Vontobel scommette sull’Italia

di Roberto R Commenta

In tempi di crisi, e alla faccia delle difficoltà finanziarie dell’Italia, c’è ancora qualcuno che sceglie di scommettere sul BelPaese. Basta valutare, ad esempio, la strategia della Vontobel, l’istituto privato svizzero che ha scelto di acquistare a piene mani titoli di Stato italiani a lunga scadenza, nella convinzione che l’Italia non crollerà, e che la Banca Centrale Europea riuscirà a frenare l’ascesa dei tassi di interesse. Cerchiamo di comprendere quali sono le mosse di Vontobel, e perché la società svizzera abbia scelto di puntare proprio sul mercato tricolore.

La banca privata elvetica Vontobel ha scelto di avere piena fiducia nell’Italia, con una mossa che essa stessa definisce controcorrente, “acquistando titoli di Stato italiani a lunga scadenza poiché offrivano un rendimento allettante e a nostro parere un basso rischio di downsize”.

La banca si attende infatti un comportamento molto attivo dell’istituto di Mario Draghi, con la Bce che “assieme all’Efsf, riuscirà a frenare l’ascesa dei tassi di interesse” (nessun tetto allo spread?). “Essendo probabilmente troppo grande per un’operazione di salvataggio” – riporta ancora una nota Vontobel, rilanciata in Italia dal quotidiano La Repubblica nella sua edizione online – “l’Italia è un Paese chiave per il futuro dell’area euro”.

In maniera più specifica, Christophe Bernand, chief strategist del gruppo svizzero, spiega come l’Italia sia il maggior mercato obbligazionario d’Europa e il terzo del mondo dopo gli Stati Uniti e il Giappone. Un mercato non semplice da interpretare in un contesto quale quello attuale, ma che dovrebbe poter comunque garantire qualche gradita certezza. Gli analisti dell’istituto elvetico ammettono infatti che l’Italia si trascina un grave onere fiscale sulle spalle, e un rapporto debito – Pil troppo elevato. Eppure, la capacità di stabilizzare le proprie finanze sarà maggiore delle difficoltà odierne e, pertanto, scommettere sul Belpaese dovrebbe rivelarsi una scelta accorta.

Speriamo solo che gli economisti della Vontobel non abbiano torto, e che le previsioni si possano concretizzare in realtà già nel prossimo 2013.

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