Coronavirus, carenza microchip a Taiwan: effetti in tutto il mondo

di Valentina Cervelli Commenta

La pandemia di coronavirus, soprattutto nei primi tempi, ha causato lo stop di diverse produzioni: questa problematica ora presenta il conto. Perché? La carenza di microchip a Taiwan sta avendo effetti sulle industrie e sulle aziende di tutto il mondo che basavano la loro produzione su questo componente.

Rallentamenti e aumento dei costi

Non ne è stata fatta troppo notizia, ma la carenza di microchip a Taiwan dura ormai da due mesi e proprio per questo problema reiterato sono diverse le produzioni in tutto il mondo che stanno subendo rallentamenti importanti con conseguenze per gli utenti finali che potrebbero essere foriere di problemi. Come? E’ presto detto: la maggiore difficoltà a produrre computer, smartphone, schede grafiche e tante altre componenti elettroniche che sono installate in moltissimi elettrodomestici di qualsiasi tipologia, porterà ad un incremento di prezzo per i consumatore che non si troverà quindi solamente a pagare con la crisi economica gli effetti dell’ emergenza dettata dal coronavirus in tutto il globo ma dovrà anche fare i conti con un maggiore costo di beni che sebbene non primari, spesso e volentieri. si rendono necessari per lo svolgimento della quotidianità.

Il Wall Street Journal fa alcuni esempi specifici: si può partire parlando dei PC Asus per gamers che hanno subito un aumento di 50 dollari o l’incremento di prezzo pari al 20% delle stampanti HP e del 8% dei pc dello stesso Brand. Anche il Chromebook è cresciuto negli Stati Uniti di 50 dollari e marchi come Dell e PlayStation stanno incontrando problemi: Sony in particolare non riuscirebbe a far fronte alle richieste di approvvigionamento della piattaforma.

Problemi anche nel settore Automotive

E se il settore dei computer sembra essere stato colpito, ancor più subissato dalle conseguenze di questa mancanza derivante direttamente dalle chiusure legate alla pandemia di coronavirus è il settore Automotive: non si deve infatti dimenticare che una vettura di ultima generazione al suo interno monta diverse centinaia di semiconduttori e che molti elementi sono di tipo elettronico. Grandi marchi come Stellantis, Seat e Ford hanno subito rallentamenti dettati dalla mancanza di chip che le hanno costrette in alcuni casi a chiudere momentaneamente gli stabilimenti.

Queste mancanze di tipo tecnico si trasformano in problemi di tipo economico per le società che hanno bisogno di tali componenti e per i potenziali acquirenti che si troveranno senza dubbio a dover avere a che fare con prezzi maggiorati, derivanti dai ritardi accumulati dalle aziende e dal mancato fatturato. Sebbene vi siano altre aziende in grado di produrre questi elementi, non è una novità che molti Stati hanno dei rapporti commerciali esclusivi con Taiwan che non consentono di poter risolvere in maniera alternativa la questione.

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