Le aziende con la migliore brand reputation: Rolex al primo posto

Se si parla di reputazione, Ferrero è la prima impresa italiana. Ma si trova al diciottesimo posto. La seguono a ruota Armani, Pirelli, Barilla e Lavazza. E’ quanto evidenzia il ‘Global RepTrak’ che viene stilato ogni anno dal Reputation Institute.

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Aziende, crescono le domande di finanziamento

Cresce del 5,5% il numero delle richieste di prestito presentate dalle aziende italiane nel terzo trimestre del 2014. Un dato significativo, se confrontato con lo stesso periodo dello scorso anno.

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Nissan pensa a rapido cambio al vertice

Nissan, uno dei big dell’automotive mondiale, starebbe valutando una rapida sostituzione dei propri vertici aziendali. Stando a quanto anticipato da Bloomberg, che riporta diverse indiscrezioni percepite nelle ultime settimane, l’attuale chief executive officer Carlos Ghosn potrebbe rinunciare al proprio incarico prima dell’inizio del nuovo business plan di medio termine.

Ghosn, 58 anni, potrebbe pertanto non far parte del prossimo piano di metà termine. Questo potrebbe voler dire che l’uscita del manager dalla società potrebbe essere vicina, ma potrebbe altresì significare che l’abbandono del manager potrebbe avvenire tra qualche anno. Il periodo di medio termine, per Nissan, è infatti pari a 5 anni: ne consegue che il margine di interpretazione della scelta di Ghosn non può che essere perfino troppo ampio.

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General Motors punta sulla Russia

General Motors vuole puntare maggiore attenzione sulla Russia, controbilanciando in tal senso la flessione della redditivàt nell’Europa Occidentale. La strada per ritrovare l’equilibrio è pertanto concretizzata nell’apertura di una nuova fabbrica a San Pietroburgo, in grado di incrementare la capacità produttiva delle nuove Opel Astra sedan, e abbracciando in tal modo la crescente domanda nel mercato russo.

“Dobbiamo portare i nostri migliori prodotti in questo mercato” – ha affermato il chief executive officer Dan Akerson durante una recente intervista telefonica rilasciata a Bloomberg, proprio mentre era in visita all’impianto di San Pietroburgo. General Motors introdurrà 12 nuovi veicoli in Russia durante il 2012, sperando in questa maniera di incrementarel e vendite nel Paese, cresciute del 53 per cento lo scorso anno, a quota 244 mila unità.

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Air France riduce 5 mila posti di lavoro

Non sono licenziamenti – la compagnia tiene a precisarlo fin dalle prime righe dei comunicati stampa – bensì “esodi incentivati”. Il risultato è, tuttavia, lo stesso: Air France ha l’obiettivo di incrementare l’efficienza economica delle proprie strutture del 20% entro il 2014, attraverso quanto definito “limitazione dell’evoluzione della massa salariale, un aumento e un maggiore efficacia del tempo di lavoro, un non rimpiazzo delle uscite e un miglioramento dei processi”.

Ne deriva che la compagnia di bandiera francese, azionista di Alitalia, taglierà oltre 5 mila posti di lavoro entro la fine del 2013. Di questi, 1,5 mila riguarderanno hostess e steward. Non vi saranno però licenziamenti coatti, bensì solamente un blocco del turnover (nel periodo in questione usciranno circa 1,7 mila persone, non sostituite) insieme ad altre forme di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Intense le trattative con i sindacati.

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Walgreens compra Alliance Boots

Con una transazione societaria finanziaria valutata oltre 6,7 miliardi di dollari, la società americana ha scelto di acquistare una quota pari al 45% della società Alliance Boots, fondata dall’imprenditore italiano Stefano Pessina. Scopo dell’operazione è quello di entrare in compagine con una quota molto rilevante, e assumere il controllo dell’azienda nel giro di tre anni.

L’operazione, stando a quanto afferma la stampa americana, dovrebbe concludersi entro la fine del mese di agosto, una volta che i partner avranno ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni. Più sul medio termine, inoltre, Walgreens dovrebbe assicurarsi una partecipazione di controllo totale della Alliance Boots, visto e considerato che la transazione prevede anche la nascita di un’opzione che consentirebbe alla società americana di rilevare ulteriori quote, per un’intenzione sostanzialmente già confermata dall’acquirente.

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Previsione profitti di Adobe in calo

Adobe Systems Inc., uno dei principali produttori di software al mondo, ha pubblicato le nuove stime sugli utili trimestrali. Stime che non sono piaciute alla comunità finanziaria (che attendeva numeri ben diversi), e che ha pertanto risposto penalizzando le quotazioni dei titoli azionari durante gli scambi sui mercati regolamentati. Ma vediamo nel dettaglio quali stime sono state espresse da Adobe, e cosa era invece atteso dagli analisti.

Gli utili del terzo trimestre fiscale dell’anno – dichiara Adobe, con sede a San Jose (California) – dovrebbero giungere intorno alla quota di 56 – 61 centesimi per azione. Una previsione che riflette la debolezza della domanda europea, e che si colloca mediamente al di sotto delle stime dei principali analisti internazionali, che invece affermavano auspici di “almeno” 61 centesimi per azione. Complessivamente, le vendite del trimestre che (per il bilancio Adobe) terminerà ad agosto, si aggireranno tra un minimo di 1,08 miliardi di dollari e un massimo di 1,13 miliardi di dollari, al di sotto di 1,14 miliardi di dollari stimati.

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Bilancio 2011 Oracle

Oracle, il mega gruppo americano guidato dal manager Larry Ellison, ha pubblicato i propri dati relativi all’andamento del bilancio d’esercizio 2011 – 2012. Periodo che, comunica la società, si sarebbe concluso con un reddito netto in crescita del 17 per cento a quota 9,978 miliardi di dollari, con profitti in crescita dell’8 per cento nel solo quarto trimestre fiscale dell’esercizio, a quota 3,45 miliardi di dollari. Risultati che hanno battuto le attese degli analisti, conferendo un po’ di rinnovata fiducia sulla tenuta dei conti del big statunitense.

Sempre stando a quanto comunica la società, l’utile per azione si sarebbe collocato intorno a quota 2,42 dollari per l’intero anno, e a 0,82 dollari per il trimestre, contro attese rispettivamente pari a 2,42 dollari e 0,78 dollari. I ricavi sono invece cresciuti del 4 per cento a quota 37,12 miliardi nell’intero esercizio, con una crescita che invece è rallentata fino all’1% (a 10,92 miliardi di euro) nel corso del più recente quarto trimestre dell’anno.

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Microsoft compra Yammer

Microsoft, il leader mondiale nella produzione di software, ha dichiarato di aver raggiunto un accordo per l’acquisto della Yammer Inc., un operatore nel settore business sui social network, al prezzo di 1,2 miliardi di dollari. L’accordo dovrebbe essere formalizzato entro la fine del mese, come confermato da una fonte vicina ai vertici societari, che ha anticipato le prossime dichiarazioni e ufficiali della società (la quale, nelle ore successive all’indiscrezione, ha rifiutato di confermare la veridicità del rumor).

In questo modo, Microsoft potrebbe aggregare gli strumenti corporate di Yammer ai propri prodotti Office e SharePoint per il business, integrando l’offerta per le aziende. Come si potrà notare, la strategia di shopping di Microsoft (relativa all’acquisto di aziende di piccole – medie dimensioni rispetto ai volumi da big corporate) è ricalcata da una gran parte dei principali player nel comparto ICT.

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