Ombre cinesi, segnali poco rassicuranti dall’economia

di Roberto R Commenta

Nonostante gli elevati tassi di crescita, nemmeno l’economia cinese è stata risparmiata dalla crisi, costringendo le autorità locali a prendere misure che ne stanno mettendo in luce le criticità, a cominciare da un sistema creditizio che privilegia le imprese statali (e i funzionari di partito), lasciando a bocca asciutta proprio quei soggetti, come famiglie e piccole imprese, che in questa fase andrebbero maggiormente sostenuti.

La Banca Popolare della Cina ha reso noti nei giorni scorsi i dati relativi al sistema del credito: nel solo mese di dicemebre i crediti bancari sono cresciuti del 13,92 per cento, passando da 562,2 a 640,5 miliardi di yuan (101 miliardi di dollari). Tali dati rappresentano la conseguenaza della Banca  di ridurre il tasso di riserva dello 0,5 % portandolo al 21 %. I dirigenti cinesi sembrano perciò aver preso la strada dell’emissione di moneta quale strumento di contrasto alle eventuali conseguenze della crisi.

Osservando i dati dell’economia cinese degli ultimi tempi si può concludere che ci sono tre segnali che possono dare un’idea delle condizioni non proprio salutari dell’economia cinese: l’indice PMI (Purchasing Manager Index), che rappresenta l’andamento dell’attività manifatturiera, disegnato in base a sondaggi condotti tra gli uffici acquisti delle imprese industriali, si trova attualmente sotto i 50 punti, il che indica in prospettiva la contrazione dei livelli di produzione del settore.

La Banca Popolare della Cina ha prodotto una stretta monetaria fino a inizio dicembre; la massa M2 ammonta a 11.550 miliardi di dollari, superiore sia a quella cinese che a quella americana. La massa di credito bancario è inferiore a quella di 2010; il credito bancario cinese è cresicuto di meno di sette volte negli ultimi dieci anni.

Per finire c’è il proble,a della crecita, visto che il peso delle esportazioni sul PIL va contraendosi, sebbene rimanendo comunque a livelli alti. La deindustrializzazione in Europa e USA ha portato a una sovradimensionamento degli investimenti in Cina, con rischi legati al sovradimensionamento produttivo.

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