Expedia taglia 3 mila posti di lavoro

Expedia taglia 3 mila posti di lavoro: una delle aziende più importanti del settore turistico online decide di contenere i costi e di farlo in modo netto. Quel che viene da chiedersi è: si tratta di una decisione presa anche in concomitanza con l’emergenza dettata dal Coronavirus?

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Barclays comincia il 2013 con un pesante calo dei profitti

Barclays, prima banca del Regno Unito, ha reso noti i risultati ottenuti nel primo trimestre di quest’anno (il periodo gennaio-marzo dunque): i profitti sono calati di ben venticinque punti percentuali, tanto che le previsioni degli analisti finanziari sono state completamente mancate, una performance negativa che si può spiegare con le sempre meno operazioni che vengono svolte nel continente europeo. Volendo essere ancora più precisi, si sta parlando dei profitti ante-tasse che non tengono conto delle perdite sulla valutazione del debito.

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Le prime istruzioni ministeriali sulla conciliazione obbligatoria

Non presentarsi a un appuntamento non è certo un gesto educato, ma rischia di essere pagato caro in sede di conciliazione obbligatoria: come ha spiegato il Ministero del Lavoro, infatti, quando il dipendente non si presenta all’appuntamento in questione per tale procedura, il datore di lavoro ha la possibilità di disporre il licenziamento in maniera immediata. L’assenza giustificata, al contrario, comporta una sospensione massima pari a quindici giorni. Quali sono le giustificazioni ammesse dal Welfare?

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Licenziamenti gruppo Mondadori

Sgradite novità in arrivo dalla Gruner Jahr Mondadori, la joint venture operante nel settore dell’editoria, che presto potrebbe dare il via a un’ondata di esuberi. L’ipotesi – riporta il Corriere della Sera – è quella della chiusura di otto riviste e del licenziamento di 36 giornalisti e di 24 poligrafici. Immediata la protesta dei 120 lavoratori del gruppo dinanzi al Museo della Scienza e della Tecnica a Milano, al fine di dimostrare la contrarietà contro ogni forma di riduzione delle risorse umane della jv.

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Si bloccano le trattative tra Ubi Banca e sindacati

Per il momento non vi sarà nessun tipo di confronto tra Ubi Banca e i sindacati in merito al piano di riorganizzazione industriale dell’istituto di credito bergamasco: il piano in questione era stato approntato e stabilito lo scorso mese di luglio, con i consigli di gestione e di sorveglianza concordi nel valutare le priorità per la banca lombarda. L’obiettivo di tutte queste misure è quello di far risparmiare ben 115 milioni di euro per quel che riguarda il costo del lavoro, riducendo di otto punti percentuali le spese che si sostengono per il personale.

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Cisco taglia 1300 posti lavoro

La ristrutturazione messa in atto da Cisco, colosso mondiale del networking, coinvolgerà il 2% della forza lavoro del gruppo in tutto il mondo, circa 65200 dipendenti. La società, primo produttore al mondo di infrastrutture di rete, che evidentemente accusa gli effetti di una crisi divenuta ormai globale e del rallentamento dei propri investimenti,  si sta preparando a licenziare 1.300 persone, un anno dopo la prima ondata di tagli, costata già 6500 licenziamenti.

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Nokia riduce l’organico di 10 mila unità

Nokia, colosso finlandese della telefonia mobile, ha scelto di ridurre la sua forza lavoro di altre 10 mila persone, andando a raggiungere quota 25 mila unità in soli due anni. Grazie a questa nuova mossa, la società europea dovrebbe poter conseguire ulteriori risparmi per circa 700 milioni di euro per l’anno, elevabili a quota 1,6 miliardi di euro entro la fine del 2013.

Una riduzione, ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Stephen Elop in una nota diramata alla stampa, che è “conseguenza difficile delle misure che pensiamo di dover prendere per assicurare la competitività a lungo termine di Nokia”.  Il risparmio conseguito nel biennio in corso dalla compagnia finlandese dovrebbe così controbilanciare il costo della ristrutturazione aziendale in corso, valutato intorno a 1,9 miliardi di euro.

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HP valuta riduzione risorse umane

HP, Hewlett-Packard, starebbe valutando in questi giorni di mettere in atto un importante piano di riduzione delle proprie risorse umane, con uno “snellimento” che dovrebbe riguardare circa 25 mila posti di lavoro, pari all’8 per cento della propria forza lavoro, al fine di tagliare il costo del personale, aiutando la società a mantenere una redditività competitiva all’interno dei comparti dei personal computer e dei servizi connessi.

Il numero di risorse umane “tagliate” dovrebbe comprendere tra i 10 e i 15 mila impiegati Hewlett-Packard all’interno dei servizi per le imprese. L’iniziativa potrebbe in tal modo permettere a Meg Whitman, chief executive officer dell’azienda dallo scorso settembre, di poter invertire la tendenza che ha visto decrescere la redditività dell’azienda. Un’inversione di tendenza comunque non facile, visto e considerato che il core business della società, rappresentato dalle vendite di personal computer, deve fronteggiare le preferenze dei consumatori nei confronti dei tablet.

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