Economia americana in miglioramento

di Roberto R Commenta

Continua a migliorare l’economia americana. Stando a quanto sostengono gli ultimi dati macroeconomici ufficiali, infatti, nel corso del quarto trimestre dello scorso anno il prodotto interno lordo avrebbe subito un innalzamento superiore alle stime provvisorie, sebbene comunque ancora inferiore rispetto alle aspettative degli economisti che – probabilmente influenzati da un eccessivo ottimismo – si attendevano un incremento più sostanzioso.

Ad ogni modo, stando alla revisione finale dei dati effettuata dal Dipartimento del Commercio di Washington, il pil sarebbe cresciuto di 0,4 punti percentuali nel corso del quarto trimestre del 2012, contro previsioni degli economisti pari a 0,5 punti percentuali, contro un calo di 0,1 punti percentuali frutto della prima stima, e contro lo 0,1 per cento della revisione intermedia.

A ben vedere sembrerebbe dunque che l’economia americana sia in fase di rallentamento, visto e considerato che nel terzo trimestre l’aumento del pil era stato del 3,1 per cento, e che per l’intero 2012 lo sviluppo dell’economia era stato pari al 2,2 per cento (vedi anche la nostra valutazione sull’andamento dei recenti stress test delle banche americane).

Tuttavia, il titolo del nostro articolo non deve trarre in inganno: il miglioramento dell’economia americana c’è, ed è tangibile. Basti considerare che, oscillazioni a parte, l’economia statunitense è cresciuta per quattordici trimestri di fila, e che il dato del 2012, pari al 2,2 per cento, è esattamente in linea con il ritmo della ripresa della produttività interna. Inoltre, stando alle ultime stime della Federal Reserve, la crescita del pil dovrebbe subire un’accelerazione nell’anno in corso, portandosi a quota 2,3 – 2,8 punti percentuali.

La maggiore preoccupazione è invece relativa al mercato del lavoro, dove le prime richieste di sussidi per la disoccupazione continuano a crescere: nella terza settimana del mese di marzo le domande sono state pari a 357 mila unità, oltre 16 mila unità rispetto al periodo di confronto precedente, e 17 mila unità in più di quanto atteso dagli analisti.

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