Ricapitalizzazioni banche italiane – Mussari (ABI)

di Roberto R Commenta

Secondo quanto affermato da Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi (l’Associazione bancaria italiana), senza gli interventi di supporto della Banca centrale europea si sarebbe verificato un calo del credito ancora più drammatico di quello oggi rilevabile. Nel suo recente intervento Mussari ha anche affermato come, nonostante gli interventi dell’istituzione monetaria, il grado di liquidità sul mercato non sia aumentato, spiegandone le ragioni principali (vedi anche il nostro speciale sui downgrade delle banche italiane e spagnole da parte di Fitch).

“La liquidità della Bce è una liquidità non aggiuntiva ma sostitutiva perché, a fronte delle scadenze dei debiti che le banche europee avevano e che non riuscivano a rifinanziare sul mercato la Bce è intervenuta. Quella liquidità non ha nessun rapporto con il patrimonio, è un debito che andrà restituito fra tre anni alla Banca centrale” – ha ricordato Mussari, le cui dichiarazioni sono state tratte dal quotidiano Milano Finanza.

Per quanto concerne le coperture sui crediti di dubbia esigibilità degli istituti di credito, Mussari ha ricordato come questo sia un dato essenziale per valutare un sistema Paese, ma se questo “vuol essere un altro percorso per inventarsi un altro cataclisma, a questo punto ci pensiamo per tempo”, facendo giusto comprendere come l’Abi non sia disposta a subire, da parte dell’Eba, un nuovo giro di ricapitalizzazione degli istituti di credito nazionali.

Per quanto infine concerne la voce secondo cui Intesa Sanpaolo e la Fondazione Cariplo potrebbe acquistare quote di Generali, Milano Finanza sottolinea come all’iniziativa potrebbe partecipare anche Mediobanca e nuovi soci italiani. “Al momento ci sembra improbabile che Intesa voglia crescere in Generali vista anche la scarsa fortuna nel passato del bancassurance con Intesa Vita” – sostengono gli analisti di Intermonte – “Riteniamo che la banca sia più interessata a investire nel proprio core business ed eventualmente all’estero se dovessero presentarsi opportunità che non mettano a rischio l’attuale solida posizione di capitale”.

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