Safilo trova i finanziamenti per acquisire Polaroid Eyewear

 Non molto tempo fa si era parlato del gruppo Safilo, celebre per la sua produzione di occhiali da vista, in merito alla pubblicazione dei dati aziendali dei primi nove mesi di questo anno: ebbene, stavolta la compagnia di Padova è riuscita a riprendersi in fretta dalla conclusione dell’intesa con Armani, visto che è stata annunciata in pompa magna l’acquisizione di un’altra società importante, Polaroid Eyewear. In pratica, l’operazione è stata resa possibile mediante un contratto con Multibrands Italy, la quale è una controllata della Hal Holdings. In effetti, si tratta di un contratto di finanziamento e di un accordo di investimento, visto che il sostegno finanziario per quel che concerne l’acquisto in questione sarà garantito dalla stessa Multibrands.

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Northern Rock torna privata

 Uno dei simboli degli inizi della crisi finanziaria britannica è stato la statalizzazione della Northern Rock: l’istituto di credito d’oltre manica, infatti, fu la prima banca salvata dallo Stato, agli albori di criticità internazionali che non si immaginava – nemmeno nelle più tetre e buie previsioni – che potessero rapidamente esplodere nell’attuale drammatico scenario nel quale anche il nostro Paese è stato coinvolto integralmente.

Ebbene, con un rigoroso rispetto della cronologia, la Northern Rock oltre ad essere la prima banca salvata dallo Stato, è ora divenuta la prima banca a ritornare in mani private. Il governo britannico ha infatti appena concluso il capitolo della travagliata storia dell’istituto di credito, consentendo alla Virgin Money del miliardario Richard Branson di poter metter mano sulla banca, e sulle sue filiali da tempo operante nel territorio locale.

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Fitch riduce l’outlook di lungo termine di Terna

 La scure affilatissima dell’agenzia di rating Fitch sta dimostrando di non fare sconti a nessuno: l’ultima “vittima” è stata Terna, la spa romana responsabile per la trasmissione dell’energia elettrica (alta ed altissima tensione). Il primo operatore europeo indipendente si è visto infatti ridimensionare il proprio outlook da “stabile” a “negativo”, con tutte le conseguenze che ne possono derivare, anche se bisogna sottolineare che il credito della compagnia guidata da Luigi Roth è rimasto invariato, dunque si può essere leggermente più ottimisti. L’annuncio è giunto direttamente dalla stessa Fitch, la quale ha spiegato anche i motivi che hanno portato a una simile decisione.

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Esprit si affida al manager Adidas per sfondare nel mercato cinese

 Esprit Holdings, uno dei marchi dell’abbigliamento più noti in tutto il mondo, ha dichiarato di aver assunto il manager di Adidas, Holly Li, quale nuovo chief executive per il mercato cinese, il mercato a più elevato tasso di crescita per la compagnia. Una mossa, quella di Esprit, che cerca disperatamente di recuperare quanto prima la buona strada precedentemente intrapresa e ora perduta, visto e considerato che l’azienda ha perso oltre il 47% della propria quota di mercato in soli due mesi.

Holly Li sostituirà l’attuale amministratore delegato con decorrenza 1 febbraio 2012. L’esperienza della Li, che ha gestito la distribuzione e le vendite nel mercato cinese per conto di Adidas, lungo gli ultimi undici anni, è auspicato da Esprit quale un passo significativo per poter cercare di recuperare il terreno perduto.

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Apple, ribaltoni in consiglio di amministrazione

 Apple ha aggiornato alcuni ruoli di vertice, nominato Art Levinson come nuovo chairman, e ponendo così a posto un tassello lasciato scoperto dalla morte di Steve Jobs, lo storico leader della compagnia statunitense di Cupertino. Oltre a ciò, la società ha reso noto di aver nominato Robert Iger come nuovo direttore generale. Un nome certamente noto, considerato che il suo ruolo di chief executive officer alla Walt Disney.

Levinson, facente parte del consiglio di amministrazione di Apple fin dal 2000, diventa quindi chairman non esecutivo. Se la nomina di Levinson era sostanzialmente attesa dagli analisti americani, quella di Iger sembra essere uno spunto utile per cementare le relazioni della compagnia con Disney, all’interno della quale, a sua volta, Steve Jobs riuscì ad avere un posto nel consiglio di amministrazione. Stando alle prime interpretazioni di tale mossa, grazie al legame che unirà le due società, è probabile che Apple possa godere di un accesso privilegiato al settore dell’entertainment televisivo.

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Anche l’Olanda vive la sua crisi finanziaria

 La crisi economica dell’eurozona è ormai assodata, tanto più che non si tratta più soltanto di una congiuntura negativa limitata ad alcuni paesi (in primis la Grecia e l’Italia), ma anche a quelle economie che fino a pochi giorni fa erano considerate al riparo: una nazione che sta cominciando a preoccuparsi è sicuramente l’Olanda, la quale deve fare i conti con il calo del proprio prodotto interno lordo nel corso del terzo trimestre del 2011 (-0,3%) e prospettive non proprio incoraggianti. Lo stesso governo di Amsterdam non vuole ancora parlarne, ma la parola recessione comincia a serpeggiare anche da queste parti, dopo il brutto precedente di due anni fa. C’è comunque da precisare che lo stesso Pil è destinato a rimanere su buoni livelli per quest’anno, anche se il 2012 rimane un’incognita pericolosa.

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Immobiliare.it: è boom per la nuda proprietà

 La nuda proprietà, tipicamente riferita agli immobili, viene definita in diritto come la proprietà privata a cui non si accompagna nessun tipo di godimento reale: ebbene, secondo quanto rilevato dal portale Immobiliare.it, questo caso specifico sta vivendo una nuova giovinezza, tanto che in questo 2011 è addirittura cresciuta di dieci punti percentuali rispetto a un anno fa. Una buona spinta all’incremento è stata data senza dubbio dalle vendite online, sempre più correlate a tale operazione. Inoltre, bisogna anche considerare che stiamo vivendo un periodo di crisi economica, quindi è quantomeno fisiologico che gli investitori ripongano una enorme fiducia nei business legati al mattone, il bene rifugio per eccellenza. Con la nuda proprietà si può risparmiare parecchio sul prezzo di acquisto immobiliare rispetto a chi non deve abitare nell’immediato l’edificio, dato che l’usufrutto non viene previsto in alcun modo.

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Google, forte crescita dell’Android nel mercato degli smartphone

 Il software operativo Android, di Google, continua la sua crescita sostenuta all’interno del mercato degli smartphone. Stando a quanto afferma una ultima ricerca compiuta dalla società Gartner, infatti, l’incremento della presenza del sistema operativo di Google sarebbe stato pari a oltre il 50% di tutti gli smartphone venduti nel corso del terzo trimestre, con un semplice riscontro statistico: sempre più consumatori hanno abbandonato altri brand, per abbracciare le offerte commerciali e tecnologiche della grande G.

Il sistema di Google ha infatti pesato per il 52,5% di tutte le vendite degli smartphone, con una quota di mercato che è di fatti più che raddoppiata rispetto a quella dello scorso anno. I volumi di vendita degli smartphone sono cresciuti di circa 42 punti percentuali: un risultato straordinario, sottolinea Gartner, anche poiché riscontrato in un periodo di fondamentale attesa da parte del mercato (il nuovo iPhone di Apple era ancora lontano dal terminare sul mercato).

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Bayer: l’Asia nel mirino per aumentare il fatturato

 Il colosso della chimica e della farmaceutica Bayer sta guardando decisamente a Oriente per quel che concerne il potenziamento dei propri business: l’azienda tedesca ha fatto sapere quali sono i propri obiettivi da perseguire nell’immediato e tra di essi figurano quelli relativi alla presenza all’estero. In effetti, il gruppo di Leverkusen è seriamente intenzionato a far crescere il proprio fatturato nel continente asiatico, in modo da riuscire a raggiungere una rappresentanza di rilievo, vale a dire circa il 60% dei propri ricavi totali entro i prossimi quattro anni. Si potrebbe subito pensare che il traguardo è fin troppo ambizioso, ma è già pronto un investimento pari a ben 1,8 miliardi di euro per quel che riguarda gli impianti industriali, a testimonianza del fatto che il mercato asiatico possiede ancora un fascino particolare per i teutonici delle aspirine.

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Tata Motors, utile al di sotto delle attese degli analisti

 Tata Motors, uno dei principali produttori di auto del continente asiatico, ha reso noto di aver conseguito un calo dei profitti pari a 15 punti percentuali, deludendo pertanto le principali stime degli analisti locali e internazionali. Alla base di questo risultato certamente inatteso, vi è l’andamento non proprio ottimale delle vendite di auto in India, e l’incremento dei costi delle materie prime utilizzate all’interno degli impianti della compagnia.

L’utile del secondo trimestre fiscale è così diminuito a 18,8 miliardi di rupie (circa 370 milioni di dollari), rispetto ai 22,2 miliardi di rupie dello stesso periodo dello scorso anno. I profitti si assestano così ben al di sotto dei 21 miliardi di rupie attesi dagli osservatori internazionali. Fatturato in buona crescita (+ 27 punti percentuali) a 359,4 miliardi di rupie.

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