Conte sul Mes: non è mio obiettivo

di Valentina Cervelli Commenta

Non è il Mes il principale obiettivo del premier Giuseppe Conte, ma il recovery fund da 500 miliardi messo a disposizione dall’Unione Europea per affrontare l’emergenza coronavirus. E’ questo lo strumento preferito dal presidente del consiglio per poter dare adeguato sostegno all’Italia nel momento della ripresa.

Ripartire grazie al recovery fund europeo

È questo il messaggio che traspare da tutte le interviste sostenute da Giuseppe Conte nel corso degli ultimi giorni con i principali media italiani, usati per tenere aggiornata la popolazione in merito alle misure prese per sostenere i lavoratori dipendenti, le famiglie, le imprese e le partite IVA. È evidente che la gestione economica dell’emergenza coronavirus sia da settimane al centro del dibattito politico sia per ciò che concerne la maggioranza  sia per quel che riguarda l’opposizione le quali, spesso anche i momenti non opportuni, hanno tentato di portare avanti le loro idee e farle divenire parte del decreto. In alcuni casi con ragione in altre con modi non adatti al momento.

Diverse forze hanno contribuito alla creazione del decreto Rilancio, firmato da Sergio Mattarella, cercando di mettere in campo più aiuti diretti possibili al fine di dare ai cittadini e alle imprese la possibilità di reagire. Per ciò che concerne un piano di più ampio rilancio è però evidente che Giuseppe Conte al momento, pur apprezzando il sostegno delle forze politiche che hanno compreso come sia basilare rimanere uniti e fare fronte comune durante l’emergenza, ha bene in mente quella che deve essere la strada verso la ripartenza: il Fondo Europeo da 500 miliardi.

Mes non è obiettivo per il premier Conte

Il Mes, per quanto importante, non rientra tra le preferenze del primo ministro italiano “anche per una questione di consistenza, Al di là delle condizionalità e delle sensibilità politiche interne“. Secondo Giuseppe Conte la svolta storica è rappresentata da recovery fund “di 500 miliardi a fondo perduto”: qualcosa che potrebbe addirittura migliorare se la Commissione Europea lo volesse.

Il premier Giuseppe Conte è cosciente che la situazione economica italiana sia connotata da una forte gravità: lo stesso sottolinea come basta osservare i numeri relativi alla cassa integrazione in Italia per comprendere “l’eccezionalità del momento che stiamo vivendo“. Ed è per questo motivo che il decreto Rilancio al suo interno contiene delle disposizioni pensate appositamente per rendere più veloce l’erogazione dei soldi relativi alla cassa integrazione in deroga, dando carta bianca all’INPS per poter immediatamente, entro 15 giorni dalla domanda, elargire agli italiani almeno il 40% della somma totale che devono ricevere.

 

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