L’agenzia di rating Fitch viene considerata quella meno importante nella “triade” in cui sono presenti anche Standard & Poor’s e Moody’s: in realtà, la società americana è stata davvero poco tenera oggi nel valutare il settore assicurativo del nostro paese. In base a questo giudizio, infatti, l’uscita dalla crisi non avverrà neanche nel 2013, bisognerà attendere ancora del tempo. L’analisi accurata del comparto ha portato a questa valutazione così negativa, con un motivo ben preciso. In effetti, secondo Fitch è l’esposizione troppo accentuata al debito governativo a determinare tutto questo, visto che le assicurazioni italiane dipendono inevitabilmente dalla salute finanziaria del paese.
L’inclusione finanziaria dei migranti in Italia
L’inclusione finanziaria sta coinvolgendo sempre più cittadini nel nostro paese: in particolare, il 75% delle famiglie italiane può vantare la titolarità di un conto corrente in un istituto di credito o presso il BancoPosta. Sono questi i dati più interessanti che si possono ricavare dall’analisi condotta dall’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei migranti. Come ha spiegato Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), l’Italia è riuscita a costruire una immigrazione di tipo strutturale e rilevante. I migranti sono dunque diventati una componente essenziale e fondamentale, tendendo conto delle dinamiche che hanno caratterizzato la demografia e appunto l’economia.
Inchiesta S&P: rinvio a giudizio per 5 persone
Secondo quanto sta riportando Rai News, la Procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone, 5 responsabili dell’agenzia Standard & Poor’s e 2 responsabili dell’Agenzia Fitch, mentre è stata avanzata richiesta di archiviazione per i restanti 2 responsabili dell’Agenzia di rating Moody’s. Viene pertanto conclusa dopo un biennio l’indagine preliminare della Procura di Trani sulle presunte condotte illecite da parte dei responsabili delle principali tre agenzie di rating al mondo.
Risultati finanziari negativi per il Gruppo Immsi
Il Gruppo Immsi, società mantovana che racchiude al suo interno più di quaranta società che sono attive nel campo immobiliare, industriale e navale, ha reso noti i risultati finanziari che sono stati conseguiti alla data dello scorso 30 settembre: si tratta, quindi, dell’andamento dei primi nove mesi di questo 2012, con dei numeri che non possono certo essere considerati incoraggianti. Ad esempio, spicca il dato sui ricavi complessivi, i quali si sono attestati sugli 1,16 miliardi di euro, in calo rispetto a quanto registrato nello stesso periodo di un anno fa (1,27 miliardi per la precisione). Lo stesso discorso deve essere fatto sia per il margine operativo lordo che per il risultato operativo: nel primo caso, infatti, il totale è sceso da 160,4 a 132,1 milioni di euro nel giro di un anno, mentre nel secondo c’è stato un crollo da 90 a poco meno di 70 milioni di euro.
Fondo taglia tasse 2013
Proseguono i lavori per arrivare all’attivazione del fondo taglia-tasse per imprese (in proposito, qui gli ultimi dati sulle sofferenze delle imprese italiane) e famiglie nel 2013. L’idea è insomma quella di anticipare di un anno la data di decorrenza dello stanziamento per ridurre il carico fiscale a danno degli italiani. La matassa sembra essere ancora lunga da sbrogliare, ma le intenzioni del governo – complice il pressing subito dalle parti politiche – sembrano essere quelle di licenziare un provvedimento in grado di anticipare le precedenti tempistiche.
Le difficoltà finanziarie di Vianini Lavori
Vianini Lavori, una delle tante spa che fanno parte del gruppo Caltagirone, ha dovuto fare i conti con nove mesi davvero difficili in questo 2012: si tratta, nello specifico, del periodo compreso tra gli scorsi mesi di gennaio e settembre, un arco temporale in cui l’utile netto della compagnia romana si è addirittura dimezzato. Entrando maggiormente nello specifico, il dato in questione si è attestato a quota 10,4 milioni di euro, mentre nello stesso periodo di un anno fa si erano sfiorati i ventisei milioni per la precisione. Allo stesso tempo, i ricavi totali sono passati da 197,8 a 164 milioni di euro, senza dimenticare un altro declino piuttosto consistente, vale a dire quello del margine operativo lordo (il cosiddetto Ebitda in gergo anglosassone), calato da 11,8 a 4 milioni di euro.
Investimenti in orologi di lusso
L’investimento in orologi di lusso non sembra conoscere crisi. Stando a quanto affermato dalla stessa società, infatti, il gruppo elvetico Richemont – specializzato in orologi di alta gamma (Cartier, Vacheron Constantin, Jaeger LeCoultre e Piaget) – avrebbe chiuso i primi sei mesi dell’esercizio fiscale con oltre un miliardo di profitti. Discreta la tenuta delle vendite in Europa, “grazie soprattutto agli acquisti effettuati da turisti asiatici”. Ma vediamo come sono andati gli affari per la compagine societaria.
Il primo Atlante Censis della domanda immobiliare
Il primo Atlante Censis della Domanda Immobiliare, il quale è stato presentato nel corso della giornata di ieri a Roma, ha avuto il merito di illustrare le principali tendenze relative al real estate nel 2012: quanto è emerso dal documento in questione è facilmente immaginabile, dato che nell’anno della crisi sono poco più di 900mila le famiglie italiane che hanno intenzione di acquistare una casa, un numero decisamente inferiore rispetto al totale dello scorso anno (1,4 milioni per la precisione). Questo vuol dire che il crollo è una realtà concreta, un fenomeno che ha cominciato a produrre i primi effetti cinque anni fa. Non si tratta tanto di un cambiamento di abitudini, ma più che altro di una presa di coscienza con le difficoltà economiche attuali.
Trimestrale Generali 2012
Trimestrale con redditività in miglioramento per Generali, il principale gruppo assicurativo italiano. La compagine triestina ha così complessivamente chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile netto in crescita a quota 1,133 miliardi di euro, con uno sviluppo del 37,3 per cento rispetto ai livelli dello stesso periodo dello scorso anno. I profitti del gruppo assicurativo sono stati sospinti dalla crescita del risultato operativo, che ha toccato quota 3,292 miliardi di euro (+9,4 per cento) con un forte contributo del risultato vita (+16,5 per cento a 2,196 miliardi di euro).
Campari avvia l’Opa sulle azioni Lascelles
La notizia circolava già da qualche tempo, ma ovviamente doveva essere la compagnia a renderla nota in via ufficiale: il gruppo Campari ha avviato l’offerta pubblica di acquisto relativa al 100% dei titoli azionari di Lascelles deMercado Company Limited, società giamaicana attiva nel business del rum. In pratica, si dà una concreta attuazione all’annuncio che era stato reso noto all’inizio dello scorso mese di settembre. Questa stessa offerta è stata resa possibile grazie a una controllata iberica della compagnia milanese, vale a dire la Campari España: il periodo scelto in tal caso è quello che va dalla giornata odierna fino alla fine del mese di novembre, a meno che non vi sia una proroga temporale.