Cina taglia tasso di riserva obbligatorio (RRR)

 Mentre l’attenzione degli investitori era concentrata sugli sviluppi della saga del debito greco, la Banca popolare cinese (PBoC) tagliava il rapporto di riserva obbligatoria (reserve requirement ratio, RRR) di 50 punti base. La mossa è passata (quasi) inosservata. Gli occhi erano infatti tutti puntati sulla Grecia.

Per la seconda volta dal novembre 2011, la PBoC sta incoraggiando le banche cinesi a prestare di più, riducendo la percentuale minima di riserve richieste (e necessarie) per mantenere il denaro nei loro forzieri. La PBoC ha dichiarato che a partire dal 24 febbraio l’RRR, per le grandi banche commerciali, scenderà al 20,5%, mentre per le banche di medie e piccole dimensioni il tasso di riserva obbligatoria sarà abbassato al 17,5%. La decisione dovrebbe consentire di iniettare 400 miliardi di yuan (63,54 miliardi di dollari) nell’economia, in quanto più prestiti, di solito, significa maggiore liquidità.

“Il taglio aiuterà a iniettare liquidità nel sistema bancario, ad aumentare la capacità di prestito delle banche, e a rafforzare il sostegno all’economia reale”, ha detto Lian Ping, capo economista presso la Bank of Communications. L’obiettivo del “taglio è quello di soddisfare la forte domanda di credito che di solito si verifica nel primo trimestre dell’anno”, ha detto Zuo Xiaolei, capo economista alla China Galaxy Securities.

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Il vino diventa il re delle esportazioni alimentari italiane

 Il vino italiano conquista sempre più i mercati internazionali, segno che il Made in Italy ha ancora molto da raccontare: la celebre bevanda ha infatti conseguito un vero e proprio record storico per quel che concerne le esportazioni nei vari paesi del mondo, superando un limite finora mai esplorato, vale a dire quello dei quattro miliardi di euro in un anno. Il dato in questione, tra l’altro, risulta essere superiore di ben tredici punti percentuali rispetto allo stesso periodo di un anno fa, come accertato in maniera opportuna e dettagliata dalla Coldiretti. L’associazione dei coltivatori diretti ha infatti analizzato minuziosamente le performance che sono state accertate dall’Istat in merito al commercio estero del periodo compreso tra i mesi di gennaio e novembre del 2011.

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Ferrari, un cavallino sempre più rampante

 Il 2011 si chiude con risultati molto positivi che, in alcuni casi, non hanno precedenti nella storia della casa di Maranello. Lo scorso anno Ferrari ha battuto tutti i record con 7.195 vetture vendute. Ecco alcuni numeri della stagione 2011: 2,251 miliardi di euro di fatturato, 209 milioni di euro di utile netto nell’area cinese (Cina, Hong Kong e Taiwan) in progressione del 62%.

Il gruppo di Maranello sta bene. Nonostante la crisi. Il famoso produttore italiano di automobili ad alte prestazioni ha annunciato Venerdì un 2011 “record” con un incremento del suo fatturato pari al 17,3% e una crescita del 9,5% delle auto vendute. La “Rossa” più famosa d’Italia (e del mondo) aveva venduto, nel 2010, 6.573 vetture con un fatturato di 1,92 miliardi di euro.

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Italia e Messico intensificano i rapporti imprenditoriali

 Che cosa potrà accomunare due paesi così distanti dal punto di vista geografico come Italia e Messico? La visita odierna di Marta Dassù, sottosegretario agli Esteri, alla nazione centroamericana è più strategica che mai: in effetti, oltre alla tappa di oggi presso la capitale Città del Messico, vi sarà anche un importante appuntamento a Los Cablos, città in cui avrà luogo la ministeriale degli Esteri del G20, visto che è giunto il turno della presidenza messicana. Il meeting di questa giornata ha avuto luogo presso la residenza dell’ambasciatore italiano, alla presenza di gran parte dei principali esponenti della comunità imprenditoriale del nostro paese che è presente da queste parti. Qualche nome?

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Default Grecia peggio della crisi Lehman Brothers?

 Nonostante un piano di austerità molto importante e severo, la Grecia potrebbe non essere in grado di sfuggire al default, previsto per il prossimo marzo. Se ciò dovesse realmente accadere, potrebbe innescarsi una reazione a catena superiore (e più devastante) rispetto a quella sperimentata dagli operatori finanziari dopo il fallimento di Lehman Brothers, come ha rilevato John Paulson, soprannominato il “Sultano dei subprime” per aver scommesso sul crollo dei famosi prestiti americani.

Come un castello di carte, i diversi livelli del sistema bancario e finanziario europeo crollerebbero. Il fallimento di uno stato è molto più complicato di quello di una banca. Infatti, può concretizzarsi in diversi modi. Tradizionalmente, il default si verifica attraverso una svalutazione della moneta (per le obbligazioni emesse nella valuta dello Stato).

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Giuseppe Sala guiderà il Consiglio di Gestione di A2A

 A2A, la spa bresciana attiva nel campo dei multiservizi, ha un nuovo presidente del consiglio di gestione: si tratta di Giuseppe Sala, il quale ricopre anche l’incarico di amministratore delegato di Expo 2015 e che dovrà subentrare a Giuliano Zuccoli, la cui scomparsa risale a pochi giorni fa. Allo stesso tempo, vi sarà anche la cooptazione nel consiglio in questione di Carlo Secchi. C’è comunque da dire che non si tratta di una new entry a tutti gli effetti, visto che Sala era già presente all’interno di questo consiglio di gestione, ma ora ovviamente cambieranno i suoi compiti e le sue gestioni. Volendo essere più precisi, la sua carica e nomina rimarranno valide fino al prossimo 29 maggio, data in cui vi sarà l’assemblea di A2A e tale consiglio, insieme a quello di sorveglianza, beneficeranno di un rinnovo di altri tre anni.

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Super profitti per General Motors

 Il gruppo General Motors ha incrementato il proprio utile netto del 62% nel 2011, portandolo a 7,6 miliardi di dollari. GM riacquistato la sua leadership mondiale. Ma l’Europa mostra un deficit cronico (perdita di 700 milioni di euro).

Il più grande produttore di automobili del mondo torna in piena forma. La General Motors ha pubblicato Giovedì un utile netto (group share) di 7,6 miliardi (5,8 miliardi di euro) per l’intero anno 2011, in aumento del 62%, e meglio del previsto. Il quarto trimestre ha, in parte, rovinato la festa: l’utile netto è rimasto stabile a 500 milioni di dollari (280 milioni di euro), ma al di sotto delle aspettative di Wall Street. Ma poco importa. Nel corso dell’anno, il fatturato è balzato a 150,3 miliardi (115 miliardi di euro), in crescita dell’11%.

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Société Générale: utile crolla del 30%

 Se, come dicono gli sportivi, quello che conta è il risultato, Société générale ha deluso. Con un utile netto di 100 milioni di euro nel quarto trimestre – contro gli 874 milioni registrati tra ottobre e dicembre 2010 – il gruppo non raggiunge gli obiettivi fissati dal consenso degli analisti. Complessivamente, la banca presieduta da Frédéric Oudéa, ha raccolto 2,4 miliardi di euro lo scorso anno, ovvero un utile netto in calo del 39%. Il divario con BNP Paribas, che Mercoledì ha pubblicato i dati evidenziando un utile netto di 6 miliardi di euro, quindi in calo del 23%, cresce e si fa più pesante.Ma in un anno, il 2011, segnato da una vera rivoluzione del settore bancario, è difficile giudicare le prestazioni basandosi solo su tali risultati. Il problema principale doveva essere l’appuntamento fissato dalle autorità europee bancarie: in particolare, raggiungere un difficile obiettivo, quello riferito al Core Tier 1, del 9%, entro il 30 giugno 2012. Société générale ha annunciato Giovedì che sta già rispettando i requisiti patrimoniali chiesti dai regolatori, con sei mesi di anticipo.

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Telespazio si aggiudica importanti contratti in Francia

 Ben 112 milioni di euro: è questo l’importo esatto a cui fare riferimento per quel che concerne i contratti sottoscritti in questi primi due mesi da Telespazio, la compagnia che fa capo a Finmeccanica e che si occupa di servizi e soluzioni satellitari. In che modo sono stati ottenuti tutti questi traguardi così importanti? Nello specifico, bisogna sottolineare come l’unità francese della stessa Telespazio sia stata in grado di siglare cinque contratti, il tutto per un ammontare complessivo di 86 milioni di euro, dunque gran parte della somma menzionata in precedenza. In questa maniera, sono stati garantiti cinque anni di ulteriori servizi per quel che concerne le operazioni spaziali del Centre National d’Etudes Spatiales (Cnes), l’agenzia spaziale del paese transalpino, oltre a un altro centro presso Kourou, nella Guyana francese.

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Unicredit alle prese con dismissioni e rating

 Le ultime dichiarazioni rilasciate da Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, fanno pensare immediatamente a delle cessioni in tempi brevi per il gruppo di Piazza Cordusio: in effetti, l’intervento in questione è stato effettuato al momento dell’inaugurazione ufficiale della filiale della banca in territorio cinese. Che cosa è stato riferito di preciso? Ghizzoni ha preso spunto dalle recenti operazioni che hanno riguardato il rafforzamento del capitale sociale, in particolare l’aumento e il riacquisto del debito, spiegando come potrebbero esserci nuove attività simili, in modo da rafforzare il prestigio di Unicredit a livello continentale. In pratica, l’intento è quello di migliorare ulteriormente la solidità patrimoniale e la liquidità complessiva dell’istituto.

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