Bonifici e addebiti migreranno verso gli standard Sepa

di Simone Commenta

 La Gazzetta Ufficiale della Repubblica ha accolto le istruzioni di Bankitalia pe quel che concerne i requisiti e i tempi necessari per far migrare i servizi di bonifico e di addebito diretto nazionali ai servizi armonizzati della Sepa. Con questa sigla si identifica la Single Euro Payments Area per la precisione. In pratica, Palazzo Koch non ha fatto altro che rendere applicativo il Regolamento Comunitario 260 del 2012, il quale ha modificato un altro regolamento simile e che risaliva al 2009. Come è stato annunciato in maniera ufficiale da Via Nazionale, entro il 1° febbraio del 2014 questi servizi nazionali di bonifico e addebito diretto dovranno necessariamente essere dismessi, con la conseguente sostituzione con i servizi Sepa corrispondenti.

L’intento principale da raggiungere è semplice da intuire. In effetti, si punta a promuovere a livello continentale la diffusione di questi servizi armonizzati di pagamento, i quali vengono considerati molto più sicuri ed efficienti da diversi punti di vista. Uno dei vantaggi principali consiste nella disponibilità e nella ricezione dei pagamenti in tutta Europa, usando un conto unico e ponendo in essere le operazioni in maniera automatizzata: i benefici sono quindi quelli in termini di costi e di tempi di esecuzione e riguardano sia i fruitori (consumatori, imprese e pubbliche amministrazioni) che i fornitori (istituti di credito, Poste Italiane e istituti di moneta elettronica).

Ogni autorità competente dovrà quindi presidiare e monitorare l’applicazione del regolamento comunitario di cui si sta parlando. In Italia, questa specifica funzione spetta proprio alla Banca d’Italia, come previsto dal Testo Unico Bancario. Con le istruzioni applicative del caso, si andranno a individuare in maniera precisa i servizi nazionali che corrispondono al bonifico e all’addebito diretto e che saranno obbligati a migrare verso gli standard Sepa. Il provvedimento appena menzionato è il risultato anche di una importante consultazione pubblica che si è conclusa verso la fine dello scorso mese di novembre.

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