Cosa comprare in Borsa ad ottobre 2012

Cosa comprare in Borsa nel mese di ottobre appena cominciato? Se lo chiedono in tanti e, a rispondere a tale emblematica questione, ci ha pensato Francesca Monti sulle pagine de Il Corriere della Sera, che cerca di fare il punto della situazione, rigirando la domanda ai principali gestori di fondi azionari. Lo scenario che ne emerge è di confusione e di incertezza, ma non dovrebbero mancare gli ampi margini di opportunità finanziaria che potrebbero essere sfruttati per conseguire interessanti guadagni.

“Per i prossimi 6-12 mesi l’andamento del mercato italiano dovrebbe sempre rimanere legato alle dichiarazioni sull’Europa” – esordisce sulle pagine del quotidiano Gilles Guibot, gestore del fondo Axa World Funds Framlington Italy, tra i migliori performers – “Dal punto di vista valutativo- fondamentale rimane uno spazio di rialzo del 20% ma alla fine il mercato, quello italiano in particolare, dovrebbe rimanere correlato alle aspettative sulla zona euro. Se dovesse essere annunciato un meccanismo per abbassare i tassi in modo significativo e stabile nel tempo, ciò porterebbe un forte rialzo di Piazza Affari. Il listino milanese, infatti, è molto influenzato dall’andamento dei tassi dato il peso delle banche o dei titoli con una forte leva, come le utilities”.

Alberto Chiandetti, gestore del Fidelity Italy Fund, aggiunge invece che “La promessa di Draghi di fornire tutto l’aiuto necessario all’euro, anche con interventi diretti sui mercati dei bond governativi per quei paesi che chiederanno aiuto, è stato recepito dai mercati come un passo chiave nel processo di risoluzione della crisi della moneta unica e anche in presenza di un ribasso delle stime sugli utili delle società italiane, Piazza Affari si è apprezzata in maniera marcata. Se le risposte fornite dai governi e dalle istituzioni saranno adeguate, gettando le basi per una ripresa economica reale che possa far ripartire un ciclo di crescita degli utili, i mercati risponderanno certamente in modo positivo”.

Per quanto concerne i settori, la giornalista del Corriere elabora che è meglio puntare su quelle società che si rivolgono frequentemente sui mercati in crescita, e che possono sfruttare rimbalzi globali, come Pirelli e Luxottica. Rischi maggiori sui titoli locali e nel settore bancario.

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