Ryanair: crisi e petrolio penalizzano low cost

La compagnia low-cost Ryanair annuncia risultati in netto calo per il Q1 2012. La perdita registrata nel primo trimestre raggiunge i 98,8 milioni (-29%). Per il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, il sensibile declino registrato dal gruppo è dovuto alla recessione europea, alle misure di austerità, unitamente alla crescita della sterlina nei confronti dell’euro e al rincaro dei prezzi del petrolio.

Egli ha tuttavia annunciato, che verranno create entro la fine dell’anno nuove basi (la 51esima a Maastricht, sarà inaugurata nel mese di dicembre), suggerendo che il low cost ha significative opportunità e margini di crescita in Europa. Ryanair continua a vedere il futuro in rosa, confermando il suo obiettivo di 400 milioni di euro (o più) per il corrente anno fiscale (che termina a fine marzo 2013).  Ricordiamo che il suo rivale easyJet ha annunciato la settimana scorsa ricavi in crescita del 10,5% nel secondo trimestre, con più di 16 milioni di passeggeri.Il perdurare della crisi in Europa e l’impennata dei prezzi del carburante hanno penalizzato la compagnia aerea di voli low-cost Ryanair. L’onere legato al rialzo del prezzo del petrolio, aumentato del 27%,  si è tradotto in un crollo dell’utile netto nel secondo trimestre, seppur è inferiore a quello previsto dagli analisti interpellati da Bloomberg. Il fatturato, tuttavia, è aumentato del 11%.

E il resto dell’anno potrebbe rivelarsi altre sorprese, con l’ammissione del management aziendale che sottolinea la mancanza di un chiaro scenario del mercato per il prossimo inverno. Solo una cosa sembra   essere però certa: la crisi e l’austerità in Europa probabilmente continueranno a pesare sui margini e sui prezzi.

Mentre il traffico passeggeri è cresciuto del 6% nel primo trimestre, le spese per il carburante sono salite del 27%, impennandosi  a 117 milioni di euro. In queste condizioni, Ryanair ribadisce che il suo risultato dovrebbe essere inferiore rispetto allo scorso anno e si aspetta un utile netto compreso tra 400 e 440 milioni di euro, lontano però dai 502,6 milioni registrati alla fine di marzo.

Questi risultati sono stati annunciati pochi giorni dopo che la decisione della compagnia aerea di attuare drastici tagli in Spagna. Ryanair ha infatti reso noto la soppressione di 46 voli per questo inverno in Spagna, di cui la metà alle Isole Canarie.  Il gruppo ha inoltre annunciato la riduzione della propria presenza a  Madrid e Barcellona,  a causa soprattutto dell’incremento delle tasse aeroportuali che, dal 1° luglio, sono praticamente raddoppiate.

Oltre a questi interventi per abbattere i costi, Ryanair spera di migliorare la propria situazione sviluppandosi maggiormente nell’Europa dell’es, e, in particolare, di finalizzare la sua offerta per Aer Lingus. La vicenda si sta trascinando e Ryanair la settimana scorsa ha chiesto l’approvazione dell’offerta da parte delle autorità europee garanti della concorrenza. La risposta non dovrebbe tuttavia essere resa nota fino alla fine di agosto. Questo è il terzo tentativo da parte di Ryanair di assumere il controllo della rivale irlandese, per il 25% di proprietà dello Stato irlandese.

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