Un divorzio consensuale: Aeffe e Jean Paul Gaultier hanno deciso di comune accordo di non provvedere al rinnovo del contratto per quel che riguarda la produzione e la distribuzione della linea femminile “prêt-à-porter” della stessa società transalpina. La spa italiana, la quale ha sede a San Giovanni in Marignano (provincia di Rimini), è stata istituita nel 1988 per la commercializzazione di accessori e articoli da abbigliamento. Per quale motivo si è arrivati a questa conclusione della partnership? Come ha messo in luce la stessa Aeffe, la collaborazione verrà terminata con la collezione primavera-estate del prossimo anno; inoltre, la casa francese di moda ha ringraziato sentitamente per la lunga e proficua attività svolta insieme.
Redazione
Obiettivi Italia 2013
L’Italia centrerà gli obiettivi 2013. Ad esserne convinta è la Commissione europea, che afferma come la Penisola sia sulla strada giusta “per centrare gli obiettivi di medio termine per il 2013”, anche se durante il prossimo anno potrebbero rendersi necessari nuovi tagli, e un incremento dell’imposta sul valore aggiunta. Le dichiarazioni dell’istituzione europea sono state ribaltate poche ore fa sul quotidiano torinese La Stampa, che cita una bozza della nota preparata dal dipartimento del commissario europeo agli Affari economici .
La Russia è il partner italiano ideale per uscire dalla crisi
La Russia può rappresentare un supporto fondamentale per il nostro paese e la sua economia: in effetti, una delle tante vie d’uscita dalla crisi che si stanno paventando consiste proprio nell’intensificazione dei rapporti diplomatici tra Roma e Mosca, senza dimenticare l’interscambio dal punto di vista commerciale, il quale sarà incrementato in maniera opportuna. Il volano in questione non è altro che la task-force Italia-Russia sui distretti e sulle piccole e medie imprese, la quale può consentire senza dubbio di rafforzare la presenza delle nostre aziende di dimensioni più piccole nel vasto territorio del paese dell’Europa orientale, uno dei principali mercati emergenti al mondo.
In aumento le sofferenze delle imprese italiane
Il rosso che caratterizza le imprese italiane è sempre più profondo: come ha rilevato la Cgia di Mestre, le aziende non riescono a restituire in modo corretto e in tempo i prestiti che vengono concessi dalle banche, di conseguenza non deve stupire più di tanto se le sofferenze si sono ormai avvicinate agli ottantotto miliardi di euro, vale a dire un record che non era mai stato neanche sfiorato da quando esiste la moneta unica. Secondo la confederazione veneta, inoltre, tra il mese di agosto dello scorso anno e quello del 2012 (un anno esatto dunque), gli impieghi che sono stati erogati dalle banche alle imprese è ammontato a ventisette miliardi di euro, non certo al passo con l’incremento delle già ricordate sofferenze.
Btp Italia ottobre 2012
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato alcuni dei più importanti dettagli riguardanti l’emissione del terzo BTp Italia, il titolo di Stato a 4 anni indicizzato all’indice Foi (Indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati) al netto dei tabacchi. Vediamo allora di comprendere quali sono state le dichiarazioni del Tesoro, e in che modo gli italiani hanno risposto, ancora una volta, all’”appello” del governo, che attraverso tale emissione ha voluto ridurre il mancante fabbisogno finanziario.
La crescita esponenziale dei giovani agricoltori
L’agricoltura italiana sta diventando sempre più giovane: i lavori collegati al settore primario attirano parecchio di questi tempi, dall’allevamento degli animali fino alla produzione di birra e vino e il fatto che gli imprenditori agricoli di età più bassa sia avvenuto per la prima volta negli ultimi dieci anni è più che significativo. Il dato in questione è stato messo in luce a Cernobbio nel corso del Forum Coldiretti, il primo salone dedicato appositamente ai nuovi mestieri dell’agricoltura. Ebbene, nel corso del secondo trimestre di quest’anno (il periodo compreso tra i mesi di aprile e giugno per la precisione), le imprese individuali gestite e condotte da giovani e iscritte alle Camere di Commercio sono aumentate di 4,2 punti percentuali.
Tre società incorporate in Mondo Tv
Mondo Tv, la celebre spa romana che è specializzata nella produzione e distribuzione di contenuti audiovisivi animati, è interessata da novità importanti in questi ultimi giorni: in effetti, come ha stabilito il consiglio di amministrazione del gruppo di Via Brenta, è appena stato approvato un fondamentale progetto di fusione per incorporazione. Questo vuol dire che all’interno della stessa Mondo Tv andranno a confluire tre società che erano già controllate, ovvero la Doro Tv Merchandising, la Mondo Tv Consumer Products e la Mondo Distribution.
Fiat smentisce indiscrezioni su piano industriale
Fiat ha smentito, tramite portavoce, le indiscrezioni che sono apparsi ieri mattina su alcuni quotidiani in merito alle novità sul piano industriale. “Gli articoli pubblicati dai quotidiani Il Messaggero e Il Mattino circa un presunto piano Marchionne, che sarebbe annunciato il prossimo 30 ottobre, sono frutto di illazioni giornalistiche, prive di qualsiasi fondamento” – afferma la società, rilanciando pertanto le attese per quanto accadrà nel corso della prossima riunione fissata per l’ultimo martedì del mese.
MPS contro Moody’s
Mps si scaglia contro Moody’s. O, meglio, l’amministratore delegato dell’istituto di credito toscano, Viola, proprio non ha digerito il fatto che l’agenzia di rating americana abbia tagliato il rating della banca senese da Baa3 a Ba2, trasformandolo così in junk, spazzatura. Il downgrade, secondo quanto affermato dal manager dell’istituto bancario, sarebbe sbagliato soprattutto nella tempistica, visto e considerato che arriva a tre mesi di distanza dal varo del piano industriale triennale che, secondo le prime indicazioni, va nella direzione auspicata.
Fiat rimarrà in Italia?
Fiat (dovrebbe) rimanere in Italia. Ad affermarlo, durante il recente incontro con i segretari generali Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, e i leader dei metalmeccanici della Fim e Uilm, insieme alla Fismic, è stato lo stesso amministratore delegato Sergio Marchionne, che tuttavia non ha incontrato Fiom – Cgil, non firmataria del contratto di gruppo. È invece confermato al 30 ottobre l’appuntamento per la presentazione del piano industriale, dopo che il progetto Fabbrica Italia, da 20 miliardi di investimenti, è stato dichiarato come superato.