S&P: bene Italia ma necessarie altre riforme strutturali

di Valentina Cervelli Commenta

Non si sta comportando male l’Italia dal punto di vista economico, ma la S&P, che lo scorso venerdì ha alzato il rating dell’Italia rispetto a quelle che erano le sue previsioni, sottolinea come sia necessario continuare sulla strada delle riforme strutturali.

Una spinta niente male per quello che è il mercato degli investimenti italiano e che può ancora migliorare se l’Italia si comporterà bene in futuro. E’ un dato di fatto: le riforme strutturali sono una materia scottante nel nostro paese, non ben viste spesso dalla popolazione. Ciò non toglie che esse si rivelano utile se portano un colosso come Standard & Poor’s a rivedere il giudizio dell’Italia passando a BBB da BBB-, con outlook stabile dopo che Fitch ha confermato il rating BBB sull’Italia, con outlook stabile . Spiegano dall’agenzia:

Rivediamo al rialzo il rating dell’Italia per le migliorate prospettive di crescita economica, sostenute da un rialzo degli investimenti e della crescita dell’occupazione così come dalla politica monetaria espansiva.

Le cifre parlano chiaro e vogliono, con le ulteriori stime un PIL in rialzo dell’1,4% nel 2017, rivisto dal +0,9% indicato in precedenza, per un incremento medio nel 2018-2019 dell’1,3%. La risoluzione della crisi delle Banche Venete e quella di Monte Paschi di Siena hanno influito positivamente, così come l’accelerazione nello smaltimento dei non performing loan. E se arrivassero altre riforme strutturali, i risultati potrebbero portare ad un nuovo rialzo di rating mentre incertezza politica e cattive decisione causerebbero un nuovo declassamento. Sono questi fattori che vanno tenuti in considerazione e base per eventuali ulteriori cambiamenti.

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