Il giudizio dei consumatori sulla nuova social card

di Simone Commenta

Nonostante i precedenti pieni di delusioni, la social card ha cambiato look ed è tornata nuovamente la ribalta: la sperimentazione di questa carta per gli acquisti andrà a riguardare dodici città del nostro paese e avrà una durata complessiva di dodici mesi, coinvolgendo cinquanta milioni di euro per quel che riguarda le risorse finanziarie. Non si tratta di un sostituto della social card di quattro anni fa, ma di uno strumento che andrà ad affiancarla idealmente. Se nel 2008, però, si era pensato di inserire quaranta euro al mese, stavolta l’ammontare erogabile sarà compreso tra 231 (famiglie composte da due persone) a 404 euro (cinque o più componenti).

Non tutti i nuclei saranno ovviamente ricompresi nel novero in questione, ma si farà riferimento soltanto a quelli che hanno un reddito Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) piuttosto basso. Come hanno spiegato le due associazioni Federconsumatori e Adusbef, le nuove somme sono senza dubbio migliori rispetto ai vecchi quaranta euro, tanto è vero che la social card del 2008 ha fatto spesso parlare di sé per alcuni disservizi non proprio piacevoli.

I consumatori hanno però lamentato il fatto che si sia limitato l’esperimento solo a un numero ristretto di città, senza dimenticare che il reddito Isee fissato in questo caso non deve superare i tremila euro, il che vuol dire che solamente chi si trova in povertà piena potrà avere accesso a tale beneficio. Il passo avanti viene comunque apprezzato, nonostante le due associazioni siano convinte che per far riprendere i consumi e la domanda di mercato sia necessario ben altro. Ogni famiglia che effettuerà la richiesta, infine, dovrà seguire una serie di attività e di iniziative per uscire dal suo stato di crisi, un obbligo definito “di dubbio gusto e umiliante”, magari da formulare in un’altra maniera se non si vuole proprio eliminarlo del tutto.

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