S&P taglia stime crescita Italia: colpa della politica?

Standard & Poor’s taglia le stime relative alla crescita dell’Italia. L’agenzia di rating va per la sua strada ed esprime un parere più contenuto in termini di cifre. Dall’1,5% si passa all’1,3%. La colpa? A quanto pare della politica e della scarsa fiducia internazionale nel nuovo esecutivo.

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Declassato il rating di Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse

Tre, il numero perfetto: l’agenzia americana Standard & Poor’s ha affilato la propria scure per accanirsi contro tre colossi bancari, la britannica Barclays, la tedesca Deutsche Bank e la svizzera Credit Suisse, a causa delle incerte condizioni di mercato che stanno minacciando i loro business. Per tutte il giudizio di lungo termine è stato tagliato ieri da A+ ad A, una valutazione che identifica sempre una buona affidabilità dell’investimento, ma che si avvicina allo stesso tempo alla zona speculativa. L’outlook è stato comunque mantenuto stabile in ognuno dei casi.

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Rating Cipro ridotto a CCC

Notizie negative, ma ampiamente attese, per Cipro. Standard & Poor’s ha infatti deciso di tagliare il rating del Paese, attualmente impegnato in un complesso e faticoso processo di salvataggio. Il nuovo rating dell’isola è infatti pari a CCC, contro il precedente CCC+, e l’ulteriore outlook negativo sembra suggerire future notizie altrettanto negative. A penalizzare il Paese, l’incremento del rischio default e i problemi del settore bancario.

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Inchiesta S&P: rinvio a giudizio per 5 persone

Secondo quanto sta riportando Rai News, la Procura di Trani ha chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone, 5 responsabili dell’agenzia Standard & Poor’s e 2 responsabili dell’Agenzia Fitch, mentre è stata avanzata richiesta di archiviazione per i restanti 2 responsabili dell’Agenzia di rating Moody’s. Viene pertanto conclusa dopo un biennio l’indagine preliminare della Procura di Trani sulle presunte condotte illecite da parte dei responsabili delle principali tre agenzie di rating al mondo.

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Rischi settore bancario 2013

La situazione del settore bancario italiano e internazionale rimane molto difficile. La ripresa economica è estremamente precaria, e l’eurozona rischia di ricadere in una recessione profonda. A sostenerlo è Standard & Poor’s in un suo recente rapporto, nel quale cerca di dimostrare come le banche rimangano in una fase di ristrutturazione piuttosto delicata, spesso con l’aiuto dei governi e delle banche centrali (vedi in proposito la bocciatura di MPS da parte dell’Eba). Ma cosa potrebbe accadere, allora, al sistema bancario, nel corso del prossimo anno?

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Confermato il rating BBB per Cattolica Assicurazioni

Tanti anni di storia (tra le poche compagnie del nostro paese con oltre un secolo di vita) e una situazione attualmente difficile da decifrare: è questa la descrizione che si può fare al giorno d’oggi di Cattolica Assicurazioni, gruppo veneto attivo in campo assicurativo, immobiliare e dei servizi. Questa constatazione dipende essenzialmente dalla conferma del rating da parte di Standard & Poor’s. Secondo l’agenzia americana, infatti, la compagnia di Verona merita un giudizio pari a BBB, a conferma del fatto che non la si può ancora considerare una emittente di tipo speculativo.

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S&P indica la via di uscita dalla crisi

Standard & Poor’s ha diramato alcune importanti considerazioni su quanto potrebbe accadere in caso di mancato apporto di nuovi capitali alla finanza internazionale, prevedendo uno scenario estremamente negativo se nel corso dei prossimi quattro anni non arriveranno almeno 46 trilioni di dollari, di cui 30 per rifinanziare i bond in scadenza e i prestiti erogati nel periodo pre crisi, e 13-16 trilioni di finanziamento della crescita.

Secondo l’agenzia di rating, pertanto, il peggio della crisi finanziaria potrebbe non essere ancora alle spalle, anzi. Entro i prossimi quattro anni la tanto temuta tempesta perfetta sui mercati finanziari potrebbe realmente avverarsi, spazzando via ogni minima certezza. A meno che, ovviamente, non si intervenga con l’unica cura che Standard & Poor’s riesce a delineare: nuovi capitali, ripatrimonializzazione delle banche, crescita economica USA e in Eurozona.

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Standard & Poor’s affonda la Grecia

Rotta verso la “D”… di Default. L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato la Grecia al livello “selective default” (SD) … La decisione dell’agenzia americana era attesa nella misura in cui S&P aveva in passato indicato che avrebbe portato la valutazione a SD non appena la Grecia avesse dato attuazione all’accordo con i creditori privati, per la svalutazione del debito.  L’annuncio del downgrade della Grecia, avvenuto Lunedì dopo la chiusura di Wall Street da parte dell’agenzia, ha tuttavia avuto poco effetto sul mercato dei cambi. Con una ristrutturazione del debito e la partecipazione del settore privato, era inevitabile: tutti se lo aspettavano.

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Standard & Poor’s mette in guardia il Giappone

Standard & Poor’s ha confermato il rating AA- del debito a lungo termine del Giappone mantenendo tuttavia il suo outlook negativo. Si tratta di una mossa che lascia il primo ministro Yoshihiko Noda sotto pressione affinché provveda a migliorare la precaria situazione fiscale del paese, implementando un robusto e sostenibile consolidamento, e che sottende la minaccia di un prossimo downgrade.

I rating sovrani del Giappone sono supportati dall’ampia posizione del paese verso l’estero in attivo, da un sistema finanziario relativamente forte e da un’economia diversificata, ha reso noto S&P in un comunicato. “Inoltre, lo yen è una fondamentale valuta di riserva internazionale”.

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Standard & Poor’s declassa ancora il rating di Cattolica Assicurazioni

In un periodo in cui le agenzie di rating continuano ad accanirsi contro l’Italia e qualsiasi suo rappresentante a livello economico e istituzionale, non fa sicuramente notizia il fatto che la valutazione di Cattolica Assicurazioni sia stata rivista al ribasso: il rating della cooperativa veronese, specializzata appunto in polizze, è stato infatti ridotto da BBB+ a BBB da Standard & Poor’s. Non si tratta certo di un fulmine a ciel sereno, anche perché giusto una decina di giorni fa la stessa compagnia americana aveva declassato il gruppo veneto come riflesso delle cattive condizioni economiche dell’Italia. Il nuovo giudizio rappresenta sempre un collegamento alla discreta affidabilità della società, ma con un outlook che rimane in maniera preoccupante negativo. Quali motivi hanno spinto la stessa Standard & Poor’s a infierire ulteriormente? In pratica, la correzione a cui si sta facendo riferimento non è altro che una diretta conseguenza del downgrade che ha visto come protagonista il debito pubblico del nostro paese.

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