Eurostat 2013 conferma miglioramento crisi Eurozona

di Lucia D'Antuono Commenta


Arrivano notizie abbastanza confortanti dall’Eurostat in argomento crisi economica. A quanto pare c’è stato un miglioramento dell’Eurozona in questa seconda parte del 2013 che ha fatto registrare un innalzamento europeo del Pil.

Il Vecchio Continente sembra respirare meglio rispetto al passato, anche se chiaramente non si può parlare di crisi finita. I dati alla mano forniti da Eurostat 2013 sono alquanto positivi, ma non è un discorso globale, che riguarda insomma tutti i Paesi europei.

Il punto centrale è che la crescita del Pil di determinate zone d’Europa ha sicuramente migliorato la media totale dei dati della crisi, ma il recupero non è al momento assolutamente totale. I dati dell’economia italiana continuano ad essere piuttosto negativi, insomma gli italiani risparmiano di più per paura della crisi e questo chiaramente provoca un crollo dell’economia che risulta essere sempre stagnante. Come visto non c’è uniformità per i dati positivi riguardanti la crisi, l’economia russa è la prima in Europa, continua insomma ad avere un potere economico piuttosto sostanzioso. I dati forniti da Eurostat confermano nel dettaglio un aumento del Pil europeo dello 0,3% nel trimeste aprile-giugno, anche se l’Italia continua a far parte delle note dolenti con un passivo del -0,2%. Bisogna però vedere in questo caso il bicchiere mezzo pieno, visto che effettivamente un migliroamento della crisi c’è stato.

Non è però dello stesso parere Simon O’ Connor, portavoce del commissario Ue agli Affari monetari Olli Rehn, che evidenzia come il miglioramento avvertito sia ben lontano dall’uscita dell’Europa dalla crisi economica. Il problema maggiore continua poi ad essere la disoccupazione che aumenta in tutti i Paesi europei giorno dopo giorno. Guardando più nel dettaglio i dati forniti da Eurostat i Paesi che hanno raggiunto una positività del Pil durante il precedente trimeste sono stati: Portogallo, con un + 1,1%, Finlandia, Lituania, Germania, Regno Unito, con un +0,7% ed infine la Francia con un +0,5%.

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