Lavoro: la parità tra uomo e donna farebbe il crescere il Pil dell’ Italia del 32 per cento
Se ci fosse la piena parità di sessi sul lavoro il pil italiano potrebbe crescere del 32%. A sostenerlo è uno studio svedese, rilanciato dalla Commissione Europea, intitolato “Parità dei sessi, crescita economia e occupazione” redatto dalla ricercatrice Asa Lofstrom con il sostegno del ministero degli Affari sociali di Stoccolma.
LE DONNE, UNA MARCIA IN PIU’ PER IL LAVORO
Il dato italiano si evince da una tabella dedicata a ogni stato membro, secondo la quale, in media, con la piena parita’ la crescita del pil dell’Ue sarebbe pari al 27%, con picchi del 45% a Malta, del 41% in Grecia e del 40% in Olanda.
La tesi è molto chiara: “fondandoci sulla nostra ipotesi – si legge nell’ introduzione dello studio – e cioe’ che la piena eguaglianza sul mercato del lavoro significhi che uomini e donne lavorino nella stessa misura in lavori retribuiti, avendo una parte uguale di lavoro part-time e di impiego autonomo – tutto lascia pensare che vi sono maggiori benefici da ottenere da una migliore parità dei sessi“.
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Nel secondo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 6% nei confronti del secondo trimestre del 2008. Lo rende noto l’ Istat confermando la stima preliminare diffusa il 7 agosto.
ROMA – Crolla il Pil italiano nei primi tre mesi del 2009: il calo sfiora il 6% (-5,9% su base annua, dice Istat) rispetto al primo trimestre del 2008 e segna una riduzione del 2,4% in confronto ad ottobre-dicembre 2008. E’ il risultato peggiore dall’80, anno di inizio delle serie storiche confrontabili, e comporta un calo già acquisito per l’intero anno del 4,6%: questo sarà cioé il calo del Pil annuale se le variazioni dei prossimi 3 trimestri saranno pari a zero. Le ultime stime del governo, invece, prevedono una riduzione della crescita del 4,2%.
ROMA – Tra la metà del 2008 e la metà del 2010 in Italia verranno persi 507 mila posti di lavoro, il 2,2% dell’ occupazione totale. Lo sottolinea il Centro Studi della Confindustria spiegando che nel 2010 il tasso di occupazione salirà al 9%, un valore analogo a quello del 2001 (6,1% il minimo del 2007). Se si considerano anche le persone in cassa integrazione che quindi conservano formalmente il rapporto d’impiego, i lavori persi sarebbero 867 mila con un -2,8%.
ROMA – Se le cose continuano così, entro tre anni la crisi rischia di produrre un milione di disoccupati e di far scendere il prodotto interno lordo del 4%. L’ Ires Cgil, l’ufficio di studi economici del sindacato di Guglielmo Epifani, traccia una stima sugli effetti della crisi molto peggiore di tutte le previsioni fino ad oggi circolate.
Sempre da Repubblica.it arrivano le stime del Tesoro sugli effetti della crisi economica in Italia. Nel 2009, infatti, l’ occupazione dovrebbe subire un calo dell’ 1 per cento. E’ quanto si legge nell’ aggiornamento del Programma di stabilità italiano presentato dal ministero del Tesoro. Il tasso di disoccupazione mostrerebbe un aumento per il secondo anno consecutivo, attestandosi all’ 8,2%. Mentre il costo del lavoro risulterebbe in sensibile decelerazione rispetto al 2008 “per effetto della moderazione salariale“.
Da Repubblica.it arrivano i numeri previsionali per il 2009 relativi all’ economia italiana. E sono cifre record, in tutti i sensi.
NEW YORK – Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) si è detto particolarmente preoccupato per l’ Italia, che presenta un PIL in calo sia per il 2009 che per il 2010 ed un debito pubblico che offre ”margini di manovra limitati rispetto ad altri Paesi per agire con stimoli fiscali”. Secondo il FMI, infatti, l’ Italia avrà bisogno di riforme fondamentali e strutturali anche una volta uscita da questa crisi globale.



















