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  • 19
  • lug
  • 2010

Piazza Affari chiude in ribasso sulla scia del crollo della fiducia dei costruttori Usa

Di isayblog4, in Finanza e Mercati.

Piazza-Affari-chiude-in-ribasso-sulla-scia-del-crollo-della-fiducia-dei-costruttori-UsaA Wall Street, in una seduta volatile, gli indici di borsa tornano in territorio positivo dopo il calo causato dai dati sulla fiducia dei costruttori di abitazioni negli Stati Uniti che ha toccato il livello più basso da oltre un anno. A sostenere il listino sono notizie positive come quelle arrivate da Halliburton, la società di perforazioni che ha lavorato per la perdita del pozzo nel Golfo del Messico, e che ha riportato un balzo dell’utile dell’83%. Aiuta Boeing, che secondo un top manager a Farnborough annuncerà altri importanti nuovi ordini. Il costruttore di aerei ha già ottenuto un ordine per trenta 777 dalla compagnia di Dubai, Emirates.

QUOTAZIONI WALL STREET
Il titolo Halliburton sale del 4,4%, mentre Boeing guadagna lo 0,7%. Debole il settore delle costruzioni dopo che la National Association of Home Builders (Nahb) ha pubblicato l’indice di luglio sulla fiducia dei costruttori di abitazioni, sceso di due punti a 14, minimo da aprile 2009, risentendo della fine degli incentivi fiscali agli acquisti di case. L’indice Dow Jones ‘home construction’ cede l’1% circa appesantito in particolare dal ribasso dell’1,5% circa di DR Horton. Intorno alle 17,15 italiane il Dow Jones sale dello 0,18%, lo Standard & Poor’s 500 Index avanza dello 0,2%, mentre mentre il Nasdaq è in rialzo dello 0,21%. I mercati attendono nuove indicazioni dalle numerose trimestrali attese in settimana: in agenda i conti di 12 società del Dow e di 122 dell’S&P 500.
Stasera, dopo la chiusura della borsa, è il turno di Ibm – con gli analisti che non escludono un fatturato sotto le stime – e di Texas Instruments.

QUOTAZIONI PIAZZA AFFARI
Piazza Affari chiude in ribasso una seduta molto volatile, trascinata al ribasso dal dato sul sentiment dei costruttori americani che a luglio ha toccato il livello più basso da oltre un anno. In una giornata priva di dati macro rilevanti e con gli occhi degli investitori già puntati ai risultati degli stress test in calendario venerdì prossimo, l’indice elaborato dalla National Association of Home Builders (Nahb) ha mostrato a luglio un ribasso oltre le attese, a 14 punti.
L’indice aveva provato a rimbalzare, sostenuto dai futures americani positivi. Ma nel pomeriggio, in assenza di altri dati rilevanti, è stato penalizzato dall’indice non brillante sul settore immobiliare Usa” spiega un trader.
L’indice FTSE Mib ha chiuso in calo dello 0,22%, così come l’AllShare, mentre il Mid Cap ha lasciato sul terreno lo 0,71%. Volumi per un controvalore di 1,9 miliardi di euro.
I titoli bancari sono contrastati. Se da una parte UBI BANCA e POP MILANO hanno guadagnato rispettivamente lo 0,64 e lo 0,88%, dall’altro INTESA SANPAOLO ha chiuso in calo dell’1,67% e UNICREDIT dello 0,7%. “Dopo il downgrade dell’Irlanda, pesa il timore di analoghi passi sui paesi dell’est Europa” dove le due maggiori banche italiane sono presenti, spiega un trader. Intesa, sottolinea un altro trader, è “penalizzata perché più esposta in Ungheria“. Sabato l’Ungheria ha interrotto i negoziati con Unione europea e Fmi sulle misure da adottare per risanare i propri conti. Moody’s ha però detto che l’attuale rating sul paese è appropriato.
Resistono in territorio positivo ENI(+0,26%) ed ENEL (+0,35%). FIAT ha chiuso in leggero calo, meglio dello stoxx europeo (-1,1%), in attesa dei conti trimestrali e di ulteriori dettagli sullo spinoff mercoledì prossimo. TELECOM è rimbalzata del 2,35%, recuperando parte del pesante ribasso archiviato venerdì. SAIPEM ha chiuso ni rialzo dello 0,79%. Ubs ha alzato il target price a 29 da 27 euro. INDESIT cede oltre il 7%, penalizzata dai risultati del secondo trimestre della rivale svedese Electrolux. “Indesit è debole sui numeri di Electrolux. L’Europa del Sud è stata debole alla fine del secondo trimestre“, osserva un broker. La società ha svedese ha chiuso il trimestre con profitti inferiori alle attese. ELICA sale del 2,1% sulla scia dell’acquisto in Cina annunciato venerdì sera. L’ESPRESSO guadagna il 3%. Un trader cita la promozione a “buy” di Deutsche Bank sul titolo. Nelle rinnovabili balza KR ENERGY (+11,1%). MERIDIANA ha chiuso in rialzo di circa il 39%, dopo essere finita in asta di volatilità più volte nel primo giorno dell’aumento di capitale. I diritti sono scesi di oltre il 49%. Stefanel perde oltre 19% dopo che venerdì è terminata la contrattazione in Borsa dei diritti.

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