Compagnie aeree europee licenziano

Si aggrava la crisi delle compagnie aeree europee. Che, come le proprie “colleghe” appartenenti ad altri settori industriali e di servizio, trovano nel licenziamento del proprio personale una comoda via per ridurre i costi d’esercizio e cercare di ritrovare la propria redditività, o limitare le perdite nette. E così, dopo la tedesca Lufthansa, ora Iberia, Air France e la scandinava Sas sembrano intenzionate a metter mano sui propri programmi di gestione delle risorse umane.

A novembre, infatti, la spagnola Iberia aveva di fatto annunciato la cancellazione di un quarto dei posti di lavoro, circa 4.500. “Ora” – ricordava Italia Oggi qualche giorno fa – “tocca a Sas (Scandinavian Airlines), i cui organici sono destinati a scendere dagli attuali 15 mila a 9 mila. I vertici della compagnia, detenuta al 50% dai governi della Svezia, della Danimarca e della Norvegia, hanno approvato un programma di dismissioni di asset che dovrebbe portare nelle casse della società 350 milioni di euro. Cinquemila posti di lavoro usciranno dal perimetro aziendale nell’ambito della vendita di attività nei settori dell’immobiliare e dei servizi di terra”.

Oltre a quanto sopra, usciranno altri 800 posti nel settore amministrativo, mentre gli stipendi diminuiranno del 12 per cento per quanto concerne il personale di cabina, e del 17 per cento per uqanto concerne gli addetti.

Simili decisioni, ma meno impattanti, per Lufthansa e Air France, che hanno decisione di diminuire la propria forza lavoro rispettivamente di 3.500 posti e 5.200 posti (qui invece abbiamo parlato delle decisioni occupazionali di Air Dolomiti, in corso di risoluzione nelle prossime ore).

La crisi dovrebbe inoltre continuare anche nel corso dei prossimi trimestri, con la Iata, organismo mondiale del trasporto aereo, che stima in 1,2 miliardi di dollari il passivo 2012 per i vettori europei. Fortunatamente per le compagnie di settore, l’Ue ha deciso di rinviare all’autunno 2013 l’entrata in vigore della tassa ambientale sui voli intercontinentali, in attesa di un’intesa globale.

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