È sempre più concreta e completa la fusione che sta interessando TerniEnergia e TerniGreen: in effetti, uno degli ultimi passaggi che sono stati compiuti è stata l’offerta in opzione di 700mila titoli azionari ordinari della società attiva nel settore delle rinnovabili, tanto che si è proceduto all’esercizio del diritto di recesso, come previsto dalla delibera dell’assemblea che ha sancito il progetto di fusione per incorporazione. La società controllante di TerniGreen, vale a dire Terni Research, avrà ora la possibilità di vedersi assegnate circa 699mila azioni, pari a una quota del 2,43% del capitale sociale.
Telecom e Inter risarciscono Bobo Vieri
Non è un grande danno economico, ma è sicuramente un pregiudizio di immagine. Parliamo della vicenda che poche ore fa ha portato alla luce l’obbligo, per la Telecom e per l’Inter di risarcire Bobo Vieri per un milione di euro. L’ex attaccante dei nerazzuri era stato spiato quando ancora giocava per il club milanese. Una volta accortosi di quanto stava accadendo, Vieri aveva avviato una causa giudiziaria finalizzata a richiedere un risarcimento di 21 milioni di euro (12 a Telecom e 9 all’Inter). Il risarcimento confermato dai giudici è nettamente inferiore alle richieste, ma pur sempre in grado di far giurisprudenza.
Il boom dei social network nel rapporto banca-cliente
L’intermediario più diffuso al giorno d’oggi tra gli istituti di credito e i clienti sono senza dubbio i social network: le chat, i messaggi di posta elettronica e quant’altro, infatti, sono la soluzione più gettonata per diffondere informazioni utili da questo punto di vista, ma anche per mettere a disposizione una buona assistenza. Il 2011 è stato un anno significativo in tal senso, tanto che si sono gestite ben cinquantuno milioni di telefonate in entrata e in uscita, senza dimenticare la registrazione di 1,6 milioni di scambi. Sono proprio le chat il mezzo più utilizzato in assoluto e il successo della clientela è ancora una volta corroborato da numeri piuttosto importanti.
Campari si assicura i business giamaicani del rum
Piazza Affari ha già dimostrato di gradire parecchio l’ultima operazione di cui è stata protagonista Campari: la celebre spa milanese ha infatti perfezionato l’acquisizione della quota dell’81,4% di Lascelles de Mercado, gruppo giamaicano che ha fatto la propria fortuna grazie alla produzione e commercializzazione di rum. Quest’ultima bevanda alcolica non era ancora presente nei business di Campari e quindi si può già spiegare in questa maniera il rialzo in Borsa del titolo di stamattina (oltre quattro punti percentuali per la precisione). D’altronde, non si è scelto nemmeno un mercato casuale.
Collocamento Eni quota Cdp
Unicredit, JP Morgan e Mediobanca sono – stando alle più recenti indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, le tre banche d’affari che sarebbero in pole position per ottenere un posto nella procedura che porterà la Cassa Depositi e Prestiti a dismettere sul mercato una quota pari al 3,4 per cento nell’Eni. Una operazione che è inquadrabile all’interno del riassetto di Snam Rete Gas, e che non potrà che passare attraverso fitti colloqui con alcuni dei principali istituti bancari di riferimento in ambito internazionale.
Ultime due settimane per l’accentramento dell’Inail
Mancano davvero pochi giorni alla novità strutturale che andrà a riguardare l’Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e le Malattie Professionali): in effetti, il prossimo 15 settembre rappresenta una scadenza fondamentale per l’ente in questione, vale a dire il termine che i datori di lavoro devono rispettare per richiedere l’accentramento presso una sola sede delle posizioni assicurative. L’obiettivo di questa operazione è facilmente intuibile, ovvero l’esecuzione completa e dettagliata degli adempimenti, evitando di avvalersi di un alto numero di sedi.
Il risparmio delle vacanze a settembre
Ben 3,6 milioni di italiani hanno scelto il mese di settembre per far partire le loro vacanze estive, magari in ritardo rispetto ai tempi normali, ma con un vantaggio innegabile, quello del risparmio: in effetti, le ferie in questione possono costare circa trenta punti percentuali in meno rispetto alle altre di luglio e agosto, visto che le offerte su cui si può fare affidamento sono molto più convenienti. Di conseguenza, anche i soggiorni e gli svaghi beneficiano di prezzi inferiori. Il raffronto in questione è stato reso noto dalla Coldiretti, con l’associazione agricola che ha messo in luce come il 2012 sia stato un anno particolare da tale punto di vista.
Crisi Spagna 2012
Continua ad acuirsi la crisi spagnola. A scatenare una nuova ondata di criticità finanziaria sono le nuove richieste di aiuti che provengono dalle proprie regioni, che suscitano ulteriori pressioni sul deficit finanziario del Paese, in un momento in cui gli spread e i tassi stanno schizzando alle stelle. Un contesto, quello spagnolo, che ha fatto emergere una significativa preoccupazione nel presidente francese Francois Hollande, che a margine del recente colloquio avuto con il premier spagnolo Mariano Rajoy ha sollecitato un intervento della Bce, ricordando come il livello degli spread sia economicamente ingiustificato.
La strategia internazionale di Barilla
Dove c’è Barilla, c’è casa: è questo il celebre slogan dell’altrettanto famosa multinazionale emiliana alimentare, la cui fame di espansione non sembra mai essere saziabile. In effetti, la compagnia di Parma ha trovato “casa” anche negli Stati Uniti, tanto che esiste una strategia ben precisa per aprire una catena di ristoranti oltreoceano. Il debutto ufficiale in questo senso dovrebbe avvenire verso la fine del prossimo anno a New York, come ha già spiegato in una indiscrezione un quotidiano importante come il Wall Street Journal. Ma l’internazionalizzazione non si ferma certo qui.
Immobiliare: Confindustria illustra un quadro desolante
Quattro anni decisivi per quel che riguarda il mercato immobiliare italiano: il riferimento non può che andare al periodo temporale compreso tra il 2008 e quest’anno, vale a dire quello in cui i prezzi delle abitazioni sono scesi di oltre dieci punti percentuali (il 10,4% per la precisione, il 16,2% se si considerano i termini reali), ma non è detto che questa discesa sia finita. In effetti, secondo quanto stimato da uno studio del Centro Studi di Confindustria, il rapporto che esiste tra i prezzi e il reddito disponibile (ottimo indicatore di spesa per quel che riguarda le famiglie italiane) è risultato più alto rispetto alla media del lungo termine, un valore che viene stimato da ben quarantadue anni.