Declassato il rating di Deutsche Bank, Barclays e Credit Suisse

Tre, il numero perfetto: l’agenzia americana Standard & Poor’s ha affilato la propria scure per accanirsi contro tre colossi bancari, la britannica Barclays, la tedesca Deutsche Bank e la svizzera Credit Suisse, a causa delle incerte condizioni di mercato che stanno minacciando i loro business. Per tutte il giudizio di lungo termine è stato tagliato ieri da A+ ad A, una valutazione che identifica sempre una buona affidabilità dell’investimento, ma che si avvicina allo stesso tempo alla zona speculativa. L’outlook è stato comunque mantenuto stabile in ognuno dei casi.

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Barclays comincia il 2013 con un pesante calo dei profitti

Barclays, prima banca del Regno Unito, ha reso noti i risultati ottenuti nel primo trimestre di quest’anno (il periodo gennaio-marzo dunque): i profitti sono calati di ben venticinque punti percentuali, tanto che le previsioni degli analisti finanziari sono state completamente mancate, una performance negativa che si può spiegare con le sempre meno operazioni che vengono svolte nel continente europeo. Volendo essere ancora più precisi, si sta parlando dei profitti ante-tasse che non tengono conto delle perdite sulla valutazione del debito.

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Il Codici vince un ricorso contro Barclays

Di questi tempi i consumatori devono sapersi accontentare anche delle piccole vittorie: ne è un esempio quella che è stata ottenuta dal Codici (Centro per i Diritti del Cittadino), l’associazione che è riuscita ad avere la meglio contro la banca britannica Barclays. Nel dettaglio, questa vicenda si riferisce alla fornitura di informazioni contraddittorie, ambigue e inadeguate da parte dell’istituto di credito a una cliente, oltre a molti altri disguidi e problemi per quel che riguarda la comunicazione. Di conseguenza, l’Arbitro Bancario Finanziario non poteva che intervenire e il ricorso del centro stesso è stato accolto in pieno.

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Barclays: presidente si dimette dopo scandalo Libor

Il presidente del consiglio di amministrazione di Barclays, Marcus Agius, ha annunciato le sue dimissioni dopo cinque anni e mezzo a capo dell’istituto britannico, all’indomani delle critiche mosse dall’opinione pubblica e dagli ambienti della politica sulla manipolazione dei tassi interbancari Libor e Euribor da parte di Barclays.

Lo scandalo Libor miete la sua prima vittima. Riflesso del clamore suscitato dal caso in Gran Bretagna, il presidente del consiglio di amministrazione di Barclays, Marcus Agius, ha lasciato la presidenza di Barclays. “Gli avvenimenti della scorsa settimana hanno messo in evidenza comportamenti inaccettabili in seno alla banca e hanno inferto un colpo mortale alla reputazione di Barclays”. Queste le parole di Marcus Agius pronunciate in un comunicato. “I nostri clienti, dipendenti e azionisti sono rimasti delusi e mi dispiace molto”, ha aggiunto. La banca avvierà inoltre una revisione delle sue pratiche, che dovrebbe tradursi in una relazione pubblica e portare alla diffusione di un nuovo codice di comportamento per i propri dipendenti.

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A giudizio l’ex AD di Barclays

L’ex amministratore delegato della divisione italiana di Barclays è stato rinviato a giudizio per infedeltà patrimoniale ai danni dello stesso gruppo britannico. Stando a quanto sta emergendo in questi giorni, il manager, Vittorio De Stasio, avrebbe concesso finanziamenti senza requisiti per oltre 10 milioni di euro, ricevendo in cambio del denaro depositato su alcuni conti esteri a Monaco. A denunciare i fatti è stata la stessa società inglese.

Insomma, per De Stasio le accuse sembrano essere piuttosto pesanti, poiché tale è la fattispecie di concessione dei finanziamenti bancari senza accurata e idonea valutazione della bontà del cliente, e ricevendo in cambio di tale generosità delle ricompense monetarie. Il decreto di giudizio immediato disposto dal giudice per le indagini preliminari Fabio Antezza elenca uno dopo l’altro tutti i movimenti bancari del manager con il quale lo stesso incassava il denaro.

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Barclays vende divisione tedesca a Deutsche Wohnen

Barclays, uno dei principali istituti di credito dell’intero Regno Unito, ha accettato di vendere la propria divisione tedesca specializzata nel comparto immobiliare (Baubecon) alla Deutsche Wohnen. Secondo quanto sta emergendo in queste ore, l’intesa sarebbe valutata per un importo complessivo pari a 1,24 miliardi di euro. L’acquirente, terzo player per importanza nel settore residenziale, pagherà il controvalore in liquidità e in nuovi indebitamenti, come precisato da un comunicato stampa della società di Francoforte.

L’acquisizione è stata definita dalla Deutsche Wohnen quale una “opportunità molto interessante” per espandere la propria gestione immobiliare, con un incremento che dovrebbe essere vicino al 50%. Grazie all’espansione del patrimonio societario, la compagine tedesca si augura altresì di poter fronteggiare al meglio il reperimento di nuovi fondi da utilizzare nella gestione caratteristica.

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Barclays: utile in calo e obiettivo a rischio

La banca britannica Barclays ha annunciato che potrebbe mancare il suo obiettivo di redditività a medio termine, dopo che ha terminato il 2011 con il peggior trimestre in tre anni. La crisi del debito della zona euro ha colpito il trade delle obbligazioni, trascinando al ribasso il profitto annuale della banca.

L’ Amministratore delegato Bob Diamond aveva fissato il target del ritorno sul capitale proprio nel quadro di una revisione strategica proprio l’anno scorso. L’obiettivo del 13% rimane quello giusto e realizzabile, “ma non possiamo raggiungerlo nel 2013 visto l’impatto dell’ambiente esterno”, ha detto Venerdì Diamond.

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