Ripresa e resilienza: il “Bello” come strumento per ripartire

di Investitori Riuniti Commenta

Pietro Greco: «Lavoro e imprese? Snellire la burocrazia per poter progredire, altrimenti gli super-stanziamenti non saranno sufficienti»

Donne e giovani: i più colpiti dalla crisi pandemica 2020 in termini di occupazione – a ricordarci il problema ancora non risolto dei contratti precari e della mancata parità salariale. Ora potremmo avere l’occasione di risolvere, a patto di usare bene le risorse mobilitate per la ripresa e prendendo al volo un evento drammatico per ristrutturare, oltre agli immobili, anche la mentalità e gli inceppati meccanismi del lavoro.

Abbiamo sentito Pietro Greco, lametino di origine e milanese bocconiano di formazione, che ha deciso di tornare alla sua terra per investire, valorizzando mestieri e maestranze.

Parlando del progetto Palazzo Stella, disse che non solo confida, nella ripresa, ma che rilancia con importanti investimenti: in breve, quale la visione e quale il modo concreto di farlo?

Penso che, volendo raggiungere risultati importanti e dunque anche una ripresa, si possa e si debba partire dalla cultura e dall’arte – e basta pensare al nostro patrimonio artistico, storico e naturale, che al mondo non ha eguali. Il mio obiettivo, in Calabria, è far fiorire quel gran potenziale che la Regione ha ma che a volte fatica ad esprimere.

Il Palazzo Greco Stella è una grande vetrina ma anche l’affermazione dei migliori valori di queste terre, che vede un’infinità di artigiani, professionisti ed esperti locali collaborare e confrontarsi con altrettanti al di fuori. Un progetto molto articolato e completo, che va incontro a quella “offerta integrata” che il turista – a cominciare da quello italiano – oggi cerca, per offrire un’esperienza a 360° gradi fatta anche da sale espositive, opere d’arte, spazi per il co-working e ristorazione locale di eccellenza. Un progetto che guarda anche all’ambiente, perché il palazzo, interamente sostenibile, sarà classificato come struttura Nearly Zero Energy Building  – ovvero ad alta efficienza energetica e plastic-free.

Cura del dettaglio e dei servizi offerti, e quindi anche sostenibilità sociale oltre che ambientale, sono le parole d’ordine del progetto. Soprattutto, oltre alla riqualificazione, creazione di nuovi posti di lavoro e valorizzazione delle risorse locali, a cominciare da quelle umane e professionali. Perché, con questo progetto, mi propongo di contribuire a livello locale ma anche regionale, attraverso la collaborazione e lo scambio con le realtà culturali già esistenti. La mia visione? Il «Bello» come strumento per ripartire.

“Ripresa e resilienza”: due parole che non dovrebbero significare soltanto un super-stanziamento, nazionale o europeo che sia, e che – senza una robusta ristrutturazione del mondo del lavoro – rischiano di essere il solito cerotto non risolutivo, in tutto il Paese ma soprattutto al Sud. Da giovane esperto ma anche imprenditore calabrese, cosa ne pensa?

L’emergenza mondiale che abbiamo vissuto e dalla quale stiamo cercando di uscire ha colpito profondamente tutto il Paese – e il Sud, terra già afflitta da mille difficoltà, non ha potuto che risentirne ancor di più. Secondo il rapporto di Banca D’Italia sulle economie regionali, vi è stata una forte diminuzione del fatturato delle imprese, come anche una revisione al ribasso dei piani di investimento programmati dal 2020. Il calo delle vendite registrato durante il lockdown ha sottoposto le aziende a un vero shock economico e finanziario, e il settore delle costruzioni è stato fortemente colpito dalle sospensioni dell’attività economica per, poi, riprendere progressivamente con le riaperture. Nel settore delle opere pubbliche si è registrato un calo dei nuovi lavori programmati – tant’è che, secondo i dati CRESME, nel primo semestre del 2020 le gare bandite in Calabria sarebbero scese di circa un quarto rispetto al periodo corrispondente del 2019, anche se in termini di valore si è osservato un aumento per la presenza di alcune opere di importo mediamente elevato. Infatti, le imprese del comparto residenziale e non solo loro guardano con molta speranza agli effetti positivi del Superbonus edilizio.

Per quanto riguarda il mondo del lavoro, nella media del primo semestre del 2020 l’occupazione in Calabria si è ridotta del 4,8 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e, nonostante l’attivazione dei vari strumenti di integrazione salariale e del blocco dei licenziamenti, è diminuita anche l’occupazione dipendente: dati sicuramente preoccupanti, che richiedono un impegno e uno sforzo in più. In Italia, solo a dicembre 2020, a perdere il lavoro sono state 99mila donne e la disoccupazione giovanile è salita al 30%. Sull’intero anno, la perdita ha riguardato 312mila donne su un totale di 444mila persone: il 70% – il che la dice lunga su una parità salariale mai applicata e sulla precarietà contrattuale, che rischia di diventare sempre di più soltanto nuova povertà ed esclusione sociale. E questo, per quel che riguarda la Calabria e tutto il Sud, in un contesto di emigrazione, spopolamento e abbandono, con conseguenze drammatiche per la tenuta – persino come patrimonio immobiliare – del territorio. (proposta, per agganciarlo all’introduzione e tenerlo sull’argomento del titolo)

Per parlare di “resistenza e resilienza”, mancano a mio parere le basi per far sì che queste due parole si traducano in fatti concreti. Viviamo in un Paese nel quale qualsiasi cosa richiede troppo tempo, senza che le amministrazioni locali siano strutturate in maniera tale da agevolare una ripresa veloce e massiccia. È fondamentale snellire la burocrazia per poter progredire, sotto ogni aspetto: senza una struttura efficiente, gli super-stanziamenti non saranno sufficienti.

 

 

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