Sky Italia, Maximo Ibarra si dimette. E ora?

Maximo Ibarra lascia Sky Italia, una uscita pianificata la sua, che da quel che riporta AdnKronos è già stata comunicata all’azienda. L‘amministratore delegato decide di diventare imprenditore di un’altra realtà industriale italiana basata sull’innovazione e la tecnologia.

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Lavoro pubblico, Draghi firma patto con i sindacati

Un patto per rendere la pubblica amministrazione a misura di cittadino, eliminando la burocrazia e dando il giusto spazio a ciò che è necessario: il Governo Draghi ha firmato un patto con i sindacati per rimodernare il lavoro pubblico.

 

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Effetto Jobs Act sull’occupazione

Buone notizie sul fronte occupazionale, in virtù delle norme contenute all’interno del Jobs Act. Norme che sembrano agevolare le imprese e stimolarle ad assumere di più. Così, l’occupazione fa registrare dei piccoli progressi. Quali?

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Air France riduce 5 mila posti di lavoro

Non sono licenziamenti – la compagnia tiene a precisarlo fin dalle prime righe dei comunicati stampa – bensì “esodi incentivati”. Il risultato è, tuttavia, lo stesso: Air France ha l’obiettivo di incrementare l’efficienza economica delle proprie strutture del 20% entro il 2014, attraverso quanto definito “limitazione dell’evoluzione della massa salariale, un aumento e un maggiore efficacia del tempo di lavoro, un non rimpiazzo delle uscite e un miglioramento dei processi”.

Ne deriva che la compagnia di bandiera francese, azionista di Alitalia, taglierà oltre 5 mila posti di lavoro entro la fine del 2013. Di questi, 1,5 mila riguarderanno hostess e steward. Non vi saranno però licenziamenti coatti, bensì solamente un blocco del turnover (nel periodo in questione usciranno circa 1,7 mila persone, non sostituite) insieme ad altre forme di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Intense le trattative con i sindacati.

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HP taglia 27 mila posti

HP, Hewlett-Packard, il big americano dei personal computer, ha scelto di ridurre fortemente le fila delle proprie risorse umane lasciando a casa ben 27 mila dipendenti. Un taglio che in termini assoluti assume proporzioni piuttosto significative, e che anche in termini relativi non sembra poter smentire la gravità della scelta adottata: i 27 mila dipendenti da licenziare risultano essere pari a circa l’8% dei suoi 350 mila impiegati. I tagli annunciati pochi giorni fa, e da realizzare entro la fine del 2014, rappresentano altresì il più corposo ridimensionamento della ultra settantennale storia dell’azienda statunitense, che nel corso degli ultimi anni ha dovuto fronteggiare, e non senza grande fatica, la concorrenza esercitata dagli smartphone di ultima generazione e dai tablet.

Ad ogni modo, HP in queste ore sta cercando di rassicurare i propri dipendenti. Lo snellimento delle fila delle risorse umane dovrebbe principalmente avvenire attraverso l’applicazione di un programma di prepensionamenti, in grado di ridurre l’impatto dei licenziamenti. Il risultato dovrebbe, in qualsiasi caso, essere lo stesso: un risparmio di circa 3,5 miliardi di dollari l’anno, quale risultato della flessione del costo e delle spese del personale.

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Yahoo taglia 2.000 posti di lavoro

Si preannunciano tempi piuttosto duri per Yahoo. La società sta infatti valutando di eliminare circa 2.000 posti di lavoro all’interno delle fila delle proprie risorse umane, per una proporzione pari al 14% di tutti coloro che risultano essere impiegati nel portale web al momento in cui scriviamo.

La decisione sarebbe figlia diretta di una strategia aziendale partorita dal chief executive officer Scott Thompson, che desidera ridurre i costi operativi, accelerando la ripresa del conto economico aziendale, proprio attraverso la riduzione degli oneri per le risorse umane. Una scelta che dovrebbe permettere al manager di risparmiare circa 375 milioni di dollari ogni anno, con benefici che potrebbero essere conseguiti già all’interno del secondo trimestre del 2012, considerando che i primi sfoltimenti potrebbero essere già alle porte.

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Citigroup taglia 4.500 posti di lavoro

Citigroup, per il tramite del proprio amministratore delegato Virkam Pandit, ha affermato che tagli era circa 4.500 posti di lavoro nel corso dei prossimi trimestri. L’obiettivo è chiaramente quello di ridurre le spese contraendo il costo del lavoro dipendente, contrastando in tal modo la flessione dei ricavi d’esercizi, diminuiti a causa di condizioni di mercato “mai riscontrate” nel corso degli anni, con difficoltà che non sono mai state precedentemente rilevate da parte dei vertici societari.

“I servizi finanziari stanno affrontando condizioni di incertezza senza precedenti ed estremamente sfidanti” – ha dichiarato Pandit, per poi aggiungere come questo trend influenzerà in maniera molto importante lo scenario competitivo nel corso dei prossimi anni. A tal fine, Pandit ha affermato che la società taglierà le proprie risorse umane a causa della persistenza della crisi del debito sovrano europeo, e bloccherà le politiche di assunzione cercando di avviarle esclusivamente nei lavori “critici”.

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