Carlyle fa rotta verso Wall Street

 Carlyle, uno dei massimi big mondiali del private equity, ha fatto rotta verso Wall Street. Obiettivo ultimo della compagine è infatti quello di sbarcare sui mercati regolamentati con una valorizzazione di quasi 8 miliardi di dollari, con uno sconto di un quarto rispetto a quanto sostiene il prospetto consegnato alla Sec, l’autorità di Borsa americana. Una capitalizzazione che la separerebbe in maniera molto (troppo?) significativa dalla rivale Blackstone, che è invece valorizzata, attualmente, nella misura di 16 miliardi di euro.

Ad ogni modo, pare che Carlyle, in Borsa, ci voglia andare proprio a tutti i costi: per tale motivo è pronta ad accettare uno sconto molto ingente, pari anche al 25% dei reali valori. “Ha bisogno di nuovi investitore” – dichiara al media Bloomberg una fonte anonima che si preannuncia essere molto vicina all’operazione – “e per farlo è disposta a concedere un buono sconto sul suo valore”.

Ma a quanto ammontano gli investimenti che Carlyle vorrebbe ottenere? Secondo quanto emerge dai documenti agli atti, la società vorrebbe raccogliere quasi 800 milioni di dollari collocando sul mercato un decimo delle proprie azioni: un intento che permettere alla compagnia guidata da David Rubenstein, appunto, di quotarsi con una capitalizzazione vicina agli 8 miliardi di euro.

Il mondo del private equity non è ad ogni modo nuovo a questi forti sconti. Basti pensare che nel 2007, poco prima del crollo dei mercati finanziari statunitensi e internazionali, Blackstone era valutata circa 33,5 miliardi di dollari. Oggi, chi volesse acquistare la compagnia, potrebbe farlo con uno sconto del 50% rispetto a quei valori di mercato.

Infine, se Carlyle è effettivamente ben distante dal big Blackstone, lo stesso si può dire – ma con segno inverso – nei confronti del third leader Kkr, che dopo la fusione con il veicolo quotato ad Amsterdam su Euronext e la quotazione Nyse vale oggi poco più di 3 miliardi di dollari.

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