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Donne sottopagate: stipendi sempre peggiori, -21per cento rispetto ai colleghi

Donne-sottopagate-stipendi-sempre-peggiori-21per-cento-rispetto-ai-colleghiDonne meno pagate degli uomini. Una realta’ che in 10 anni e’ addirittura cresciuta del 2,3% portando le buste paga delle dipendenti ad essere nel 2008 del 21,4% inferiori rispetto a quelle dei colleghi maschi (contro un gap del 19,1% nel 1998). Gli stipendi degli uomini , nello stesso periodo, sono inoltre aumentati del doppio rispetto alle colleghe: +5,4% degli uomini contro il +2,5% delle donne. I dati contenuti nella relazione annuale della Banca d’Italia ed elaborati dall’ADNKRONOS, mettono in risalto un quadro che mostra come le differenze retributive tra i due sessi siano cresciute in un decennio. I dati riguardano le retribuzioni ‘principali’ dei dipendenti, esclusi quindi i secondi lavori. Le retribuzioni sono deflazionate con l’indice del costo della vita e sono al netto delle imposte e dei contributi previdenziali e assistenziali.
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L’economia nelle Regioni italiane: la sintesi di Bankitalia

Leconomia-nelle-Regioni-italiane-la-sintesi-di-BankitaliaNel 2009 la recessione ha coinvolto tutti i settori e le aree geografiche. Secondo le stime territoriali provvisorie dell’Istat, il calo del PIL è stato relativamente maggiore nel Nord Ovest (-6,1 per cento) e nel Nord Est (-5,6) rispetto al Centro (-3,9 per cento) e al Mezzogiorno (-4,1). Queste differenze dipendono in misura prevalente dalla diversa composizione settoriale delle aree geografiche. Sulla peggiore dinamica del Nord ha influito l’elevato peso dell’industria in senso stretto. La migliore tenuta dell’attività eco- nomica nel Mezzogiorno e al Centro è dovuta al più elevato peso dei servizi, ridottisi in misura contenuta e piuttosto uniforme tra le aree geografiche.
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Redditi delle famiglie e risparmi in calo nel 2009: gli italiani si salvano grazie ai trasferimenti sociali in natura

Redditi-delle-famiglie-e-risparmi-in-calo-nel-2009-gli-italiani-si-salvano-grazie-ai-trasferimenti-sociali-in-naturaNel 2009 le famiglie italiane hanno assistito ad un calo di reddito disponibile e propensione al risparmio — due tra gli indicatori più importanti per valutare le prospettive della ripresa economica — rispettivamente del 2,6% e dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat, considerando che, vista la sottostante variazione dei prezzi, il potere d’acquisto ha subito una flessione del 2,5%, proseguendo la tendenza al ribasso iniziata già nel 2008 (-0,9%). In calo anche la spesa per consumi finali delle famiglie, che ha presentato una variazione negativa sia in termini nominali (-1,9%) che in quantità (-1,8%).
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Crisi: è allarme sociale al Sud, una famiglia su 5 non ha i soldi per il medico

Crisi-è-allarme-sociale-al-Sud-una-famiglia-su-5-non-ha-i-soldi-per-il-medicoUna famiglia meridionale su cinque non ha i soldi per andare dal medico e una su cinque non si può permettere di pagare il riscaldamento. E’ quanto rivela il rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno 2010. Secondo la Svimez, nel 2008 nel 30% delle famiglie al Sud sono mancati i soldi per i vestiti e nel 16,7% dei casi si sono pagate in ritardo le bollette. Otto famiglie su 100 hanno rinunciato ad alimentari necessari, il 21% non ha avuto soldi per il riscaldamento (27,5% in Sicilia) e il 20% per andare dal medico (in Sicilia e Campania circa il 25%).
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Statistiche Istat: continua a calare il reddito delle famiglie italiane

Statistiche-Istat-continua-a-calare-il-reddito-delle-famiglie-italianeIl reddito delle famiglie italiane continua a scendere. Nel primo trimestre 2010 rispetto al corrispondente periodo del 2009 il reddito disponibile delle famiglie in valori correnti è diminuito del 2,6 % e la spesa delle famiglie si è ridotta dello 0,7%. Lo rileva l’Istat aggiungendo che nel primo trimestre 2010 la flessione del reddito disponibile delle famiglie è diminuito dello 0,2% in valori correnti rispetto al trimestre precedente, mentre è tornata a crescere la spesa delle famiglie per consumi finali in misura dello 0,5%.
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I vantaggi della stabilità dei prezzi per l’economia e per il mercato unico europeo

I-vantaggi-della-stabilità-dei-prezzi-per-leconomia-e-per-il-mercato-unico-europeoLa stabilità dei prezzi influisce in senso positivo sul tenore di vita contribuendo a un numero di fattori economici che sono indice di sicurezza. Nella parte precedente abbiamo visto i motivi per cui inflazione e deflazione sono di norma ritenuti fenomeni indesiderabili. Esse infatti comportano costi e svantaggi notevoli. La stabilità dei prezzi consente di evitare questi costi e off re benefici importanti a tutti i cittadini in quanto contribuisce in diversi modi al raggiungimento di livelli elevati di benessere economico, ad esempio sotto forma di un alto tasso di occupazione.
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Previdenza sociale: in Italia 70 pensionati ogni 100 occupati

Previdenza-sociale-in-Italia-70-pensionati-ogni-100-occupatiNel 2008 lo Stato ha speso in pensioni 241,109 miliardi di euro, pari al 15,38% del prodotto interno lordo. Lo rileva l’Istat spiegando che la spesa complessiva è aumentata del 3,5% rispetto al 2007. Poiché la spesa pubblica totale ammontava nel 2008 a 774,63 miliardi, i dati Istat segnalano che un euro su tre dei contribuenti se ne va di fatto in pensioni. Se si rapporta il numero dei pensionati alla popolazione occupata, nel 2008 Istat rileva “70 pensionati ogni 100 occupati“.
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Retribuzioni pubblico impiego, +39,7 per cento negli ultimi 10 anni. Privati a +25,7 per cento

Retribuzioni-pubblico-impiego-+397-per-cento-negli-ultimi-10-anni.-Privati-a-+257-per-centoLe retribuzioni del pubblico impiego negli ultimi dieci anni sono salite del 39,7% contro il 25,7% del settore privato. E’ quanto emerge da un’anteprima del rapporto semestrale dell’Aran pubblicato oggi sul sito www.aranagenzia.it. Il rapporto inoltre dimostra come, negli ultimi due anni, i contratti di lavoro nel pubblico impiego si siano chiusi in linea con il tasso di inflazione programmata del 3,2% nel biennio. ”Il rapporto dimostra che negli ultimi dieci anni la dinamica retributiva del pubblico impiego è cresciuta più del settore privato, ma negli ultimi anni soprattutto l’ultimo biennio contrattuale, e’ stata pari ai tassi di inflazione” commenta il commissario dell’Aran, Antonio Naddeo.
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Consumi di aprile in diminuzione, le famiglie tirano la cinghia

Consumi-di-aprile-in-diminuzione-le-famiglie-tirano-la-cinghiaBattuta d’arresto per i consumi delle famiglie ad aprile: il relativo indicatore di Confcommercio (Icc) segnala una diminuzione dell’1,6% in termini tendenziali che interrompe un periodo, che durava dall’ultimo trimestre del 2009, “di graduale recupero”. L’inversione di tendenza della domanda appare ancora più evidente guardando al dato destagionalizzato che mostra una riduzione dell’1,7% rispetto a marzo, dopo un bimestre di graduale miglioramento. Sul risultato, sottolinea Confcommercio, pesa la mancanza di incentivi. Il fenomeno registrato nel mese di aprile comunque sembra interessare anche altre economie europee sulla scia dei timori legati alla crisi greca e degli interventi sul versante della finanza pubblica. Per maggio è invece prevista una stabilizzazione dei consumi.
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Lavorare ed essere poveri: in Italia si deve campare con meno di mille euro al mese

Lavorare-ed-essere-poveri-in-Italia-si-deve-campare-con-meno-di-mille-euro-al-meseIn Italia 13,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese, e, fra questi, 6,9 milioni (di cui il 60% donne) possono contare su meno di 1.000 euro. Né va meglio per i pensionati: ben 7,5 milioni guadagnano infatti meno di 1.000. Insomma, lavorare, nel nostro Paese, sembra non essere una protezione dal rischio di impoverimento. E’ quanto emerge dal Rapporto sui Diritti Globali 2010 dell’Associazione Società Informazione e promosso da Cgil, Arci, Action Aid, Antigone, Cnca, Fondazione Basso, Forum Ambientalista, Gruppo Abele, Legambiente.
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