Ha preso il via pochi giorni fa il processo d’appello nei confronti dell’ex trader francese di Societe Generale, Jerome Kerviel, che in primo grado era stato condannato a tre anni di carcere per il buco da 5 miliardi di euro generato in capo alla propria società di riferimento. Uno scandalo finanziario di straordinaria entità, il più grande gap negativo nella storia francese, generato da una serie di transazioni rappresentate da rischiose scommesse sui derivati, senza adeguata copertura.
Il trader si è difeso, ribadendo dinanzi ai giudici di non essere “responsabile per nessuna di queste perdite”, in quanto avrebbe “sempre agito seguendo le regole decise dai superiori”. Una tesi che cerca di invertire la tendenza del primo grado, quando i giudici assolsero da ogni responsabilità la banca francese, che in seguito alla maxi perdita fu costretta a ricapitalizzare il proprio patrimonio.
Sony Corp., uno dei big dell’elettronica mondiale, ha subito un nuovo calo durante le quotazioni alla Borsa di Tokyo. Per la prima volta dal 1980, infatti, le azioni della società sono calate sotto soglia 1.000 yen. In pratica, sottolineano gli analisti di Bloomberg, oggi Sony vale quanto valeva trent’anni fa, quando l’introduzione del walkman era stata considerata una grande novità.