dividendo, portando intanto avanti il progetto di aumento di capitale da 800 milioni di euro. Ad ogni modo, non tutti i dati forniti dalla società sembrano essere negativi: vediamo pertanto perché è necessario mantenere un discreto ottimismo sulla tenuta della banca.
Ubs abbandonerà l’Euribor a fine marzo
Ubs, la più grande e importante banca di tutta la Svizzera, ha deciso di abbandonare progressivamente l’Euribor (Euro Interbank Offered Rate), tasso di interesse medio delle transazioni finanziarie in euro tra le principali banche europee. L’esodo si ingigantisce, in quanto l’istituto di credito elvetico è soltanto l’ultimo ad adottare una misura simile dopo Citigroup e Rabobank, in seguito al grave scandalo di qualche mese fa. Ubs non vuole più essere coinvolta in queste contrattazioni, puntando maggiormente sul franco svizzero e il dollaro americano, un altro schiaffo in faccia all’euro come moneta.
Il fenomeno della banca multicanale in Italia
Si chiama Facile&Sicuro e si spera possa essere all’altezza del suo nome: si tratta del progetto che è stato lanciato da Unicredit e da alcune associazioni dei consumatori (Movimento Difesa del Cittadino, Adiconsum e Codacons per la precisione). In pratica, si tratta di una iniziativa che è parte integrante dell’educazione bancaria e finanziaria che è nata da questa importante collaborazione. L’obiettivo è quello di rendere i consumatori più sensibili per quel che concerne la cosiddetta “banca multicanale”: cerchiamo di capirne di più. I nostri istituti di credito sono caratterizzati da un numero piuttosto ampio di canali.
Previsioni Ghizzoni (Unicredit) sul 2013
L’amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, è intervenuto durante la recente conference call di presentazione dei risultati del 2012 conseguiti dalla propria banca, cercando di elaborare qualche attendibile stime su quello che potrebbe accadere nel prossimo futuro a breve termine. Un anno, il 2013, che il manager ha definito “complicato anche per via dell’incertezza politica” mentre “migliore” sarà la seconda parte dell’esercizio.
Risultati Unicredit 2012
Unicredit ha chiuso il 2012 con un profitto pari a 865 milioni di euro, nonostante la perdita netta da 553 milioni di euro conseguita nel corso dell’ultimo trimestre dello scorso anno. A pesare negativamente sono stati gli enormi accantonamenti sui crediti, saliti a quota 9,6 miliardi di euro, mentre a incidere positivamente è stata la divisione che gestisce il business del trading sui titoli.
Nuove regole sulle banche italiane
Allarmata dalla possibilità che in tale contesto di crisi la situazione bancaria possa peggiorare ulteriormente a causa di decisioni non congrue con lo scenario nazionale e internazionale, Bankitalia ha varato una serie di nuove indicazioni particolarmente stringenti nei confronti degli istituti di credito: tra le varie righe delle nuove regole, l’assenza di bonus per i manager degli istituti “in rosso”, nessun dividendo per gli intermediari con un bilancio 2012 in perdita o con un Core Tier 1 inferiore al livello comunicato come obiettivo alla vigilanza.
La polemica sulla bad bank italiana
Niente “bad bank”, almeno per il momento: l’Associazione Bancaria Italiana ha rispedito al mittente la proposta avanzata e suggerita da Mediobanca, la quale prevedeva appunto la creazione di questa società-veicolo in cui introdurre tutti gli assets tossici delle banche. Secondo Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi, l’ipotesi è stata formulata partendo da un presupposto non corretto, visto che non si possono fare paragoni tra il nostro paese e la Spagna. Quale sarebbe allora il problema degli istituti di credito italiani? Gli accantonamenti dei crediti cosiddetti in sofferenza erano di poco inferiori ai 122 miliardi di euro a novembre.
Stress test banche americane
La Federal Reserve ha “promosso” 17 delle 18 banche americane sottoposte agli stress test effettuati nel corso degli ultimi giorni, e finalizzati a comprendere se – con le sole proprie forze – gli istituti sarebbero in grado di resistere ai colpi di una nuova violenta crisi economica e finanziaria grazie ai propri livelli di capitale a fronte delle potenziali perdite. L’unico gruppo bocciato è stato la Ally Financial, la ex Gmac, che non è riuscita a ottenere i risultati minimi previsti.