La High Tech Computer Corporation, azienda di Taiwan celebre per i suoi smartphone e meglio nota con l’acronimo Htc, sta vivendo un momento piuttosto fiacco in questi ultimi tempi. Non bisogna farsi ingannare infatti dalla grande attesa che sta suscitando il lancio dell’ultimo prodotto tecnologico, One, visto il suo design accattivante e le caratteristiche piuttosto interessanti, vi sono diversi problemi da tenere in debita considerazione, più precisamente quelli relativi alla produzione all’ingrosso. Sono proprio questi ultimi a destare le maggiori preoccupazioni nell’azienda di Taoyuan.
Economia e Lavoro
Economia americana in miglioramento
Continua a migliorare l’economia americana. Stando a quanto sostengono gli ultimi dati macroeconomici ufficiali, infatti, nel corso del quarto trimestre dello scorso anno il prodotto interno lordo avrebbe subito un innalzamento superiore alle stime provvisorie, sebbene comunque ancora inferiore rispetto alle aspettative degli economisti che – probabilmente influenzati da un eccessivo ottimismo – si attendevano un incremento più sostanzioso.
Il fenomeno delle imprese in fuga dall’Italia
Anno 2011, la fuga delle imprese italiane è divenuta un dato di fatto: come evidenziato dai dati della Cgia di Mestre, vi sono diversi motivi che hanno spinto più di 27mila aziende del nostro paese a trasferirsi alla data del 31 dicembre di due anni fa. Nello specifico, si tratta soprattutto della pressione fiscale, della burocrazia, del costo del lavoro, ma anche della continua inefficienza da parte della pubblica amministrazione, del poco credito a disposizione e degli oneri sempre maggiori dell’energia. Insomma, si sta parlando di ostacoli di non poco conto. Sempre secondo l’associazione veneta, gli ultimi anni erano stati caratterizzati da un incoraggiante contenimento del fenomeno, seppur presente, ma comunque dal 2000 al 2011 è stato registrato un aumento in questo senso pari a sessantacinque punti percentuali.
Debiti Stato più alti del previsto
Brutte sorprese per i conti pubblici italiani: stando a quanto affermato dalla Banca d’Italia, infatti, i debiti che lo Stato avrebbe nei confronti delle aziende italiane supererebbero di circa 20 miliardi di euro le stime precedentemente diramate dal Tesoro. In altri termini, i crediti delle aziende nei confronti delle pubbliche amministrazioni non sarebbero pari a 71 miliardi, ma a 90 miliardi. Di conseguenza, il tentativo di arginare la crisi stanziando 40 miliardi non servirebbe che a coprire la metà dei debiti commerciali scaduti.
La class action americana contro Ford
I consumatori di ben quattordici stati americani hanno avviato una class action federale contro Ford Motor Company: che cosa ha combinato il colosso automobilistico di Dearborn? Il motivo del contendere è rappresentato dai difetti che sono stati riscontrati in alcuni veicoli che recano tale marchio, i quali hanno provocato difficoltà al momento dell’accelerazione. L’azione di classe collettiva in questione ha a che fare con milioni e milioni di potenziali acquirenti, più precisamente per quel che riguarda le vetture che sono state fabbricate nel periodo compreso tra il 2002 e il 2010.
Le opzioni del Belgio per ridurre il deficit
L’unione fa la forza: recita così il motto ufficiale del Belgio e ci sarà bisogno di moltissima unità per far fronte all’attuale situazione economica. Il governo di Bruxelles sta tentando disperatamente di venire incontro ai dettami imposti dall’Unione Europea in questo senso, in modo da evitare sanzioni pesanti. Per il momento sono in corso le trattative e niente è stato ancora deciso in maniera definitivo. I fondi aggiuntivi che sarà necessario reperire sono compresi tra 1 e 1,5 miliardi di euro, a seconda di quale sarà l’obiettivo finale per quel che concerne il deficit di bilancio, un altro elemento che fa ben capire quanta incertezza vi sia.
Controversie assicurative: quanto può essere utile l’Abf?
L’Arbitro Bancario Finanziario può essere la soluzione ideale per risolvere le controversie che riguardano il settore assicurativo, parola della Federconsumatori: quest’ultima associazione ha infatti richiesto a gran voce l’affidamento in questione, una proposta rivolta direttamente alla Banca d’Italia e all’Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), l’ente che da quest’anno ha di fatto rimpiazzato l’Isvap. In effetti, non sono un mistero i trattamenti diseguali che sono stati riservati ai clienti del settore del credito e a quelli che hanno che fare con il comparto assicurativo (fatta eccezione per la Rc Auto).
Auchan punta sui mercati emergenti
Auchan ha appena comunicato di voler puntare con maggiore insistenza sui mercati in Russia. Pur non abbandonando le vendite sul mercato locale, quello francese, la compagnia della grande distribuzione organizzata sembra aver compreso che per poter mantenere adeguati livelli di fatturato e di redditività non può che puntare su Russia, India e altri mercati in corso di emersione.
A marzo nuovo calo della fiducia dei consumatori
I consumatori italiani continuano ad essere poco fiduciosi e non si può certo dar loro torto. Gli ultimi dati dell’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) hanno infatti evidenziato un ulteriore calo a marzo di questo sentimento, vale a dire l’indice del clima di fiducia per la precisione. Quest’ultimo è passato da 86 a 85,2 nel giro di un mese e ciò per diversi motivi. In effetti, il calo a cui si sta facendo riferimento si riferisce sia alla componente che ha a che fare con il quadro economico (in questo caso l’indicatore è letteralmente crollato, passando da 72,7 a 68,8) sia quella relativa al clima personale (la diminuzione è stata più moderata, da 91,7 a 91,4, ma sempre un calo è).
Piani di sviluppo Bauli
In una lunga intervista concessa al quotidiano La Stampa, Alberto Bauli spiega quali sono le motivazioni che stanno conducendo l’azienda a rinvigorire i propri impegni nel perseguire la strada di sviluppo per il futuro a breve e a medio termine, sostenendo altresì il business Bistefani, con una particolare attenzione al Nord Ovest nazionale. Vediamo dunque quali sono le principali considerazioni effettuate dal manager sulla propria, storica, società.