Trimestrale Santander

di Roberto R Commenta

La banca spagnola ha recentemente pubblicato i dati trimestrali relativi al terzo periodo dell’anno. La trimestrale è stata particolarmente deludente per quanto concerne l’andamento della redditività netta, visto e considerato che gli utili netti sono calati del 66 per cento nel corso dei primi nove mesi dell’anno, con profitti di competenza per 1,8 milioni di euro, dopo la registrazione del 90 per cento degli accantonamenti degli immobili, come da legge. Vediamo allora più nel dettaglio come si sta evolvendo la gestione dei conti dell’istituto di credito iberico.

Complessivamente, pertanto, gli utili netti di competenza per i primi nove mesi del 2012 registrano un passo indietro del 66 per cento rispetto allo stesso periodo del 2011. A pesare è la voce straordinaria relativa agli accantonamenti degli immobili: senza tale elemento, i profitti sarebbero risultati in rialzo del 3 per cento a 18,1 milioni di euro. Il core tier capital ratio – tra i principali indicatori di solidità patrimoniale – è al 10,4 per cento.

Per quanto invece concerne il solo terzo trimestre dell’anno 2012, la banca spagnola ha fatto registrare un utile netto pari a 100 milioni di euro, contro 1,8 milioni di euro che l’istituto Santander aveva fatto registrare nello stesso periodo dell’anno precedente, come conseguenza degli accantonamenti richiesti dall’esecutivo Rajoy.

Ancora, complessivamente nel corso dei primi nove mesi dell’anno la banca ha avviato 14,54 miliardi di euro di accantonamenti, contro i 7,3 miliardi di euro dello stesso periodo del 2011. Di questi, 9,5 miliardi di euro riguardano le posizioni in sofferenza, e 5 miliardi di euro riguardano invece l’immobiliare.

Infine, nei primi nove mesi dell’anno gli impieghi sono saliti del 3 per cento a 754 miliardi di euro, mentre la raccolta si è sviluppata del 4 per cento a 642 miliardi di euro. L’esposizione nei confronti del settore immobiliare è diminuita di 5,5 miliardi di euro a 26,5 miliardi di euro.

Nei prossimi giorni parleremo anche dell’evoluzione dei conti degli altri istituti di credito spagnoli di principale riferimento.

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