Azioni Sony sotto quota 1.000 yen

di Roberto R Commenta

 Sony Corp., uno dei big dell’elettronica mondiale, ha subito un nuovo calo durante le quotazioni alla Borsa di Tokyo. Per la prima volta dal 1980, infatti, le azioni della società sono calate sotto soglia 1.000 yen. In pratica, sottolineano gli analisti di Bloomberg, oggi Sony vale quanto valeva trent’anni fa, quando l’introduzione del walkman era stata considerata una grande novità.

Che la società non stia procedendo a gonfie vele è d’altronde ben noto: la società giapponese ha dovuto chiudere il suo quarto esercizio consecutivo in perdita, e mostra una eccessiva fatica nello sviluppo nuovi prodotti. A ciò si aggiunga la straordinaria forza dello yen, che ha scoraggiato le esportazioni, e le preferenze dei consumatori privati, che si stanno dirigendo verso la Apple e verso la Samsung Electronics, tradendo uno dei brand storici dell’elettronica di consumo.

“Le impressioni degli investitori sulla debolezza della redditività di Sony stanno diventando realtà” – ha dichiarato un analista della Goldman Sachs Group – “Anche se la società sta facendo importanti progressi nella rivisitazione delle proprie operazioni sul business TV, i suoi piani per videogiochi e smartphone sembrano troppo ottimistici”.

SONY PERDE TERRENO SULL’EURO DEBOLE

Sony, che è anche il principale esportatore giapponese di prodotti di elettronica al consumo, ha pertanto esteso ulteriormente il passo indietro di 30 punti percentuali nella sua capitalizzazione di mercato da inizio anno ad oggi. Le difficoltà dell’eurozona, con la crisi del debito che sta falcidiando la tenuta della domanda, il rallentamento della crescita dell’economia cinese, la lentezza dell’apprezzamento del mercato del lavoro statunitense, produrranno ulteriori criticità alla stabilità dei conti Sony.

“Lo yen è molto forte rispetto a qualche mese fa, quando Sony pubblicò i suoi nuovi piani industriali” – sottolinea un analista della Mito Securities Co. – “se lo yen rimarrà su questi livelli, la ripresa di Sony subirà un sicuro ritardo”. La compagnia aveva impostato i propri piani di azione ipotizzando un valore dell yen contro l’euro pari a 105, e 80 contro il dollaro.

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