La giornata di ieri è stata l’occasione propizia per il Gruppo Lottomatica in merito alla diffusione dei risultati consolidati del 2011: si è trattato di stime che non sono state comunque sottoposte a nessun tipo di revisione dal punto di vista contabile, con il consiglio di amministrazione che ha accertato un andamento tutto sommato positivo. In effetti, la crescita rispetto allo stesso periodo di un anno prima per quel che concerne i flussi di cassa e le attività operative è stata evidente. Quali dati possono essere menzionati a titolo esemplificativo? Nel dettaglio, i ricavi totali si sono attestati su una quota molto vicina ai tre miliardi di euro (2,97 per la precisione), mentre il margine operativo lordo è stato pari a 970 milioni.
Germania leader dell’export in Cina
Tra il 2000 e il 2010, gli scambi tra l’Unione Europea e la Cina sono aumentati di quattro volte. Tutti i paesi europei hanno approfittato (e beneficiato) dell’apertura del mercato cinese. Chi ne ha tratto maggiore vantaggio? La Germania si conferma il primo partner commerciale europeo della Cina con esportazioni pari pari al 48% del totale dell’export dell’UE. La questione del commercio tra l’UE e la Cina sarà al centro delle discussioni in occasione del summit sino-europeo che si tiene a Pechino e che si è aperto Martedì 14 febbraio. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat (l’Ufficio statistico dell’Unione europea), le esportazioni dei paesi europei sono aumentate sensibilmente negli ultimi dieci anni, passando da 26 miliardi di euro nell’ anno 2000 a 113 miliardi nel 2010.
Apple supera 500 dollari ad azione
Sei mesi dopo aver superato i 400 dollari, il gruppo della Mela colpisce ancora, e batte un nuovo record sul Nasdaq. L’azienda di Cupertino vale ormai 470 miliardi di dollari, quasi come come Microsoft (260 miliardi) e IBM (230 miliardi di euro) – il secondo e il terzo colosso del settore tecnologico degli Stati Uniti per capitalizzazione – insieme. E il divario con il gigante petrolifero Exxon Mobil (400 miliardi di euro), secondo in termini di capitalizzazione negli Stati Uniti, si è ulteriormente ampliato. La liquidità del gruppo supera i 100 miliardi di dollari. Sufficiente, in teoria, per acquistare Goldman Sachs e Boeing! Tutto questo è Apple!
La soglia dei 500 dollari non ha resistito a lungo. Sul Nasdaq, l’azione di Apple non sembra voler frenare la propria corsa e, al contrario, continua ad aumentare, raggiungendo ogni giorno nuovi massimi. Lunedì il titolo si è attestato al di sopra della soglia simbolica dei 500 dollari, a sei mesi (o poco più) dal superamento dei $ 400. Nel marzo 2009, il titolo era scambiato a $ 85!
L’Antitrust apre un’indagine sul comportamento di Avron
Avron non si smentisce mai e continua a suscitare una polemica dopo l’altra: dopo la truffa accertata diverso tempo fa per quel che concerne il Registro del Mercato Nazionale, ora bisogna parlare invece del procedimento avviato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti della società, un atto dovuto per comprendere quali comportamenti siano stati effettivamente posti in essere. Molte imprese e aziende hanno denunciato e segnalato fatti ben precisi, vale a dire la ricezione di un modulo per iscriversi al registro in questione, con tanto di sito internet creato per l’occasione. In realtà, anche se il nome suggerisce una sorta di censimento eseguito da una istituzione pubblica, le cose sembrano andare ben diversamente, anche perché costi e oneri sono stati spiegati in maniera poco chiara e approfondita.
Barclays: utile in calo e obiettivo a rischio
La banca britannica Barclays ha annunciato che potrebbe mancare il suo obiettivo di redditività a medio termine, dopo che ha terminato il 2011 con il peggior trimestre in tre anni. La crisi del debito della zona euro ha colpito il trade delle obbligazioni, trascinando al ribasso il profitto annuale della banca.
L’ Amministratore delegato Bob Diamond aveva fissato il target del ritorno sul capitale proprio nel quadro di una revisione strategica proprio l’anno scorso. L’obiettivo del 13% rimane quello giusto e realizzabile, “ma non possiamo raggiungerlo nel 2013 visto l’impatto dell’ambiente esterno”, ha detto Venerdì Diamond.
La Ducati divisa tra la vendita e la quotazione a Hong Kong
La Ducati Motor Holding spa è ufficialmente in vendita dopo ben ottantasei anni di onorata storia: l’alternativa sarebbe quella di quotare ufficialmente la compagnia di Borgo Panigale a Hong Kong, per un valore complessivo di un miliardo di euro. Secondo le indiscrezioni più accreditate, la gestione di questa offerta pubblica iniziale dovrebbe andare appannaggio di due istituti di credito molto importanti, vale a dire Deutsche Bank e Goldman Sachs, con la tempistica che parla chiaramente del prossimo mese di giugno come il più papabile in questo senso. Inoltre, anche Intesa Sanpaolo potrebbe ricoprire un ruolo importante nell’operazione. Tra l’altro, bisogna ricordare come la stessa Ducati abbia subito il delisting da Borsa Italiana quasi quattro anni fa, quindi la sua esperienza borsistica era terminata da diverso tempo ormai. Ma la notizia che fa più scalpore è la possibile vendita del gruppo emiliano, con la società controllante, Investindustrial spa, che sta considerando seriamente questa opzione, più precisamente nei confronti di un partner industriale.
Vodafone interessata a Cable&Wireless Worldwide
“Vodafone valuta regolarmente le opportunità del settore e conferma che è in una fase molto precoce di valutazione dei meriti di una potenziale offerta per CWW“. Mediante un comunicato diffuso Lunedì 13 febbraio, Vodafone ha confermato il proprio interesse per Cable & Wireless Worldwide, facendo eco alle speculazioni sollevate dalla stampa britannica durante il fine settimana. Il colosso britannico della telefonia mobile si è affrettato a precisare che questo non costituisce alcuna assunzione di impegno, in quanto “un ulteriore annuncio sarà effettuato a tempo debito, se sarà il caso”.
Chi è il Super Mario dei rendimenti italiani?
Mario Monti o Mario Draghi? A chi il merito di saper domare i rendimenti dei titoli italiani?
E’ incredibile come le cose possano cambiare in soli un paio di mesi. A novembre i rendimenti sui titoli italiani erano balzati a livelli insostenibili mentre i problemi in Grecia, Irlanda e Portogallo affioravano l’uno dopo l’altro e le tensioni sui mercati finanziari sembravano ogni giorno acuirsi.
Ma ora, nonostante si parli di un possibile default greco, i tassi non hanno registrato pericolose e allarmanti impennate. In effetti i rendimenti sui titoli italiani a 10 anni sono scesi a circa il 5,50%, il livello più basso dal settembre 2011!
Potrebbe essere che il fascino di Mario Monti stia facendo realmente presa sugli investitori? Questo è ciò che alcuni guru economici sostengono e rilevano: dall’insediamento del Primo Ministro tecnocrate l’andamento dei tassi ha mutato la propria tendenza, allontanandosi dalla temuta soglia di guardia del 7% e diminuendo sensibilmente.
La Coldiretti stima i danni economici del maltempo
La Coldiretti ha stimato le conseguenze economiche di queste ultime avverse condizioni meteorologiche che stanno funestando l’Italia: secondo l’associazione, il maltempo ha comportato finora ben 1,5 miliardi di euro per quel che concerne il conto complessivo dei danni, i quali fanno riferimento al settore primario, ma anche a quello industriale e dei servizi. In pratica, è come se si fossero polverizzati 0,1 punti percentuali di prodotto interno lordo, una perdita davvero grave di ricchezza. Come è apparso chiaro un po’ a tutti, l’agroalimentare ha risentito di queste situazioni in maniera più pesante rispetto agli altri comparti, con le varie ramificazioni (industria alimentare, trasporti e distribuzione in primis) che non sono riusciti a salvarsi.
La migrazione delle piccole imprese verso i centri commerciali
Secondo quanto accertato dalla Federcontribuenti, i centri commerciali sono diventati l’unica risorsa per le imprese di piccole dimensioni per fronteggiare la crisi economica: lo sbocco in questione diventa praticamente obbligatorio, tanto che si affidano nella maggior parte dei casi i brand al franchising, visto che ormai i centri storici non rappresentano più lo spazio ideale per incrementare le vendite (queste ultime sono risultate decisamente in calo). La stessa associazione ha parlato di una vera e propria “migrazione” dai nuclei cittadini per affidarsi a questa soluzione alternativa. Il problema principale, però, è rappresentato dal fatto che i costi relativi agli stessi centri commerciali sono piuttosto elevati, fino a un massimo di 650 euro per ogni singolo metro quadro.