Blue Panorama aggiunge le Seychelles alle sue rotte

 Le multe non fermano Blue Panorama: la recente sanzione inflitta dall’Antitrust alla compagnia low-cost del gruppo, Blu Express, è infatti soltanto un tiepido ricordo che si sta cercando di cancellare con la proposta commerciale di una nuova rotta. Il collegamento in questione andrà a riguardare gli aeroporti di Milano e Roma e una destinazione piuttosto esotica, vale a dire le Seychelles. L’annuncio ufficiale è stato reso possibile dopo la designazione della stessa Blue Panorama da parte delle autorità dell’ex colonia britannica, le quali hanno intravisto nel vettore il partner commerciale più idoneo per dar vita a questi voli. La novità riguarderà ovviamente il 2012, con l’attivazione vera e propria che diventerà una realtà concreta a partire dal prossimo 14 febbraio.

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Facebook & Yelp: il 2012 è ancora l’anno della net-economy

 Facebook da una parte, Yelp dall’altra: saranno le due corporate della net-economy a rinvigorire un mercato borsistico che pare affievolirsi, schiacciato dalla crisi del debito d’oltre Oceano. Entrambe le società dovrebbero infatti sbarcare sul mercato regolamentato entro la prima parte del prossimo anno, concretizzando – con le rispettive offerte pubbliche iniziali – l’anno più importante per le compagnie del web dal 1999.

Su Facebook abbiamo parlato diverse volte anche nel passato. La società dovrebbe sbarcare sul mercato di Borsa statunitense con la più grande IPO del web: a far compagnia al social network di Mark Zuckerberg saranno tuttavia anche altre 11 compagnie che del business online hanno fatto i propri principali affari di riferimento, portando il controvalore stimato delle offerte pubbliche iniziali intorno alla straordinaria cifra di 11 miliardi di dollari, seconda solamente ai 18,5 miliardi di dollari del 1999, anno precedente alla esplosione della bolla della new economy o, per lo meno, soprattutto della sua sezione dot-com.

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Spagna, salari minimi invariati nel 2012

 Il nuovo governo spagnolo guidato dal premier Rajoy (di cui abbiamo parlato pochi giorni fa circa la volontà di accorpare le giornate di feste infrasettimanali al weekend) ha dichiarato ai sindacati di voler di fatto congelare i salari minimi per il 2012, lasciandoli a quota 641 euro: si tratta di una delle tante azioni che l’esecutivo iberico sta cercando di licenziare al fine di tagliare spese e gestire in tal modo l’elevatissimo deficit che rischia di compromettere in maniera definitiva le finanze pubbliche del Paese.

Ad ogni modo, la notizie è circondata da un alone di mistero piuttosto evidente. Mentre infatti le parti sindacali continuano a ribadire la veridicità del dato, avendo colloquiato con portavoce dell’esecutivo, dalle parti del governo di Mariano Rajoy si cerca di evitare il confronto con i media: un’assenza di commenti che fa pensare che l’annuncio ufficiale sia comunque alle porte, con probabile sofferenza delle parti sociali.

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Un nuovo finanziamento bancario per assestare il debito della Piaggio

 Sono ben 130 i milioni di euro che andranno a caratterizzare la linea di credito revolving di cui beneficerà la Piaggio & C., la spa toscana celebre per i suoi modelli motociclistici: il gruppo di Pontedera ha infatti bisogno di questo finanziamento, il quale è stato reso possibile grazie alla partecipazione congiunta di diversi istituti di credito di fama internazionale. L’arco temporale scelto in questo caso è il medio termine. Che cosa è stato previsto nello specifico? L’importo è già stato menzionato, inoltre bisogna ricordare che questa somma di denaro sarà sottoscritta da Bank of America, da Hsbc, da Bnp-Paribas, i quali andranno ad assumere l’incarico di gestori dell’intera operazione. Tra l’altro, quest’ultima prevede anche un possibile incremento dell’ammontare complessivo fino a duecento milioni di euro, una opzione che può essere percorsa mediante la sindacazione (la collaborazione tra i soggetti coinvolti per un obiettivo comune).

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Assoreti incorona FinecoBank per la raccolta netta di novembre

 L’ultima rilevazione di Assoreti, l’associazione nazionale che raggruppa le società di intermediazione mobiliare e gli istituti di credito, ha messo in evidenza una “classifica” ben precisa per quel che concerne la raccolta netta dello scorso mese di novembre: in effetti, la leadership in questione spetta a FinecoBank, la compagnia che fa parte del vastissimo universo di Unicredit e che è riuscita a totalizzare ben 166,8 milioni di euro. Tale risultato è stato possibile grazie, in particolare, alla componente amministrata, capace di non far pesare più di tanto i normali deflussi del risparmio gestito. Al contrario, Ubi Banca e Banca Network Investimenti si sono segnalate per le peggiori performance in questo senso (ribasso di quasi ventinove milioni di euro per la precisione). Il podio, inoltre, viene completato da Banca Generali (165,1 milioni) e da Banca Fideuram (132,5 milioni).

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Anche l’Empire State Building finisce in Borsa

 E’ uno dei grattacieli più noti di tutto il mondo, e sta per finire in Borsa. Protagonista della vicenda è l’americanissimo Empire State Building, la cui terrazza (riporta il sito web de La Repubblica, che a sua volta cita i dati del New York Times) sarebbe stata visitata da oltre quattro milioni di persone nel solo 2010, per un volume d’affari che – limitatamente a questo piccolo segmento di business dell’edificio – si aggira intorno ai 6 milioni di dollari.

Sempre secondo le analisi compiute dal quotidiano newyorkese, se l’Empire State Building dovesse finire in Borsa (così come sempre), potrebbe ottenere una valutazione di circa 5 miliardi di dollari. A supporto del progetto legato all’offerta pubblica iniziale per ora c’è solamente un ricco e voluminoso prospetto (oltre 500 pagine) con il quale la famiglia Malkin (che gestisce il palazzo) sta cercando di convincere gli stakeholders (principalmente, i 2.800 investitori nel grattacielo) a consolidare gli interessi e le proprietà in un’unica società, che dovrebbe quindi terminare sul mercato regolamentato di Borsa.

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Eataly approda alla Fiera del Levante di Bari

 Eataly, una delle catene alimentari più grandi del nostro paese, ha deciso di affidarsi alla Fiera del Levante di Bari per avere ancora più visibilità: nello specifico, la compagnia piemontese vuole allestire in Puglia una mostra-mercato che possa fornire lavoro a un centinaio di persone e rendere ancora più riconoscibile questo marchio. Il piano è già stato predisposto in ogni suo dettaglio, tanto che già si sa che si tratterà dell’unica filiale dell’Italia del sud e che avrà delle dimensioni piuttosto ampie. Il numero uno del gruppo, Oscar Farinetti, ha anche aggiunto che questa presenza durerà almeno un decennio e che si è puntato sulla regione in questione per l’ottima presenza del settore primario in queste terre. D’altronde, la mission di Eataly è soprattutto quella di raccontare le diversità della cucina del nostro paese anche all’estero, una sorta di trait d’unione tra le varie comunità alimentari.

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Microsoft e Nokia al capezzale del BlackBerry

 C’era una volta la RIM (Research In Motion), società canadese tanto cara ai possessori degli smartphone BlackBerry, che proprio del cellulare smart aveva fatto il proprio simbolo, e determinante dei propri successi. Poi, l’incapacità di rispondere adeguatamente alle sfide lanciate dai concorrenti (Apple in primis), ha portato la casa americana in secondo piano, con una perdita di quote di mercato che sembra inarrestabile.

Eppure, sottolineiamo, le potenzialità della Research In Motion – e, ovviamente, dei suoi BlackBerry – sono notevoli. Tanto che alcuni tra i colossi dell’informatica e delle telecomunicazioni, come Microsoft e Nokia, avrebbero lanciato una sorta di gara ristretta per potersi aggiudicare l’azienda. Alla gara starebbe partecipando anche a Amazon e, probabilmente, qualche nome meno in voga.

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Canada, l’albero di Natale va fuori moda

 Quello degli alberi di Natale è stato, per lungo tempo, un business fortemente profittevole per le aziende canadesi. Le società nord Americane, infatti, producevano forti quantità di abeti, da rivendere al Paese principale importatore, i “vicini” Stati Uniti d’America. Un business che è andato avanti per decenni, e che invece ora sembra subire gli effetti della crisi finanziaria internazionale, considerando che il trend delle vendite si sta rapidamente deprezzando, con previsioni ancora peggiori per quanto concerne i prossimi esercizi solari.

Il costo di un albero di natale canadese, infatti, era pari a circa 45 dollari in Patria, e a circa il doppio nei negozi specializzati degli Stati Uniti. Un costo non certo esorbitante, ma che con l’approssimarsi delle difficoltà economiche delle famiglie nord Americane, sta diventando una delle principali spese da tagliare (complice anche un crescente sentimento di sensibilizzazione da parte dell’anima ambientalista).

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Tbs Group sigla l’accordo per realizzare la propria espansione

 Tbs Group, la spa triestina leader in Europa per quel che concerne l’ingegneria clinica e la sanità pubblica, ha trovato gli spunti giusti per i propri progetti di espansione all’estero e non solo: l’opportunità è stata messa a disposizione dall’intesa con una società di gestione del risparmio del nostro paese, il Fondo Italiano di Investimento, il cui ingresso nelle azioni della compagnia friulana sarà determinante proprio per tale sostegno. Che cosa prevede di preciso questo accordo? L’investimento della sgr in questione dovrebbe aggirarsi attorno ai venti milioni di euro. Anzitutto, si procederà con un fondamentale aumento di capitale (dieci milioni di euro), mediante la sottoscrizione di nuovi titoli a 1,8 euro per azione; la maggior parte di questo prezzo, inoltre, vale a dire 1,7 euro sarà garantito a titolo di sovrapprezzo.

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