Investire in borsa: altre strategie di uscita
Vediamo altre strategie di uscita dalla borsa grazie ai suggerimenti del trader Giuseppe Brindisi (www.wintrader.it).
PUNTI DI USCITA PREDETERMINATI
Con questa strategia vengono definiti all’inizio i prezzi di uscita, sia per un trade ‘vinto’ che per un trade ‘perso’. Gli obiettivi possono essere fissati sia in base al solo grafico, sia con delle percentuali fisse. In generale, il grafico vi dà anche informazioni sul prezzo obiettivo: una measured move avrà un secondo braccio di lunghezza simile al primo, un breakout da un area di congestione tenderà ad arrivare a una distanza pari allo spessore della congestione… e così via.
Tra i vantaggi di questo approccio vi è la possibilità, prima di effettuare il trade, di valutare con precisione il rapporto rischio/beneficio. E questo deve essere uno dei parametri fondamentali nella scelta se entrare o meno!
Se volete essere profittevoli, infatti, vi ricordo che il rapporto rischio/beneficio deve essere congruente con il tasso di successi: potete anche avere il 90% di trades ‘indovinati’, ma se il rapporto è troppo sfavorevole quel 10% vi trascinerà nel rosso. In generale, comunque, sarà opportuno scegliere dei trades che abbiano un beneficio superiore al rischio, o almeno di grandezza paragonabile. Pochissimi sistemi consentono di andare oltre il 90% di successi… Inoltre, per quelli che vogliono costruirsi una metodologia testata sui dati storici, si tratta di una tecnica molto più facile testare.
Il grosso svantaggio? Spesso il prezzo salirà molto al di sopra del nostro obiettivo, e non tutti riescono a dormire tranquilli quando hanno guadagnato il 10% su un titolo che nei giorni successivi è salito del 100%! Inoltre tale strategia richiede anche un notevole autocontrollo: quando il prezzo arriva molto vicino all’obiettivo e poi ridiscende, è molto forte la tentazione di vendere e prendere il guadagno. Ma questa è una mossa pericolosissima, in particolare se avete un sistema con dei precisi parametri di money management: non è affatto vero il detto secondo il quale nessuno è mai fallito vendendo in attivo. Vendere nel momento sbagliato un titolo è parimenti pericoloso, sia che si tratti di un trade vinto che di un trade perso. Per momento ‘sbagliato’ si intende ‘non coerente col piano’: non esiste un momento giusto o sbagliato in senso assoluto. Diverse strategie, infatti, possono comportare segnali totalmente differenti al medesimo prezzo, ed essere tutte valide.
OSCILLATORI E SIMILI
Vi sono sistemi basati sugli oscillatori che danno dei segnali di acquisto e vendita in determinate situazioni. Ad esempio, quando l’MACD incrocia la linea di zero dal basso è un segnale di acquisto, dall’alto è un segnale di vendita.
Se decidete di basarvi sugli oscillatori per costruire il vostro sistema, ecco due suggerimenti:
1) Una volta trovato un numero ristretto di oscillatori che ‘funzionano’ attenetevi solo a questi. Uno dei pericoli più grossi nell’uso di questi strumenti, infatti, è di utilizzarne troppi, e di trovarsi sommersi da una marea di segnali contrastanti, che alla fine rendono le decisioni di acquisto/vendita totalmente discrezionali.
2) Siate costanti nel loro impiego. Se decidete di usare lo stocastico e l’OBV, seguite sempre e comunque i segnali di acquisto/vendita che ricavate dal sistema. Ovviamente, purché il sistema sia solido e fintantoché rimane valido.
Una avvertenza finale: in generale le tecniche viste ora servono per chiudere una posizione già aperta, non possono essere utilizzate così come sono anche per le vendite allo scoperto/short.
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