Cibus 2012: in crescita il Made in Italy alimentare nel mondo

 La crisi finanziaria internazionale è un dato di fatto da diversi mesi, ma il nostro Made in Italy riesce ancora a resistere a questa violenta burrasca: in particolare, il comparto alimentare è in grado di crescere a livello mondiale, con le importazioni che hanno cominciato a riguardare paesi come il Brasile e la Russia, tra le due economie maggiormente in rampa di lancio. La constatazione è giunta direttamente dalla sedicesima edizione del “Salone Internazionale dell’alimentare italiano”, il cosiddetto Cibus. L’apertura ufficiale si è avuta ieri nella città di Parma, mentre la conclusione è prevista tra due giorni esatti. Volendo essere ancora più precisi, bisogna sottolineare come in territorio brasiliano vi sia stato un incremento importante dei consumi di pasta, formaggi, pizza e salumi nei vari ristoranti, mentre la Russia ha focalizzato la propria attenzione sul Belpaese in quanto deve all’import ben il 40% dell’intero fabbisogno di cibo.

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Arbitro Bancario Finanziario: l’utente ha ragione in caso di phishing

 Il phishing è un fenomeno più diffuso di quanto si pensi: si tratta, infatti, della truffa informatica che consiste nel convincere la vittima a fornire dei dati e delle informazioni sensibili. Tale caso è più che mai evidente quando si ha a che fare con l’home banking. I clienti degli istituti di credito devono essere attenti come non mai quando vanno a utilizzare i codici di accesso, ma c’è anche un’altra realtà di cui bisogna tenere conto, vale a dire la presenza di strumenti e mezzi che consentano agli utenti stessi di non trovarsi di fronte a situazioni così spiacevoli. Per fortuna, l’Arbitro Bancario Finanziario ha preso la sua decisione nel pieno rispetto della tutela del consumatore.

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Crescita dell’utile per BNP Paribas

 E’ una trimestrale un po’ particolare quella del primo periodo dell’anno per BNP Paribas. Il gruppo bancario francese, se da una parte può celebrare una forte crescita degli utili (+ 9,6 punti percentuali, a 2,86 miliardi di euro), dall’altra parte non può che interrogarsi sulle reali cause che hanno prodotto questa redditività (straordinaria, in tutti i sensi), e che non sembrano poter essere replicabili.

Il forte aumento degli utili netti è infatti interamente merito della plusvalenza di 1,8 miliardi di euro derivante dalla cessione del pacchetto di partecipazioni del 28,7% nella Klepierre. Una plusvalenza, pertanto, e non le più desiderate crescita dei giri d’affari derivanti dalle attività caratteristiche, che invece avrebbero conferito un tono di sicuro maggiore spessore all’ottimismo di chi si appresta ad esaminare i dati del colosso bancario francese.

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Risultati deludenti per France Telecom

 France Telecom, società telefonica francese, uno dei maggiori operatori internazionali nel settore delle telecomunicazioni, ha chiuso il primo trimestre del 2012 con risultati sostanzialmente deludenti, contraddistinti da ricavi in flessione e contrazione del margine. La Orange, la società controllata che gestisce il business della telefonia mobile, afferma intanto di aver perso oltre 600 mila clienti.

Con i presupposti di cui sopra, la prima parte del 2012 non può che caratterizzarsi per evidenze sostanzialmente negative. Complice la crisi economica da una parte, la crescita dell’uso dei canali non a pagamento dall’altra e, in mezzo, una concorrenza non certo poco agguerrita, France Telecom si è trovata nella difficile situazione di gestire un giro d’affari in corposo ribasso, e un utile operativo che inizia a risentire dei tempi.

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Adoc: in aumento i principali prezzi delle spiagge

 Neanche un semplicemente spostamento in spiaggia per godersi un po’ di mare si salverà dai continui rincari che stanno interessando l’Italia: la conferma è giunta direttamente dall’ultima analisi condotta dall’Adoc (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori), la quale ha voluto capire quali saranno i costi di una giornata al mare in questo 2012. Ebbene, i risultati non sono certo incoraggianti. Entrando maggiormente nel dettaglio, si scopre che la crisi economica non ha infatti impedito all’acqua marina di diventare ancora più salata, molto più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. In pratica, l’indagine dell’associazione dei consumatori si è focalizzata su una famiglia composta da quattro persone: il nucleo appena descritto sarà costretto a pagare in media ben cento euro, una somma che rappresenta un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto a quanto calcolato nel 2011.

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Brusco calo nel 2012 per gli acquisti dei fiori

 Come recita Massimo Ranieri nella celebre “Rose rosse”, i fiori sanno parlare di noi, ma chissà se questa canzone potrebbe essere attuale anche al giorno d’oggi: in effetti, la crisi finanziaria è riuscita a stritolare qualsiasi settore ed è arrivata perfino a provocare la contrazione degli acquisti di fiori. Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, queste compere sono calate di ben cinque punti percentuali nel corso del 2012, un declino che si ottiene dal confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. I dati in questione sono stati messi in luce dalla Coldiretti, la quale ha voluto capire come si sono evolute le vendite di fiori e piante nel nostro paese, prendendo spunto dalle rilevazioni dell’Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo) per quel che riguarda i mesi di gennaio e febbraio.

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Dati positivi per BMW

 Bmw, uno dei marchi leader delle quattro ruote a livello mondiale, può festeggiare l’ufficialità dei propri ultimi dati economico finanziari. La società sta infatti rilevando un incremento del fatturato di 14,1 punti percentuali a 18,2 miliardi di euro, con un Ebit in sviluppo positivo di 18,8 punti percentuali a 2,13 miliardi di euro, utili al lordo delle tasse cresciuti di 21,8 punti percentuali a 2,076 miliardi di euro e utili netti in aumento di 18,1 punti percentuali a 1,349 miliardi.

Il trimestre si è così concluso con “i migliori risultati in tutta la storia dell’azienda”, come ricordato dall’amministratore delegato Norbert Reithofer durante una recente conferenza tenutasi a Monaco. Il manager ha in particolar modo sottolineato come i fattori essenziali del successo del gruppo siano l’elevata domanda a livello mondiale per le auto prodotte dal gruppo, la forza dei marchi (Bmw, Mini e Rolls Royce) e i miglioramenti nell’efficienza e nella produttività.

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Licenziamenti Lufthansa

 Durante il primo trimestre del 2012 Lufthansa ha ottenuto perdite più che raddoppiate rispetto a quelle conseguite nello stesso periodo dello scorso anno. Di conseguenza, precisa la società, nel prossimo futuro potrebbe essere necessaria una forte riduzione del personale, e perfino la creazione di una compagnia aerea low cost che potrebbe rinvigorire nel migliore dei modi la concorrenza nei confronti di alcuni competitors di riferimento, come Easyjet e Ryanair.

La società, stando a quanto emerge dalle ultime indiscrezioni, si appresterebbe pertanto a varare piani per il taglio di almeno 3.500 posti di lavoro, cedendo parte degli aeromobili per il corto e medio raggio (pertanto, per le rotte continentali europee) a una controllata low cost. L’obiettivo, stando a quanto affermato dal CEO Christoph Franz, e i responsabili finanziari dell’aerolinea, è di risparmiare almeno 1,5 miliardi di euro di qui al 2014.

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Nel 2011 forte aumento delle rimesse degli immigrati in Italia

 Il 2011 è stato caratterizzato da un totale molto interessante per quel che riguarda le rimesse degli immigrati che vivono nel nostro paese: l’importo in questione ammonta infatti a 7,4 miliardi di euro, una somma che è risultata in aumento di ben 12,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente (circa sei miliardi di euro per la precisione). Le rimesse sono da sempre una componente essenziale della bilancia commerciale e in questo caso hanno addirittura rappresentato quasi mezzo punto percentuale del nostro prodotto interno lordo. Volendo essere ancora più precisi, c’è da sottolineare come l’invio pro-capite di ogni immigrato è stato di circa 1.618 euro l’anno, con il continente asiatico che l’ha fatta da padrona.

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Profitti Ubs in forte calo

 Ubs, il big svizzero del credito, ha chiuso il primo trimestre dell’anno con utili pari a 688,2 milioni di euro, nettamente inferiori alle stime dei principali analisti di mercato, che invece attendevano un risultato netto del conto economico di periodo intorno ai 900 milioni di euro. Un risultato, pertanto, fortemente deludente, che rischia di accentuare i malumori degli azionisti nei confronti del management della prima banca elvetica.

Nel corso del primo trimestre, infatti, gli utili netti sono letteralmente precipitati di 54 punti percentuali, fermandosi a 827 milioni di franchi (688,2 milioni di euro) a causa delle partite straordinarie. Un flop parziale che ha reso improvvisamente più prudenti i vertici societari, che hanno espresso particolare cautela circa il prossimo futuro a breve termine, con risultati e prospettive incerte sul secondo trimestre e sull’intero esercizio fiscale, che rischia di risentire più del previsto del difficile contesto macroeconomico.

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