BCE, quantitative easing parzialmente illegale

di Valentina Cervelli Commenta

Il quantitative easing della BCE, secondo la Corte Costituzionale tedesca, deve essere considerato come parzialmente illegale. Lo hanno stabilito i giudici di Karlsruhe aprendo la strada a un processo che potrebbe mettere in crisi la tenuta dell’Europa così come la conosciamo.

Quantitative easing a rischio ?

La maggior parte degli analisti non si aspettavano di certo una simile decisione da parte del tribunale tedesco, anzi si aspettavano che la Corte Costituzionale tedesca optasse per una posizione più morbida: i giudici hanno deciso diversamente, obbligando ora la BCE a trovare una soluzione al problema. Inizialmente la posizione del tribunale non è risultata molto chiara, dando modo alle diverse testate d’interpretare in maniera differente quella che è stata la sentenza: quel “parzialmente illegale” ha portato alcuni a leggere la stessa come totalmente favorevole alla BCE ed altri a sottolineare come fosse possibile già nell’immediato alla Bundesbank di ritirarsi dal programma di acquisto di titoli di stato europeo.

Quel che è certo è che se volesse, in base alla legge tedesca, l’istituto centrale teutonico potrebbe decidere di ritirarsi dal quantitative easing senza che la BCE possa fare troppo ostruzionismo. La Corte Costituzionale tedesca con la sua sentenza ha dichiarato che alcune azioni del quantitative easing dell’Istituto europeo violano in parte la legge tedesca sul tema, e di conseguenza possono essere considerati illegali in Germania. Il punto è che allo stesso tempo tali azioni non contravvengono al divieto di finanziamento monetario degli Stati membri: cosa comporta questo? Per sistemare la questione la Banca Centrale Europea dovrebbe equilibrare ancora gli obiettivi di politica monetaria agli effetti economici del programma al fine di renderle concordi con il proprio mandato.

BCE e la risoluzione del problema

Per fare ciò il consiglio direttivo della BCE deve adottare una nuova decisione che dimostri in modo chiaro che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti non siano “sproporzionati rispetto agli effetti di politiche economiche e fiscali risultanti dal programma“. Il tempo per sistemare il tutto è pari a 3 mesi ma questa decisione presa dal tribunale di Karlsruhe ovviamente non interferisce nel modo più assoluto in quelli che sono gli strumenti finanziari messi a punto per la lotta contro il coronavirus in Europa.

Quella tra BCE e bundesbank è una diatriba che affonda le sue radici nel 1000 2012, quando Mario Draghi diede il via alle OMT, le operazioni di acquisto illimitato di titoli di Stato a breve termine per i paesi in difficoltà. Alcuni componenti del partito della Merkel dietro vita una battaglia legale di cui la sentenza di ieri è solo l’ultimo episodio di una lunga storia.

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