Ormai bisogna rassegnarsi: la pausa pranzo al bar, al ristorante o a un self-service rischia di prosciugare i nostri portafogli. Secondo quanto accertato dall’Osservatorio Nazionale dell’associazione Federconsumatori, non tutte le tasche degli italiani possono sostenere questa spesa, soltanto all’apparenza semplice e trascurabile. In effetti, vi sono addirittura dei casi in cui, con lo stipendio a disposizione, si arriva a sborsare il 20% del salario stesso, un quinto quindi. Tutta colpa dei rincari che l’associazione dei consumatori ha minuziosamente messo in luce. Ad esempio, i pasti presso un punto ristoro o nei self-service sono stati caratterizzati da aumenti medi di tre punti percentuali rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
Economia e Lavoro
Redditometro pensionati
Dal redditometro saranno “salvi” i pensionati. Ad affermarlo è stata l’Agenzia delle Entrate, che ha voluto rassicurare sulla necessità di evitare accanimenti nei confronti delle fasce più deboli della popolazione. Una dichiarazione che – afferma l’Agenzia – vuole smentire le ansie innescate da alcune fonti di stampa evidentemente errate, che nei giorni scorsi mettevano in guardia i pensionati dal redditometro, un nuovo strumento a disposizione del fisco per trovare margini di evasione fiscale.
Dichiarazione di intenti tra Eni e PetroVietnam
L’Eni ha individuato nel Vietnam un altro partner ideale per i propri business: in effetti, è proprio di questa nazionalità la compagnia petrolifera che ha siglato con l’Ente Nazionale Idrocarburi un memorandum of understanding davvero interessante. Entrando maggiormente nello specifico, si tratta di PetroVietnam, mentre i protagonisti della firma in questione sono i due amministratori delegati, Do Van Hau (il quale è anche il presidente del gruppo asiatico) e Paolo Scaroni. L’occasione propizia per concretizzare tutto questo è stato l’incontro tra il nostro premier Mario Monti e il segretario generale del Partito Comunista vietnamita, Nguyen Phu Trong.
Le prime istruzioni ministeriali sulla conciliazione obbligatoria
Non presentarsi a un appuntamento non è certo un gesto educato, ma rischia di essere pagato caro in sede di conciliazione obbligatoria: come ha spiegato il Ministero del Lavoro, infatti, quando il dipendente non si presenta all’appuntamento in questione per tale procedura, il datore di lavoro ha la possibilità di disporre il licenziamento in maniera immediata. L’assenza giustificata, al contrario, comporta una sospensione massima pari a quindici giorni. Quali sono le giustificazioni ammesse dal Welfare?
Sud Italia verso morte dell’industria
Il Sud Italia si sta avviando verso il collasso dell’industria. Un tramonto che – se non definitivo – rischia di essere irreparabile nel breve termine, e che dovrebbe indurre le autorità e le istituzioni a porre in essere delle significative azioni di contrasto a quanto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha definito come un pericolo di “desertificazione industriale”. Vediamo dunque perchè, secondo il numero 1 degli industriali, il Sud rischia di scomparire dal peso produttivo nazionale.
Pane e pasta protagonisti di forti rincari
Pasta e pane sono due tipici alimenti che non mancano mai nelle tavole degli italiani: eppure, sono anche i cibi interessati dai maggiori rincari, rendendoli addirittura “antipatici”. In effetti, se si pensa che l’incremento tariffario del pane fresco è stato pari a oltre ventidue punti percentuali, mentre quello della pasta di semola di grano duro al 36,6%, si capisce bene come perfino il settore alimentare sia troppo associato al “lusso”. D’altronde, come evidenziato di recente dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica), il carrello della spesa sta diventano sempre più pesante per i consumatori e sarà difficile confermare i nove euro al giorno evidenziati nel mese di dicembre come somma minima per mangiare in modo sano.
Larancia.org, la risorsa online per le Srl semplificate
Larancia.org: è questo il nome, singolare ma anche significativo, del portale web che è stato appositamente dedicato a tutti quei giovani che hanno intenzione di fare impresa. La realizzazione del sito in questione, infatti, è stata appositamente curata dal Consiglio Nazionale del Notariato, avvalendosi anche della collaborazione dell’Università Luiss di Roma. In pratica, si tratta di una piattaforma telematica che consente di avere strumenti e informazioni fondamentali e utili per avviare una società.
Carrefour toglie l’IVA sui prodotti freschi
Che si tratti di una clamorosa trovata promozionale, o di un supporto concreto per le condizioni delle persone più anziane, o dei nuclei familiari più prosperosi, sarà il tempo a dircelo: con la consapevolezza che – probabilmente – si tratta di spingere su entrambi i fattori, quel che è certo è che Carrefour ha scelto di tagliare l’imposta sul valore aggiunto sui propri prodotti freschi, con un risparmio tra il 4 e il 10 per cento su alcuni dei generi alimentari di maggiore consumo. Ma come avverrà questo taglio?
Il giudizio dei consumatori sulla nuova social card
Nonostante i precedenti pieni di delusioni, la social card ha cambiato look ed è tornata nuovamente la ribalta: la sperimentazione di questa carta per gli acquisti andrà a riguardare dodici città del nostro paese e avrà una durata complessiva di dodici mesi, coinvolgendo cinquanta milioni di euro per quel che riguarda le risorse finanziarie. Non si tratta di un sostituto della social card di quattro anni fa, ma di uno strumento che andrà ad affiancarla idealmente. Se nel 2008, però, si era pensato di inserire quaranta euro al mese, stavolta l’ammontare erogabile sarà compreso tra 231 (famiglie composte da due persone) a 404 euro (cinque o più componenti).
Italiani sfiduciati su ripresa economica
Oramai consci che il 2013 sarà il sesto anno di difficoltà economiche, gli italiani non sembrano più voler credere alla possibilità che il Paese – nel breve termine – possa uscire dai fanghi recessivi. Secondo un sondaggio compiuto da Confesercenti – Swg, infatti, solamente il 16 per cento dei cittadini (la metà del 2012) si aspetta miglioramenti in arrivo per l’economia nazionale. L’84 per cento dei cittadini afferma invece di esser convinto che il 2013 non porterà ad alcuna evoluzione positiva.