Hong Kong compra la Lme di Londra

 La Borsa di Hong Kong ha annunciato di aver acquistato la Lme di Londra. La London Metal Exchange è la principale piazza mondiale di contratti sui metalli, e finirà nell’orbita della Hong Kong Stock Exchange, che pagherà il controvalore in contanti, per una decisione che sarà formalizzata dall’assemblea dei soci nella prossima riunione che si terrà durante il corso del mese di luglio.

Il comunicato con il quale il consiglio di amministrazione della Borsa di Hong Kong (la seconda del mondo per capitalizzazione) ufficializza la transazione, precisa infatti che l’accordo quadro sui termini di un’offerta cash sull’intero capitale della London Metal Exchange valorizza intorno a 1,4 miliardi di sterline (2,15 miliardi di dollari) quanto è necessario sborsare per poter mettere mano sull’importante piazza.

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La Provincia di Treviso incassa grazie a uno swap

 Gli strumenti derivati sono stati più volte additati come i responsabili principali dell’attuale crisi economica e hanno rovinato diversi enti locali del nostro paese: eppure, se si capisce per tempo come sfruttarli gli incassi possono essere interessanti, come testimoniato in maniera perfetta dalla Provincia di Treviso, la quale ha deciso di avviare una nuova operazione finanziaria che le ha già consentito di guadagnare ben 6,5 milioni di euro. L’importo in questione è stato poi investito immediatamente in Buoni del Tesoro Poliennali (Btp). Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che la provincia veneta ha focalizzato la propria attenzione sugli swap, dei derivati che prevedono lo scambio di flussi di cassa tra due controparti.

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Fra tre giorni la quotazione di Frendy Energy presso l’Aim Italia

 Le indiscrezioni si rincorrevano già da qualche tempo, ora c’è qualche conferma in più: Frendy Energy, società italiana che è specializzata nella produzione di energia elettrica tramite impianti di mini-hydro, verrà quotata presso il Mercato Alternativo del Capitale il prossimo 22 giugno, quindi fra tre giorni esatti. Il comparto in questione è il cosiddetto Aim, il quale viene gestito anch’esso da Borsa Italiana. Si conoscono alcuni dettagli in questo senso, in primis il prezzo di quotazione, pari a 1,05 euro, mentre la gestione dell’intero processo di quotazione sarà curata da Integrae, una società di intermediazione mobiliare che svolgerà appunto il ruolo di coordinatore.

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Legambiente preme per un uso razionale dell’acqua

 Legambiente ha provato a dettare quelle che, a suo dire, sono le linee guida più importanti da implementare in questo preciso momento storico: esse si basano essenzialmente su un’agricoltura ancora più sostenibile, sul ridimensionamento degli sprechi di cibo, sulla tutela dell’ambiente e sulla gestione delle risorse idriche. La stessa associazione ha precisato come questa possa essere definita una sorta di “alleanza per l’acqua”, la quale deve essere in grado di coinvolgere il settore primario, l’industria, le associazioni ambientaliste e gli enti regolatori. D’altronde, la grande maggioranza dell’acqua che viene prelevata nel nostro paese (circa il 70% per la precisione) viene sfruttata per fini agricoli, senza dimenticare che ben il 95% dei prelievi realizzati nel bacino del Po serve per l’irrigazione.

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Nuovi piani strategici Opel

 Opel sta lavorando alacremente per raggiungere in tempi rapidi un’intesa con i sindacati tedeschi e assicurare in tal modo un futuro solido e condiviso alle attività industriali detenute nel vecchio Continente. A sostenerlo è un comunicato ufficiale della compagnia, che ha ribadito come il proprio top management, il sindacato di riferimento IG Metall e i rappresentanti dei lavoratori interessati, stiano trattando in questi giorni l’estensione dell’esclusione dei licenziamenti fino alla fine del 2016, ritardando, contemporaneamente, l’attuazione dell’accordo tariffario per il 2012.

Le negoziazioni che la società sta portando avanti con i sindacati riguardano altresì la definizione di una soluzione per tenere aperto e operativo lo stabilimento di Bochum fino al run-out di Zaifra Tourer. Una mossa che permetterebbe alla società di evitare la chiusura delle linee di produzione nella fabbrica, con cessazione che era inizialmente stata fissata per il 2015. In una nota diramata dalla società, Opel ricorda come, valutando la presente congiuntura economica e le previsioni sulla domanda futura, il piano di gestione attuale non prevede l’allocazione di ulteriori prodotti al sito di Bochum.

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Campari conferma anche oggi le sue performance positive

 Una delle performance più interessanti per quel che concerne la giornata odierna e l’indice Ftse Mib, bisogna senza dubbio menzionare Campari: il celebre gruppo milanese aveva già fatto parlare di sé la scorsa settimana, chiudendo il venerdì borsistico con un interessante +0,5%, ma anche oggi non è stato da meno, con guadagni che hanno attirato l’attenzione degli investitori finanziari. Quali sono le indicazioni più attendibili da questo punto di vista? Anzitutto, bisogna precisare come circa 250mila titoli azionari della compagnia lombarda di bevande siano passate di mano nelle ultime ore, con la “Lettera all’investitore” del quotidiano La Repubblica che ha influito enormemente in tal senso.

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Nokia riduce l’organico di 10 mila unità

 Nokia, colosso finlandese della telefonia mobile, ha scelto di ridurre la sua forza lavoro di altre 10 mila persone, andando a raggiungere quota 25 mila unità in soli due anni. Grazie a questa nuova mossa, la società europea dovrebbe poter conseguire ulteriori risparmi per circa 700 milioni di euro per l’anno, elevabili a quota 1,6 miliardi di euro entro la fine del 2013.

Una riduzione, ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Stephen Elop in una nota diramata alla stampa, che è “conseguenza difficile delle misure che pensiamo di dover prendere per assicurare la competitività a lungo termine di Nokia”.  Il risparmio conseguito nel biennio in corso dalla compagnia finlandese dovrebbe così controbilanciare il costo della ristrutturazione aziendale in corso, valutato intorno a 1,9 miliardi di euro.

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Jp Morgan e quegli errori “isolati”

 Jp Morgan invita a non generalizzare gli errori che sono costati ben 2 miliardi di dollari alle proprie casse, generati da scommesse sbagliate sul trading di derivati della divisione londinese. L’amministratore delegato Jamie Dimon, che ha recentemente discusso alla commissione bancaria del senato, ha affermato che la banca newyorkese sarà “solidamente in attivo” nel corso del secondo trimestre, e che comunque gli sbagli sono stati “un caso isolato”.

“Quando commettiamo errori” – ha dichiarato il manager, sempre più discusso in queste settimane – “li prendiamo seriamente e spesso siamo i critici più severi di noi stessi. Anche se non possiamo dire che non commetteremo mai errori, perchè sappiamo che ne faremo, crediamo che questo sia stato un evento isolato”.

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A Concorezzo (Monza-Brianza) torna di moda il baratto

 La crisi economica la stiamo avvertendo un po’ tutti: le famiglie si trovano in situazioni a dir poco disagevoli e il denaro che circola è davvero scarso. Ma gli italiani sanno spesso scovare delle soluzioni alternative, come sta accadendo a Concorezzo, comune della Brianza con quindicimila anime, il quale ha deciso di far tornare in auge l’antico sistema del baratto. Si tratta proprio della celebre operazione di scambio che fa immediatamente pensare a un passato storico molto lontano. L’idea l’hanno avuta i negozianti e i commercianti locali, più precisamente ad Antonio Mandelli, il quale è titolare di uno studio fotografico. In pratica, si evitano i soldi e si provvede a scambiare dei prodotti come accadeva in antichità.

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Censis-Abi: dal 1981 a oggi aumentate le case di proprietà

 Quante cose sono successe dal 1981 ad oggi: in trentuno anni, ad esempio, sono aumentati parecchio gli italiani che possono permettersi di vivere in una casa di proprietà, visto che sono passati dal 64 all’81%. Come si spiega questo incremento di ben diciassette punti percentuali? Anzitutto, bisogna spiegare che si tratta di una elaborazione dei dati raccolti dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) e dall’Associazione Bancaria Italiana (Abi) sulla società del nostro paese. Il confronto con il resto del continente europeo mette ancora di più in risalto le cifre in questione, visto che al giorno d’oggi solamente il 46% dei tedeschi e il 61% dei francesi possono vantare lo stesso tipo di abitazione.

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