Prima perdita trimestrale Microsoft dal 1986

 Il gruppo Microsoft si aspettava questo risultato. La perdita trimestrale, già preannunicata, è stata registrata a causa di un costo di 6,2 miliardi di dollari per la svalutazione di asset della divisione advertising online. L’annuncio della prima perdita trimestrale in 25 anni non ha intaccato la fiducia degli investitori, che attendono il rilascio di nuovi prodotti.

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Morgan Stanley delude ma torna in utile

 Morgan Stanley ha realizzato risultati inferiori alle attese nel secondo trimestre,  penalizzata dal crollo dell’attività della sua divisione investment banking. La banca ha pubblicato un utile per azione di 564 milioni di dollari, o 29 centesimi per azione, a fronte di una perdita di $ 558 milioni o 38 centesimi per azione, registrata un anno prima. Questa perdita è imputabile ad oneri eccezionali per 1,07 miliardi dollari, o 1,02 dollari per azione, relativi alla conversione delle azioni privilegiate detenute da Mitsubishi UFJ.  Il margine di intermediazione netto è sceso del 24%, a 6.953 miliardi di dollari.

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Iveco punta sui titoli di Stato per finanziare le imprese

 Iveco, società che viene controllata in maniera totale dal gruppo Fiat Industrial, sta sviluppando e perfezionando un progetto molto interessante che ha a che fare con la sua finanziaria: in effetti, l’obiettivo della spa torinese è quello di conferire dei titoli di Stato come vera e propria garanzia per i finanziamenti o anche per i leasing relativi all’acquisizione di nuove vetture. C’è anche una nota molto precisa dell’azienda, la quale ha specificato che cosa verrà posto in essere da questo punto di vista.

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I sindacati plaudono alla trattativa Tirrenia-Cin

 Le sigle sindacali che sono state coinvolte hanno commentato in maniera positiva e ottimistica la sottoscrizione dell’acquisto da parte di Cin (Compagnia Italiana di Navigazione) della Tirrenia. In effetti, sono passati ben quattro anni per arrivare a questo atto finale così importante e la Filt Cgil, la Filt Cisl e la Uiltrasporti non potevano che rimanere tutto sommato soddisfatti. In pratica, questa vendita di beni e assets della compagnia campana alla Cin ha avuto un merito immediato, vale a dire quello di scongiurare il pericolo di un vero e proprio “spezzatino”, come paventato negli ultimi tempi.

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eBay vola con PayPal

 eBay, il più importante sito di aste on-line a livello mondiale,  ha presentato risultati finanziari floridi e superiori alle aspettative nel suo secondo trimestre. L’utile netto è più che raddoppiato, portandosi a 692 milioni di euro. Escludendo gli oneri eccezionali, sono stati raggiunti i 56 centesimi per azione, al di sopra dei 55 centesimi attesi dagli analisti. Il fatturato si è attestato a 3,40 miliardi, in crescita del 23% rispetto ai 3,36 miliardi attesi.

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Tim Brasil fa crollare in Borsa il titolo di Telecom Italia

 Oltre sette punti percentuali di ribasso: è questa la performance finale e pesantissima di cui è stato protagonista ieri il titolo azionario di Telecom Italia. Che cosa è successo per far registrare un declino tanto evidente? La principale motivazione va ricercata nella decisione dell’Anatel, l’autorità che in Brasile vigila e regola le telecomunicazioni. In pratica, l’ente sudamericano ha deciso di bloccare tutte le vendite di servizi che fanno capo a Tim, Oi e Claro in alcuni stati brasiliani, visto che vi sono state troppe segnalazioni e ripetuti reclami da parte della clientela.

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Credit Suisse: ricapitalizzazione anti crisi

 Credit Suisse, la seconda banca svizzera, ha lanciato un aumento di capitale per 15,3 miliardi di franchi svizzeri (12,73 miliardi di euro), piegandosi  alle ingiunzioni della banca centrale, la BNS. Credit Suisse ha anche annunciato un utile netto attribuibile agli azionisti pari a  788 milioni di franchi nel secondo trimestre, in crescita del 2,6%.

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I rischi dell’operazione Fonsai-Unipol per i risparmiatori

 La vicenda che sta coinvolgendo il gruppo finanziario Unipol e la compagnia assicurativa Fondiaria Sai sta dominando le cronache economiche da diverso tempo e le critiche non mancano di certo: in particolare, come ha rilevato l’associazione dei consumatori Altroconsumo, le prospettive legate a questa concentrazione non sono affatto positive per i cittadini, visto che sono molto alti i rischi relativi alla concorrenza tariffaria delle polizze, senza dimenticare le performance altalenanti di cui possono diventare protagonisti i relativi titoli azionari.

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