Commissione Europea boccia il DEF: seria preoccupazione

La Commissione Europea boccia il DEF esprimendo preoccupazione e sottolineando come gli obiettivi di bilancio fissati dalla nota di aggiornamento dello stesso rappresentino una “deviazione” dal percorso di aggiustamento raccomandato all’Italia.

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L’Ue è pronta a sanzionare nuovamente Eni e Versalis

Bruxelles ha deciso di non essere tanto tenera con Eni: in effetti, l’Unione Europea è fortemente intenzionata a imporre una nuova sanzione sia all’Ente Nazionale Idrocarburi che a una delle sue principali società controllate, Versalis. Quest’ultima è una spa che ha sede a San Donato Milanese e che è impegnata nei settori della chimica di base (o primaria), della petrolchimica e delle materie plastiche. Che cosa è successo esattamente? Il motivo del contendere è rappresentato dalla presunta partecipazione a un cartello per quel che riguarda il settore della gomma sintetica.

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L’Italia rischia nuove multe per le quote latte

Il 2012 rischia di essere un anno pericoloso per quel che concerne i rapporti tra il nostro paese e la Commissione Europea: il motivo del contendere è presto detto, lo sforamento del tetto previsto per le cosiddette “quote latte”. Entrando maggiormente nello specifico, queste ultime non sono altro che il sistema introdotto da Bruxelles nel lontano 1984 per scongiurare la produzione eccessiva di latte; di conseguenza, per gli allevatori degli Stati membri dell’Unione Europea la soglia è stata stabilita a seconda delle quantità commercializzate. La quota italiana è stata però considerata storicamente troppo bassa rispetto al consumo nazionale, dunque le multe accumulate dal governo sono state numerose.

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Pac: anche l’Italia dovrà restituire all’Ue i fondi indebiti

Si torna a parlare di Politica Agricola Comune (Pac) e ovviamente la notizia non può che riguardare da vicino l’Italia: in effetti, gli stati membri dell’Unione Europea hanno l’obbligo di restituire a Bruxelles ben 436 milioni di euro relativi ai fondi che sono stati spesi in maniera indebita. La decisione ha a che fare con la procedura di liquidazione dei conti. Si tratta, nello specifico, di tredici nazioni, tra cui appunto il nostro paese, quali Danimarca, Germania, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia e Gran Bretagna. Vi sono dunque delle rettifiche che devono essere effettuate quanto prima; tra le più significative si possono sottolineare quelle in merito ai controlli delle uve secche in Grecia, i premi per i bovini francesi, la produzione e l’ammasso di zucchero, la mancata definizione delle buone condizioni agronomiche e ambientali per quel che riguarda il requisito della condizionalità, senza dimenticare i diritti di reimpianto.

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