Nokia riduce l’organico di 10 mila unità

di Roberto R Commenta

Nokia, colosso finlandese della telefonia mobile, ha scelto di ridurre la sua forza lavoro di altre 10 mila persone, andando a raggiungere quota 25 mila unità in soli due anni. Grazie a questa nuova mossa, la società europea dovrebbe poter conseguire ulteriori risparmi per circa 700 milioni di euro per l’anno, elevabili a quota 1,6 miliardi di euro entro la fine del 2013.

Una riduzione, ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Stephen Elop in una nota diramata alla stampa, che è “conseguenza difficile delle misure che pensiamo di dover prendere per assicurare la competitività a lungo termine di Nokia”.  Il risparmio conseguito nel biennio in corso dalla compagnia finlandese dovrebbe così controbilanciare il costo della ristrutturazione aziendale in corso, valutato intorno a 1,9 miliardi di euro.

I licenziamenti ora stanziati da Nokia si aggiungono ai 10 mila annunciato lo scorso anno (che verranno completati entro la fine del 2012) e ai 4 mila posti di lavoro oggetto di riduzione negli stabilimenti di produzione degli smartphone di nuova generazione in Finlandia, Ungheria e Messico. Il portavoce aziendale, più precisamente, ha affermato una previsione “per paese, 2.300 tagli a Komaron (Ungheria), 700 a Reynosa (Messico) e mille a Salo (Finlandia)”.

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Con la scelta sopra anticipata, Nokia cesserà l’assemblaggio di telefonini Nokia in Europa, spostando la produzione in Asia, dove i costi sono effettivamente più bassi, e dove già hanno sede la maggior parte dei fornitori del gruppo europeo (e dove, peraltro, vive la maggior parte della clientela dell’azienda.

ANDAMENTO CAPITALIZZAZIONE NOKIA

Nokia mira pertanto ad accelerare i tempi di produzione e superare almeno una parte delle difficoltà già incontrate nel mercato degli smartphone, dove fatica a tenere il ritmo di alcuni più agguerriti competitor, come Apple. Alla fine del primo trimestre la società aveva altresì lanciato un profit warning per il 2012, con calo dell’utile tra il 2 e il 3 per cento.

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